Dybala sceglie la sua Top 11, e fa capire chi è

di Alex Campanelli |

dybala team

Una brevissima introduzione per i meno ferrati in materia: Fifa 20 è la simulazione di calcio più popolare del globo, disponibile su varie piattaforme, sviluppata da EA Sports, la quale da qualche tempo riserva un’attenzione sempre maggiore ai suoi utenti più popolari, calciatori “reali” in particolare. La modalità più popolare di Fifa è sicuramente Fifa Ultimate Team (FUT da qui in avanti), che permette a ogni utente di costruire, mattoncino dopo mattoncino, la propria squadra, investendo Crediti FUT, la valuta interna del gioco che si ottiene giocando, vincendo e completando obiettivi, oppure Fifa Points, acquistati spendendo soldi reali.

Ogni settimana, su Fifa Ultimate team gli utenti possono giocare contro una squadra creata ad hoc da un personaggio noto, il quale può attingere da tutti i calciatori presenti nel database del gioco per comporre la propria formazione ideale. Questa settimana è toccato a Paulo Dybala, e le sue scelte (che trovate in testa all’articolo o più in grande qui) paiono particolarmente interessanti, ma soprattutto funzionali per capire il pensiero del Dybala calciatore e del Dybala uomo.

In porta non poteva che esserci Gigi Buffon, per distacco il portiere più forte col quale la Joya abbia giocato, così com’era scontata la presenza di Chiellini al centro della difesa, mentre la leggenda Javier Zanetti ci ricorda quanto l’ex interista sia un’icona per i calciatori argentini nati nella prima metà degli anni ’90. Più singolari la presenza di Pezzella, compagno di nazionale (molti calciatori inseriscono giocatori del proprio paese, pur se non di primissimo livello), e soprattutto di de Ligt, preferito a Ramos e Van Dijk (in panchina) e soprattutto a Bonucci, che ha giocato con Paulo per molto più tempo. Che ci siano acredini alla base? O semplicemente tra Dybala e de Ligt si è da subito instaurato un grande rapporto? O ancora, che Bonucci sia stato lasciato fuori perché troppo lento (la velocità è fondamentale nel gioco)?

Centrocampo iperoffensivo con l’immancabile quota albiceleste, stavolta rappresentata da Paredes, non un fulmine di guerra ma sicuramente un buon amico di Dybala, l’idolo senza tempo Maradona e lo stesso Dybala, nella versione con le statistiche al massimo rilasciata da EA Sports al giocatore stesso e a nessun altro. Qui a offrire spunti è il fatto che il 10 bianconero si sia schierato da centrocampista offensivo/sottopunta, al centro di una formazione che somiglia molto più a un 4-2-3-1 che a un 4-3-3, ovvero nel ruolo che lui stesso ha più volte dichiarato di preferire.

Davanti non potevano mancare Leo Messi e Cristiano Ronaldo, curiosamente non a piede invertito, ma a mandare messaggi di svariata natura è la presenza di Higuain al centro dell’attacco. Una mossa che spezza ogni possibile congettura sul rapporto tra i due, comunicando al prossimo frasi come “sì, io e Gonzalo possiamo giocare insieme”, oppure “non esiste nessun dualismo, nessuna rivalità, sono invenzioni”.

L’allenatore è quel Pep Guardiola sfiorato/sognato in estate, mentre in panchina, oltre ai già citati Ramos e Van Dijk, troviamo spiriti affini a Paulo come De Bruyne, Hazard e Neymar, l’amico Papu Gomez e Sergio Aguero, un altro di quelli che in linea teorica secondo i più dovrebbe lottare con la Joya per un posto da titolare e quindi dovrebbe essergli inviso. Può una formazione di Fifa comunicare da sola più messaggi, e più verosimili, più di tutta la carta stampata? Evidentemente sì.