Dybala, il momento della verità

di Giacomo Nannetti |

In una Juventus che viaggia a gonfie vele verso l’ottavo titolo consecutivo, mancano solo 5 vittorie alla matematica certezza, e con una Champions da giocare, continua a tenere banco una questione, non tanto privata: Paulo Dybala.

Inutile girarci intorno, dopo 3 grandi stagioni in maglia bianconera, seppur condite da alti e bassi, la Joya in questa annata non sta trovando quelle prestazioni che lui in primis, e tutto l’ambiente bianconero si aspettavano. A 25 anni, ne compirà 26 a novembre, “U Picciriddu” deve diventare grande visto che ormai l’attesa non è più contemplata.

Reduce da una pessima prova con la Selecciòn è criticato anche in patria per l’evanescenza della sua gara. 4 il voto dai quotidiani argentini, conferma il negativo andamento stagionale, ecco il Clarin:

Paulo Dybala (4): Dejó pasar una nueva oportunidad. En el primer tiempo se tiró un poco atrás para juntarse con los volantes pero no lo hizo nunca. Por momentos se lo vio como trotando, poco comprometido con el equipo y terminó de manera intrascendente.

Paulo Dybala (4): ha sprecato un’altra opportunità. Nel primo tempo era più arretrato per scambiare con i centrocampisti senza riuscirci. Trotterella, poco coinvolto nella squadra e risulta irrilevante.  

Con l’infortunio di CR7 e un Mandzukic tutt’altro che in forma quale miglior momento per riprendersi la scena e una maglia da titolare per le grandi occasioni?

Prima di Ajax-Juventus, perché con la testa siamo già ad Amsterdam, ci sono 3 gare di campionato che serviranno ad avvicinare sempre di più lo scudetto, ma sopratutto a far capire ad Allegri quali potranno essere gli uomini per la Champions. Diverse chances verranno date alla Joya per restituirgli un po’ di fiducia e sopratutto per permettergli di ritrovare quella confidenza con il gol che per un attaccante è sacra.

Sì ho detto attaccante, perché Paulo è un attaccante, una punta con il gol nel sangue che per esprimersi al meglio deve stare più vicino alla porta. Perlomeno ad oggi Dybala non è un tuttocampista, non è un trequartista, non è un esterno, ma è una seconda punta. Abile nel girare attorno ad un altro centravanti per fornirgli degli ottimi palloni, o per andare lui stesso a concludere a rete, perché è ciò che gli riesce meglio. Per rimanere in casa Juve, con le dovute proporzioni, dovrebbe fare ciò che Del Piero fece con Trezeguet (sto sognando lo so!). Nonostante le prestazioni dell’argentino siano ben distanti dai suoi standard, Max continua a regalare cioccolatini dolcissimi al talento di Laguna Larga proteggendolo in molte occasioni con dichiarazioni al miele, evitandogli che tutto questo malessere possa peggiorare ancor di più la situazione.

Le cause di questa sterilità non sono esclusivamente imputabili all’allenatore e ai suoi sistemi di gioco, ma sono in buona parte riconducibili allo stesso Dybala, che molto spesso quando chiamato in causa, ha fornito prove sottotono, a prescindere dal ruolo. Non si può però accantonare un giocatore di questo valore perché è un patrimonio economico e tecnico troppo importante e, per il bene di tutti, non deve assolutamente essere sprecato. Lui per primo dovrà rispondere “Presente” con ottime prestazioni ad ogni chiamata da qui in poi perché come si sa, stare in panchina non è mai piacevole, sopratutto se ti chiami Paulo Dybala, specialmente in Champions.

Proprio per questo il finale di stagione dovrà essere un trampolino di lancio… in ascesa a senso unico. Lo stesso Dybala, confrontandosi da vicino con i due extraterrestri (Cristiano e Messi) aveva dichiarato di voler essere il primo tra gli umani, ma anche per raggiungere questo obiettivo non c’è più tempo da perdere.
Adesso la palla è solo tra i suoi piedi, e Dybala deve trattarla come ha dimostrato di saper fare. E’ doverosa una prova forte in questi ultimi 2 mesi, per dimostrarsi un vero numero “10” da Juve e non una promessa scintillata non mantenuta.
Paulo, facci capire dove guarda il nostro presente: verso il passato o verso il futuro?