Dybala non è più ragazzino da un pezzo

di Giacomo Scutiero |

La Juve deve ancora disputare gli ottavi di finale della Champions League 14/15 quando Paolo Bargiggia di Sport Mediaset va contro la corrente mediatica: Vázquez è una falsa pista, la Juve vuole Dybala. Non il chiacchieratissimo trequartista, ma un attaccante. Siamo al 18 febbraio. Oltre all’argentino del Palermo, i pensieri si dirigono verso gli arruolati Tévez, Llorente, Coman…Oggi sappiamo.

[divider layout=”1″ color=”#F4CC29″]GLI OCCHI SI RIEMPONO DI JOYA[/divider]

Un mese dopo si gioca Palermo-Juventus; invero appena rientrato dal lungo infortunio, tale Barzagli a tratti fatica nel contenere il numero nove dei rosanero. Dybala mi piaceva da tempo, ma da quando sono auto-convinto che Bargiggia ha ragione e che Paulo sarà il dopo Carlitos…Comincio a seguirlo come fosse già bianconero. In Palermo-Genoa di aprile scopro che non è un centravanti, nonostante lo interpreti perché Vázquez gli gioca alle spalle; i suoi tocchi di palla sono perlopiù in zona 13 e 15 (trequarti decentrata) e addirittura in 10 e 12 (le posizioni delle mezzali). La sua cessione diventa certezza quando il politically incorrect presidente Zamparini chiede a mister Iachini di non schierarlo, “perché potrei cederlo nei prossimi dieci giorni e non voglio s’infortuni”. È la prima settimana di maggio. La Juve sborsa 32 milioni di euro e s’impegna a versarne un massimo di altri 8 in bonus; una cifra inferiore solo ai cartellini di Buffon, Thuram e Nedved, contrattualizzati nell’estate “Adieu, Zizou” di quattordici anni prima. Dybala debutta con la ventuno della Juve l’8 agosto, Supercoppa Italiana contro la Lazio a Shanghai: entra al posto di Coman al 60′ e segna dopo tredici minuti il 2-0 definitivo; prima in coppia con Mandzukic, poi con Llorente, comunque come seconda punta iper-mobile. Com’era la storia del 9 di Palermo? Ecco la (infame) prima giornata del campionato 15/16…

JuveUdi3:4

A metà settembre i media scrivono e dicono che Massimiliano Allegri non impiega abbastanza il ragazzo. Fin a quel momento, Paulo è sceso in campo quattro volte, ha collezionato 234 minuti, con 3 gol e 7 passaggi chiave per i compagni. Paulo vive inconscio il vortice dell’eredità pesante, pesante molti zeri; a lui poco ne cale, non ha ancora ventidue anni e rilascia interviste da ’85. Parere personale: una delle migliori gare di questo quadrimestre è Juventus-Siviglia contiene l’azione collettiva da me preferita; Dybala è tra gli attori protagonisti e per pochissimo non prende l’Oscar per la scena finale.

[divider layout=”1″ color=”#F4CC29″]73 CHILOGRAMMI, 12 CHILOMETRI[/divider]

Realizzo precocemente che la maglia numero 21 è indossata da un fenomeno. Il nuovo vice-presidente Nedved è più che d’accordo: “A livello tecnico non ha eguali, ha fatto molto più di quello che mi aspettavo”. A proposito di incoronazioni, non male quella firmata Leo Messi quando Paulo viene convocato per la prima volta in nazionale: “Fidatevi di me, è un giocatore di qualità. Farà parlare di sé nei prossimi anni”. In Juventus-Atalanta Dybala gioca alla Tévez e due giorni dopo confessa: “Ho fatto il trequartista, giocavo tra le linee…La verità è che Tévez lo studio da un anno”. Il ragazzo corre assai. Ho scelto il derby di campionato per dimostrarlo (in parte) e per tirare il pollice su all’investitura tecnico-tattica di mister Allegri: “Un giocatore che fa 12 chilometri a partita, diventerà una grande seconda punta”. Al minuto 92 di Juve-Torino, oltre un Álvaro Morata in pressione spasmodica, c’è Paulo che attua una perfetta fase passiva con un semplice movimento corporeo.

