Dybala deve restare (ma non per i motivi che pensate voi)

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Di Valerio Rizzo

Sono ore di ansia e discussioni per il tifo bianconero in apprensione per il futuro di Paulo Dybala. Il dieci juventino sembrava essere molto vicino al Manchester United, che, in cambio, avrebbe spedito a Torino l’attaccante belga Romelu Lukaku. La maggior parte dei tifosi erano fortemente contrariati per l’eventuale scambio, sia per l’idea di perdere la Joya, uno dei giocatori maggiormente apprezzati dal tifo bianconero; ma anche per il possibile arrivo di Lukaku, non ritenuto sicuramente all’altezza di Dybala e più in generale non molto utile alla causa bianconera.

Io personalmente, tralasciando i possibili benefici economici che potevano derivare dall’operazione, ero, e sono  ancoa contrario alla cessione di Dybala, indipendentemente dall’acquirente, dalla pedina di scambio, indipendentemente dal possibile arrivo di Lukaku, Icardi o Neymar o qualsiasi altro giocatore. Ma le mie motivazioni sono diametralmente opposte a quelle che sento da un anno a questa parte dai miei compagni di tifo e che si sono fatte strada anche in questi giorni, elencate anche in un pezzo pubblicato su Juventibus da un tifoso negli ultimi giorni.

Sostanzialmente quando ci raccontiamo che Dybala non ha reso come avrebbe dovuto perché “spostato a centrocampo”, “perché sacrificato”, “perché deve giocare in area” lo diciamo perché gli vogliamo bene e vogliamo giustificare una stagione deludente. Anzi penso che affermare che Dybala non è in grado di determinare se spostato “in partenza” 5-10 metri dietro per fare posto al miglior giocatore del mondo, equivale sostanzialmente a giustificare la sua cessione. Se Dybala è un giocatore che può fare solo il “nove” e che se spostato viene sacrificato, come afferma
qualcuno ogni giorno sui social, allora una sua cessione ci sta. A questo punto meglio prendere una punta vera, un’attaccante vero che si sposa meglio con Cristiano Ronaldo.

La realtà però è ben diversa, almeno a mio parere. Non c’è nessun orco cattivo che ha sabotato Dybala. Non esiste nessun cocco del mister che gli ha rubato il posto. Questi sono solo alibi, cavolate, belle cose che ci raccontiamo per passare il tempo sui social. La Joya è molto più che un nove (forse non lo è proprio), è un fuoriclasse, è un calciatore che ha qualità e colpi da campione. Classe sopraffina, tocco del pallone da numero dieci, grandi doti tecniche e fisiche e grande capacità di essere determinante, di essere decisivo. Se si pensa questo, se si crede che Dybala sia un grande talento, uno dei pochi talenti veri che la Juve ha in rosa, allora non si può essere convinti che il suo rendimento sia stato così deludente solo per una piccola variazione tattica. Dybala deve essere determinante anche in quella posizione, perché ne ha le possibilità, soprattutto nel momento in cui tutti gli allenatori ormai, come lo stesso Allegri, lasciano molta libertà ai proprio attaccanti di muoversi come preferiscono. Per avere conferma di questo basti pensare che l’argentino ha sempre segnato con regolarità e non ha mai fatto l’attaccante da quando è alla Juve. Ha sempre fatto la mezza punta; ha sempre sfruttato gli spazi che gli aprivano Mandzukic prima e Higuain poi. E non è detto che schierandolo punta centrale ne segni il doppio come qualcuno asserisce con sicurezza.

Ne consegue che nella bruttissima stagione di Dybala le responsabilità sono quasi tutte e sole del ragazzo che a livello mentale ha fallito in modo clamoroso. Non è un dramma, ma non è giusto nemmeno dare la colpa ad altri. Paulo non ha trovato il modo di essere determinante partendo da una posizione diversa, non molto lontana da quella che rivestiva nel 4231 di Cardiff. Non possono essere 5-10 metri a bloccare un talento come quello di Dybala. Quello lo può bloccare solo la testa, il suo vero problema della scorsa stagione. Lo stesso Allegri, per molti l’incompetente sabotatore, in realtà ha provato a sistemarlo e a farlo convivere con CR7 pur di avere la sua qualità in campo, pur di poter usufruire del suo talento. Poteva scegliere la strada più facile (che non è panchinare Mandzukic come credono in molti perché i due calciatori non sono alternativi anzi) schierando Bernardeschi o Cuadrado. Quando ha potuto scegliere ha sempre scelto Dybala. Vedendo il finale

forse era l’unico alla Juve che stravedeva per lui, che credeva nel ragazzo e che lo riteneva fondamentale.

In conclusione: io di Paulo Dybala non mi priverei mai per nessun altro giocatore al mondo. Se si vuole giocare a calcio non si può fare a meno di Dybala. È l’unico giocatore che vorrei ritrovare nella Juve tra dieci anni, sempre con la maglia numero 10, con la fascia al braccio e magari con qualche trofeo di squadra (sapete quale) e individuale in bacheca.  Ma Paulo, dipende anche da te! Bisogna fare il salto a livello mentale che tutti aspettiamo da un anno e mezzo ormai. Io credo in Paulo Dybala e mi auguro che abbia la possibilità di poter dimostrare a tutti che è all’altezza della maglia che indossa. Daje Paulo!


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