Dybala primo cambio e altre meraviglie di Allegri

di Davide Rovati |

Allegri in Juve-Atletico

Dopo il gol del 2-0, Juve-Atletico vive una fase di stanca quasi fisiologica. La partita ristagna a centrocampo, con la Juve sempre padrona delle operazioni che però fatica a connettersi con i suoi attaccanti, raggiunti solo tramite ambiziosi lanci lunghi. Soprattutto sembra essere venuta meno la costante spinta sugli esterni che aveva generato fino a lì entrambi i gol e tutte le situazioni più pericolose nell’area avversaria.

A quel punto Allegri prende l’iniziativa ed effettua due sostituzioni audaci – accompagnate da un cambio di modulo – che hanno il merito di dare nuova linfa alla nostra fase offensiva.

Il primo cambio, programmato e anticipato da Luca Momblano in un tweet, è già pronto attorno al minuto 63. Spinazzola colloquia brevemente con la panchina, tocca ancora un paio di palloni (l’ultimo un anticipo preciso di testa su Saùl) e chiude la sua ottima partita lasciando il posto a Dybala.

L’argentino prende inizialmente la posizione di Bernardeschi come mezzala/trequartista con licenza di svariare, mentre è proprio Bernardeschi a spostarsi sulla fascia sinistra in luogo di Spinazzola. L’idea di Allegri era forse quella di sfruttare il senso tattico di Matuidi per proteggere le avanzate del fantasista toscano.

La disposizione però dà poche sicurezze alla squadra in fase difensiva. Simeone alza immediatamente Arias e Bernardeschi sembra insicuro se seguire il terzino avversario o se consegnarlo a Matuidi o Chiellini. Anche Griezmann viene a giocare sul nostro out di sinistra e l’Atletico palleggia con relativa facilità per qualche minuto, abbassando il baricentro della Juve.

Allegri allora si sbraccia per comandare un cambio di modulo, che non viene recepito con facilità da tutta la squadra: attorno al minuto 70 si nota Matuidi, in posizione temporanea di terzino, che richiama Cancelo a raggiungerlo su quella fascia, mentre Allegri urla “a quattro!” (forse verso Bonucci?).

La Juve si dispone così con un nitidissimo 4-2-4: Can va a fare il terzino destro, Cancelo quello sinistro, le due fasce sono presidiate da Dybala e Bernardeschi, Pjanic-Matuidi coppia centrale. Un assetto pressoché inedito nella forma, senz’altro inedito negli uomini. Il risultato è positivo: i due esterni offensivi non devono preoccuparsi più di tanto delle loro spalle, la squadra torna ad avere il controllo della partita, anche se rispetto al primo tempo gli attacchi sono più verticali. Dybala gioca una mezz’ora di grande livello tecnico, ripulendo palloni anche in zone molto complicate.

L’ultima mossa di Allegri è forse ancora più sorprendente, perché quando Mandzukic chiede il cambio, ritardato di qualche minuto per un paio di calci piazzati, a subentrare è Kean. Allegri quindi non solo conferma il 4-2-4, ma aumenta la verticalità della squadra con un giocatore veloce e potente che va subito a giocare addosso ai difensori dell’Atleti.

Lo spezzone di Kean non entrerà nella storia del calcio – veramente goffi controllo e conclusione a tu per tu con Oblak, dopo un movimento da rapace – ma la sua freschezza è determinante nell’azione del rigore su Bernardeschi: è lui infatti a catturare l’ennesima palla lunga precisa di Chiellini e ad effettuare la sponda di testa per Cristiano, anticipando bene un certo Godin.

Come sempre, Allegri ha dato molta importanza al “cambio spacca-partita”, ormai un marchio di fabbrica di tante vittorie. Stavolta però Allegri è andato oltre: con il cambio di modulo in corsa ha anche interpretato al meglio le difficoltà del momento; infine, scegliendo Kean anziché Bentancur, ha dato fiducia e continuità alla sua proposta tattica, invece di rinnegarla in nome del valore assoluto degli interpreti sul campo.

I suoi impulsi dalla panchina hanno avuto il merito di tenere viva ed elettrica la squadra, spingendola a cercare il gol fino all’ultimo e a non accontentarsi dei supplementari. Chissà se lo staff tecnico avrà ripensato a Monaco di Baviera 2016 e Madrid 2018 elaborando questa strategia ad alto rischio, che stavolta ha pagato dividendi altissimi.