Le mille maschere di Paulo Dybala

di Alex Campanelli |

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Sarà il carnevale alle porte, sarà che la sua esultanza è una maschera da gladiatore, fatto sta che Paulo Dybala nell’arco delle ultime gare ha vestito i più svariati abiti, andando ad occupare innumerevoli posizioni in campo e aiutando una Juventus ultimamente non brillantissima a sbrogliare parecchie situazioni. Contro il Brescia l’argentino è stato il vero deus ex machina dei bianconeri; in assenza di Cristiano è stato il faro unico della squadra di Sarri, spuntando un po’ ovunque in costruzione e in rifinitura ma anche nei rari casi in cui la Juventus non aveva il possesso del pallone.

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a sinistra la posizione che, sulla carta, avrebbe dovuto occupare Dybala, a destra l’effettiva occupazione del campo da parte del numero 10 (fonti Whoscored e Sofascore)

Con 124 tocchi Dybala è stato il secondo bianconero ad aver giocato più palloni, una quantità esorbitante per un attaccante anche al netto dell’inferiorità tecnica e numerica del Brescia; partito formalmente come ala sinistra del 4-3-3 schierato da Sarri, Paulo ha frequentemente invertito la propria posizione con Cuadrado, anche se in realtà non ha agito da esterno destro vero e proprio bensì da regista offensivo a tutto campo. Anche a livello di passaggi effettuati e completati la Joya si assesta dietro al solo Bentancur, mentre è nettamente il migliore in campo per quello che riguarda i Key Pass, impressionanti non solo nel numero:

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Come testimoniato da StatsZone, Dybala ha messo in porta i compagni per ben 6 volte, ma a stupire è il fatto che il numero 10 abbia creato pericoli un po’ in ogni zona del campo: partendo da destra così come da sinistra, dalla trequarti più o meno centrale ma anche dalle fasce e da calcio d’angolo. Tra i numeri offensivi dell’ex Palermo figurano anche 2 dribbling completati su 4, 8 tiri tentati (il migliore anche qui) con 3 conclusioni nello specchio e ovviamente la traversa spaccata nei minuti di recupero.

Fondamentale in rifinitura, utilissimo in costruzione, Dybala è però soprattutto un attaccante e in molti nelle ultime uscite hanno puntato il dito contro Sarri (o contro di lui, o contro lui e Sarri) per il suo eccessivo abbassamento che contribuisce a svuotare l’area avversaria e, si dice, rendere più complicato alla Juve trovare il tiro. Senza Higuain, in caso di tridente, Dybala ha agito formalmente da centravanti, mentre col Pipita in campo è stato schierato da ala, ma in realtà i suoi compiti e i suoi movimenti in campo sono cambiati ben poco.

Togliamoci subito un sassolino: Dybala non sarà mai un attaccante alla Mertens, o meglio, non sarà mai SOLAMENTE un attaccante puro come il belga, che pur nascendo ala attacca ormai la profondità da punta vera. Incasellare Dybala in un ruolo così specifico sarebbe un delitto calcistico, contribuirebbe probabilmente ad aumentare la densità bianconera nei pressi dell’area di rigore ma eliminerebbe tutti i benefici a cascata che provengono dalla posizione ibrida attualmente occupata da Paulo, che con Cristiano appare l’unico con la licenza di trovarsi ovunque lo ritenga opportuno.

Ciò non appare un problema quando la Juve schiera il 10 insieme a Higuain, che pure ama venire incontro a cucire la manovra offensiva, ma con Dybala e Cristiano in campo e Higuain in panchina la figura dell’attaccante classico viene a mancare, dato che sia il 10 che il 7 amano arrivare in area partendo da posizione defilata o comunque da lontano, senza stazionarvi. Tra le sfide di Maurizio Sarri c’è anche quella relativa al genio di Laguna Larga: se il tecnico riuscirà a conciliare le abilità, ma anche le particolarità, dell’argentino con le esigenze tattiche della sua Juve, arrivare in porta non dovrebbe essere più un problema.