Dybala tra Leo e Papu. E quel 433

di Sandro Scarpa |

CRUDO: la Juve ha vinto, con troppi gol subiti e pause, le gare soft di inizio stagione. La Juve non ha vinto le due (trasferte) toste, perdendo 3-0 al Camp Nou e facendosi rimontare 2 gol a Bergamo

DOLCE: la Juve ha 19 punti. In 7 anni alla 7° abbiamo fatto 19 punti (6 vittorie ed 1 pari) 4 volte, è il punteggio standard, anche nei tornei da 91 o 102 punti. L’anno scorso ne avevamo 18, 6 vinte e il ko con l’Inter di De Boer. Peggio il primo anno di Conte (13 punti) o l’inizio flop di 3 anni fa (8 punti dopo 7 gare).

AMARO: La Juve ha avuto 4 gare in casa contro rivali mediocri o combattivi ma in 11 vs 10, grazie ad un Dybala strepitoso. Ha sempre preso gol fuori: 2 gol dal Genoa, 1 dal Sassuolo, 3 al Camp Nou 2 dal Papu e soci. 8 gol in 4 trasferte. Il Napoli va a ritmi record grazie alla solita partenza a razzo e un calendario altrettanto soft (col plus della vittoria con la Lazio), Roma e Inter più o meno ancora attaccate.

Ve la sparo subito: Ieri a Bergamo mi è parsa la miglior Juve di trasferta in stagione. 

Sì, vero, siamo stati polli, rimonta delittuosa, rabbia da sbollire in 15 giorni di rottura di scatole nazionali, ma la Juve per 25 minuti ha dominato senza sé e senza ma, poi assorbito bene la fiammata del 1-2 (invenzione di Papu, Buffon e Caldara) e gestito a inizio ripresa, trovando anche l’1-3 annullato. Poi al secondo errore in uscita ancora Gomez inventa il cross del 2-2, “imparabile” sia per la difesa che per i nostri centrocampisti.

A quel punto, nonostante la doppia mazzata del gol annullato e del 2-2 lampo e un’Atalanta fomentata, la Juve ha creato i presupposti per tornare avanti con due rigori dubbi, uno dato e sbagliato, l’altro no.

Si può essere risultatisti e felici se Dybala ci porta avanti a botta di triplette e gol ad ogni starnuto e disfattisti ora. O si può analizzare lucidamente una gara tosta contro un’Atalanta mai così forte e sulle ali dell’entusiasmo che, senza episodi estemporanei sarebbe finita 1-4 facile.

Per un’idea sulla produzione Juve in un campo come quello di Bergamo eccovi le xG (potenziali chance):

2,2, dato elevatissimo, più un rigore, oltre al gol Mandzukic (non conteggiato) e al rigore su Higuain su cui Damato ha glissato.

Ecco, ad esempio, le xG del Napoli in casa contro il Cagliari: 1,8.

Insomma, abbiamo creato più noi a Bergamo che il Napoli-Barcellona in casa col Cagliari.

Se la Juve riesce anche con pause e con un Dybala opaco (alla 7° da titolare ogni 3 giorni) a creare così tanto a Bergamo nonostante l’assenza del regista (Pjanic) non si può essere scontenti e disfattisti. Ma solo arrabbiati per la rimonta episodica.

La profondità di rosa ci ha consentito di assestarci a livelli di dominio in A nonostante le assenze di: De Sciglio, Howedes, Khedira, Marchisio e ora Pjanic e nonostante il solito inserimento graduale (anche psico-fisico) dei nuovi Douglas Costa e Bernardeschi.

Con la prolificità, alternata, degli attaccanti: Dybala, ora Higuain, e i gol di Mandzukic, Cuadrado o Bernardeschi in attesa di Costa, per tacere di Pjanic, c’è un doppio tema da tamponare: gol subiti in trasferta e gestione lacunosa del vantaggio.

Temi che portano sparati al 433 o 4321/4312. Allegri non abbandona l’idea del centrocampo a 3 che consente maggiore densità in mezzo e spaziature più semplici dell’impegnativo 4231, soprattutto in gare in cui i centrocampisti devono poter rifiatare (Matuidi, ancora più di Dybala, era alla settima di fila e nella ripresa si è notato).

Con Marchisio, Pjanic e Khedira out l’ancora del 433 è stata impossibile. Sarà interessante notare invece, a ranghi completi, come nel 4-3-poi-si-vede la qualità di inserimenti, ripiegamenti e palleggio di Matuidi-Bentancur-Khedira-Marchisio accanto a Pjanic possano aiutare la Juve col mal di trasferta dando maggiore copertura degli esterni e maggiore appoggio agli esterni offensivi.

Altro tema è il cambio a Dybala. Il nome è quello dell’uomo che ieri, pur con gol e assist all’esordio non ha convinto nel lavoro da esterno in un 4231 che diventava spesso un 442: Bernardeschi.

Cosa potrà offrire, almeno in A, l’ex-viola nel ruolo di Dybala in un 4231? La Joya deve tirare il fiato. Necessariamente. Non è un caso che non riesca a segnare in gare ravvicinate ogni 3-4 giorni, con poca lucidità e cattiveria e gambe che non girano.

Anche perché le due gare non vinte dalla Juve la hanno decise due 10 argentini (Messi e Gomez) con errori invece piuttosto insolito del nostro numero 10, che ora ha anche l’impegno fisso in Nazionale. Poi certo, Dybala è a 12 gol in stagione al 2 ottobre, ma il destino dei forti è esserlo sempre.

Poi certo, c’è il VAR. Ma di quello si parla a Maggio. Come di tutto il resto.

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