Dybala, l’extraterrestre

di Sandro Scarpa |

Dybala ci sta rendendo partecipi di un’ascesa piena, totale, inesorabile, soprattutto consapevole.

Il 10 Juve è più presente a sé stesso e alla dimensione di fenomeno rispetto alle prime due, comunque folgoranti, stagioni. La sensazione è quella del miracolo mostrato, il tocco sensibile con la sfera che ricambia l’affettuosità e quel corollario Dybalesco: piroette, ritmo di punta, suola ed esterno tra avversari di sasso e ancora la capacità disarmante di irridere i marcatori senza umiliarli, saltarli via come fossero dispiaciuti di rovinare l’incanto con pedate rozze.

Per celebrare la grande bellezza che Dybala ci mostra abbiamo scelto alcune delle azioni più estatiche del ragazzo dell’Instituto classificandole con tre parametri che in questo momento interessano di più:

Messianicità – DelPierismo – Joya

Il primo parametro è il tema caldo: quanto Dybala potrà davvero fare il Messi non solo in Serie A ma anche in Champions, come il suo compagno di nazionale, maestro e idolo?

Il secondo parametro è quello della linea diretta della #10 da Del Piero alla Joya, come stile e grazia letale e come “juventinità” e capacità di risvegliare dal torpore il tifo bianconero, sopito dal dominio italico e dalle finali perse, e riportarlo a 20 anni fa

Il terzo parametro individua l’unicità di Dybala: sono semplicemente io, il ragazzino pulito che fa la Mask e fa impazzire altri ragazzini (e ragazzine) italiani, argentini e asiatici. Anche se sono il più riuscito e meno deludente tra gli “eredi di Messi“, anche se indosso la 10 di Del Piero (dopo due reietti tornati a  al Boca e al ManUnited) io sono solo Dybala.

 

1. La Traiettoria Perfetta – Lazio-Juve

Negli anni in cui la Juve non ha quasi rivali in Italia, Dybala segna gol che aprono, chiudono o affossano le gare. Quindi le esultanze sono quasi sempre felici e spensierate o, in alcuni casi, liberatorie come dopo il rigore segnato a Donnarumma al 97°. In questo senso i gol di Dybala sono molto Messi-Style: gioiosi.

Con la Lazio però all’esordio stagionale con la 10, Dybala trascina la squadra nel secondo tempo ad una rimonta illusoria, svanita per mano di Murgia a tempo scaduto.

Ecco la prima perla:

Messianicità: 5, Dybala calcia le punizioni meglio di Leo, almeno in questo gli è superiore.
DelPierismo: 8, questa con la Lazio è molto ADP-style, da lontanissimo, con parabola letale.
Joya: 7, un’esultanza non da Dybala, molto più rabbiosa, col dettaglio tipico della dedica al papà.

 

2. La Traversa Perfetta – Juve-Cagliari

La grande bellezza dei tocchi di Dybala stride così tanto con qualche sgraziata impressione di settembre dei compagni di squadra che ci stropicciamo gli occhi anche dopo una traversa, invece di sacramentare.

Soprattutto, almeno in questa azione è tutta la Juve ad elevarsi al livello della Joya imbastendo un’azione fluida ed efficace in cui si alterna strappi a tocchi di prima o seconda. Quasi come se i compagni vogliano concedere al numero 10 una cornice collettiva degna dei suoi exploit.

 

Messianicità: 7, colpo (quasi) letale alla fine di lunga azione manovrata, tiki taka bianconero.
DelPierismo: 7, ok, è il sinistro, è più rapido di quelli di Alex, ma sempre TIRO-A-GIRO è.
Joya: 9, puro Dybala al 100%: tiro fulmineo, corpo usato come un arco, parabola perfetta.

 

3. Il Dribbling Perfetto – Genoa-Juve

Dybala ci ha illusi con la Lazio, messi al sicuro col Cagliari e ripescato dall’abisso iniziale del Marassi, un pantano di gioco confusionario dovei compagni e rivali affondavano e lui camminava sulle acque. Questa roba qui, insomma:

Messianicità: 9, stop, dribbling tra due, tacco e sterzata. Messianico. Ma 50 metri più dietro.
DelPierismo: 6, Alex dribblava in modo più secco, di accelerazione, cose così ne faceva poche.
Joya: 8, Dybala comincia a concedere “pezzi” così più spesso, consapevole del suo stato di grazia.

 

4. La Mezz’ora Perfetta – Juve-Chievo

In casa col Chievo si è saliti di livello in termini di teologia, Paulo ha distillato la classe sciorinata nei tre-quattro 90 minuti precedenti in una mezz’ora di concentrato assoluto e potentissimo di fenomeno, applausi a scena aperta, esaltazione diffusa, paragoni deflagranti e una luce abbacinante nel grigiore di una gara fino a quel momento poco divertente.

Messianicità: 8, serpentina, audacia, tacco, voglia di spettacolo efficace, sembra la Liga.
DelPierismo: 7, la luce che appare a Torino è la stessa, ma più rapida e frizzantina di Alex.
Joya: 8, tanto del nuovo Dybala, diamante nella zona centrale tra le ali e dietro Pipa, lethal zone.

 

5. La Tripletta Perfetta – Sassuolo-Juve

Quanto visto al Mapei col Sassuolo è qualcosa che va OLTRE tutto questo. E’ la meraviglia di qualcosa di inaspettato, almeno nelle dimensioni. Mentre il mondo Juve, tifosi, dirigenti, allenatori, giocatori vecchi, nuovi, quelli andati via, hanno tutti qualche acciacco, scorie, magagne varie, Cardiff, i moduli, il mercato, Bonucci contro Immobile, Higuain la panza e la pelata, Sandro svagato, Pjanic sontuoso ma razionalmente accettabile, e così via… mentre noi tutti esseri umani abbiamo passato 3-4 mesi a poltrire in spiaggia o a lambiccarci sulle possibilità della nuova stagione, Paulo è diventato IL 10!

Messianicità: 8, il 1° gol, istinto geniale, stessa posizione del Bernabeu, il 2°, in mezzo a 5.
DelPierismo: 8, la punizione, col portiere impaurito che non sa cosa fare, l’abbraccio alla panca.
Joya: 10, consapevolezza di essere (ora) onnipotente, provare sempre l’assurdo e riuscirci.

 

La meraviglia di qualcosa che può diventare storia, i secondi e terzi passi di un fenomeno che come tutti i talenti sembrava dover attraversare un percorso più graduale ed invece sta esplodendo, in modo incontenibile, davanti a noi, qui, proprio adesso. Come nella notte a Torino contro il Barcellona.

Eccoci Joya, siamo pronti a venerarti!