Nella cartella medica di Palermo si leggeva 69 chilogrammi, quella odierna della Juventus dice 73; l’aumento di massa muscolare deriva da allenamenti specifici sulla forza e sulla resistenza svolti a Vinovo e pretesi da Allegri, che inizialmente storceva il naso per la gracilità del ragazzo in allenamento. Dei risultati soddisfacenti si è accorto anche Matias Vecino, grosso il doppio di Paulo e andato k.o. in uno spalla-spalla di Juve-Fiorentina. Interessante o no, c’è Zamparini che allarma il calcio nostrano: la Juve starebbe “pompando” troppo il giocatore come secondo lui fece con Del Piero; discorso di competenza a parte, non pare che l’ex capitano bianconero abbia avuto vita agonistica insoddisfacente…

[divider layout=”1″ color=”#F4CC29″]VI PRESENTO UNO CHE SPOSTA[/divider]

Bando alle ciance: qui stiam parlando di uno che in meno di 1500 minuti ha messo in mostra 10 gol e 3 assist (2 su cross e 1 su rasoterra), il tutto col piede sinistro; lo score è interamente relativo alla Serie A, perché in Champions League (345′ giocati) non ha ancora timbrato né fatto timbrare. Lo scarto tra “offensive stats” italiane ed europee è evidente: 3.1 contro 2.3 tiri a gara, calciando più spesso dentro l’area di rigore in campionato (1.7) rispetto alla coppa (1); escursioni anche nei key pass (2.1 contro 1), e dribbling (2 contro 1.2). Evidente e giustificabile, per chi ha 22 anni e un mese ed è al debutto europeo. Restando al parametro UE e introducendo il concetto di “danger zone”, l’area immaginaria che va dalla lunetta alla porta avversaria, Dybala è abbondantemente oltre i 2 assist ogni 90′; ogni gara, semplificando, oltre due suggerimenti partiti dal suo piede sono potenziali “big chance” per fare gol. In Serie A si può già definire uno che sposta: 21.6% di “goal conversion”, 34 occasioni create, il 60% dei dribbling riusciti e l’83% di “pass accuracy”. Già 2 gol da fuori area ed equilibrate proporzioni di chance create per posizione.

PosChanceALa posizione delle chances create da Dybala nel campionato di Serie A
PosMediaPalJUVLa posizione media in Palermo-Juventus

Riprendendo il discorso sul trequartista, Paulo sfrutta la qualità supplementare del dribbling a un tocco che Tévez non vantava per decentrarsi e affondare; l’Apache supera l’avversario di prepotenza, lui di tecnica ritmica. Tutti gli assist provengono da sinistra (col piede forte, of course), come anche il tiro-cross che costringe Gentiletti all’autogol in Lazio-Juve. Dybala è eccezionale nell’uno contro uno a stretto giro: non molti oltre lui e Messi sono capaci di proteggere, dribblare e mantenere il dominio del pallone senza toccarlo più di una volta.

DribblingSeccoJuveAta

Il percorso di crescita recente del giocatore è raccontato bene dal biglietto Palermo-Torino e dai parametri della scorsa stagione rapportati a quelli di questo incipit. Nell’ultimo anno in Sicilia Dybala è sceso in campo 34 volte per 2958 minuti, con la Juve oggi ne conta 16 per 1100′; solo alla voce assist non ha accatastato fieno in cascina, ma c’è ancora molto tempo…

KEY PASS 14/15: 1.41 15/16: 1.94

ASSIST 14/15: 0.29 15/16: 0.19

CHANCE 14/15: 1.71 15/16: 2.12

GOL 14/15: 0.38 15/16: 0.50

SHOT ACCURACY 14/15: 42% 15/16: 46%

DRIBBLING 14/15: 59.09% 15/16: 60.38%

Prima di autocelebrare il sottoscritto (ehm…), faccio un tardivo regalo natalizio ai lettori: i link delle “buste” e della colla. Loro capiscono.

La Juve ha Dybala ed è fortunata, Dybala gioca nella Juve ed è fortunato. E io…

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