Con Dybala nueve, gli interni riempiono l’area

di Jacopo Azzolini |


Il bellissimo contesto dell’Allianz Stadium – ossia, 40000 spettatori – ha contribuito a rendere Juventus-Genoa uno spettacolo gradevole a 360°, e questa è già un piacevole dato di fatto se si pensa allo scenario desolante dei vari ottavi di Coppa Italia.

Cornice di pubblico a parte, è stata partita vera in campo, ed anche colma di spunti. Già lo schieramento di partenza in sé era una novità, perché il 433 è stato accompagnato dalla presenza di Dybala come centravanti, un unicum da quando Allegri siede nella panchina bianconera. D’altronde, nella conferenza pre gara, il tecnico livornese si era espresso piuttosto chiaramente, dicendo che in questo schieramento la Joya potesse fungere solo da prima punta.

Il modo di attaccare della Juventus è quindi pesantemente stato condizionato dal modo logicamente diverso con cui Dybala ha interpretato il ruolo. L’argentino, staccandosi molto per andare in ricezione, ha infatti svuotato l’area in maniera alquanto vistosa. Non è scorretto dire che i veri attaccanti della Juventus siano stati gli interni, ossia Marchisio e Sturaro.

Per quanto la scelta dei due a fianco di Bentancur fosse principalmente dettata da ragioni di turn over (basti pensare al loro minutaggio), paradossalmente dal punto di vista tattico erano i profili più adatti per rendere efficiente la soluzione Dybala nueve. Si tratta infatti di due giocatori molto bravi nei movimenti senza palla, erano quindi loro ad avere il compito principale di buttarsi in mezzo, col risultato di divenire quasi i principali riferimenti in area.

La grande prova di Bentancur (non ben pressato da Galabinov e Centurion) ha consentito a Marchisio e Sturaro di mantenersi molto alti, senza doversi abbassare in costruzione per supportarlo. Il Principino è quindi stato in versione 2011-2012, svettando soprattutto come incursore.

Inoltre, importanti segnali sono arrivati da un Bernardeschi forse mai così accentratore e nel vivo del gioco: con Dybala spesso spalle alla porta e costretto a giocare a due tocchi (tra l’altro molto bene), si è chiesto al numero 33 quel qualcosa in più sulla trequarti, come raccordo. Il carrarino ha risposto bene, dimostrando personalità e brillantezza: l’unico appunto è che, insieme a Dybala, avrebbe forse potuto provare il cambio campo con più convinzione, sfruttando Costa sul lato debole.

Quindi, nonostante un calo eccessivo nella ripresa e un ritorno al 4231 con Sturaro ala che forse ha peggiorato la situazione, la Juve passa il turno e presenta alternative tattiche a cui prima non si era pensato. Solo il tempo dirà se Juventus-Genoa sarà stato un unicum fine a se stesso o se un punto di partenza per provare anche nuovi soluzioni.