Dybala, l’Europa e il clima italiano

di Nevio Capella |

Domanda di un lettore

Ciao ragazzi. Sono un tifoso juventino, campano, di Fuorigrotta… potete immaginare la mia situazione attuale. Da ieri qui è un vero inferno: manco avessero vinto lo scudetto. Vorrei porvi due domande.

La prima è: Con Dybala in campo ieri, l’avvio di gara sarebbe stato lo stesso? Amo Paulo, ma credo che in questo momento giochiamo meglio con il 4-3-3 (Douglas Costa illegale), e lui soffre tale disposizione tattica arretrando parecchio e, a volte, rallentando la manovra della squadra.

L’ altra è: Svilupperemo mai una cultura sportiva in Italia? L’ attuale situazione a me va bene, più loro gioiscono delle nostre sconfitte europee, più noi vinciamo le competizioni nazionali lasciando poche briciole (se poi dovessimo vincere anche quella maledetta str*nza non mi dispiacerebbe). Sono però stufo dell’isteria che mi circonda! “Con la VAR non ruberete più, finalmente sarà un campionato onesto”, e cosi è stato… finchè eravamo secondi. Il calcio italiano ha toccato il fondo e, anziché rialzarci, grazie a certi tifosi e pseudogiornalisti, temo inizieremo ben presto a scavare per sprofondare ancora di più. Concludo ringraziandovi per tutto il lavoro che fate: le vostre riflessione attente e mai banali e la vostra pungente ironia riescono a strapparmi un sorriso sempre, anche oggi!

Oreste.

 

Risponde Nevio Capella

Ciao Oreste, grazie innanzitutto per i complimenti che fanno sempre piacere!

Provo a rispondere ai tuoi quesiti: credo che la presenza di Dybala a parità di modulo non avrebbe influito molto sullo svolgimento della gara per come è sembrato l’abbia preparata Allegri e vista la difesa rabberciata e molto svagata dei blancos.

Al massimo, ipotizzando che avrebbe preso il posto di Mandzukic, potremmo immaginare uno vero e proprio sliding doors visto Mario ha realizzato due dei tre gol, ma siamo nel campo delle supposizioni.
Ritengo però che Dybala sia abbastanza funzionale in quel 4-3-3 che effettivamente sembra essere il modulo che valorizza meglio i nostri giocatori (oltre che giustificare l’innesto di Matuidi a mercato quasi finito) e ne è dimostrazione la partita di Napoli di dicembre (la ricorderai bene) in cui con Higuain e Douglas Costa, la Joya ha fatto tridente e soprattutto costruito l’azione che il brasiliano ha iniziato e Gonzalo finalizzato, andando proprio a prendere palla sotto la linea di centrocampo.

E’ chiaro che al Bernabeu Allegri ha puntato sul mismatch fisico tra Mandzukic e Carvajal, ma il mister ha dimostrato di essere capace di cucire squadra e strategie a seconda delle caratteristiche degli uomini in campo e proprio il tridente Costa-Higuain-Dybala era stato funzionale e letale a Wembley.

Per quanto concerne la situazione del calcio italiano sarà molto dura ripristinare l’andazzo sui binari di una sportività minima, specie in questa epoca in cui, anche grazie ai social, gli addetti ai lavori ed in particolare i giornalisti, hanno modo di violare quel principio di imparzialità senza il quale un clima più sereno diventa inimmaginabile, come giustamente scrivi anche tu facendo andare subito il pensiero ai giornalisti ultrà o altre firme spesso e volentieri allusive e compiaciute nell’avere un seguito di “fan” livellati verso il basso.

Se però usciamo dal mondo social (dove da un lato l’anonimato dei molti tende a far uscire la parte becera di molti tifosi e da un lato la visibilità di alcuni tende appunto a solleticare e fomentare queste pulsioni) e ci limitiamo a giudicare il tifoso semplice, tendo ad essere più indulgente, e ricondurre il tutto ad una normale manifestazione di “odio” sportivo dovuta alla frustrazione di una Juve mai così tanto dominante in Italia. Finché ci si limita alle solite manifestazioni “sobrie” con cui da ogni parte si salutano le sconfitte della Juve e agli sfottò da Bar la situazione resta sotto controllo, certo molto spesso l’analfabetismo sportivo dei media e lo scarso fair play tendono ad enfatizzare veleni e rancori piuttosto che mettere al centro della narrativa sportiva i meriti, lo spettacolo e i risultati.

La risposta è sempre la stessa, quella che restituisce il campo e quella che anche fuori dal campo, dall’alto delle nostre vittorie (e sconfitte onorevoli) dobbiamo cercare di impartire agli altri: al centro il calcio, tutto il resto va ghettizzato e stigmatizzato.

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