Il duemiladiciassette è andato, ma ci azzufferemo #finoallafine

Se n’è andato anche l’anno del Signore duemiladiciassette, resta in dote il record dei record in termini di scudetti, sia in generale che consecutivi, peccato per quel maledetto secondo tempo a Cardiff che avrebbe fatto diventare galattici quest’ultimi dodici mesi.

Un anno che si è chiuso con la Juve al secondo posto dietro al Napoli delle meraviglie, quello del bel gioco e dei tanti traguardi. Platonici, fanno contenti tutti, speriamo che anche il 2018 veda il gruppo di Sarri raggiungere questi bei risultati lasciando alla Vecchia Signora il resto delle briciole.

Juve seconda nel primo campionato della storia con VAR, almeno per ora, magari poi si esce anche dalla zona Champions: i fatti ci dicono che se in questo momento storico Dybala non avesse dimenticato come si tirano i rigori, sarebbe stato proprio il VAR a collocare la squadra bianconera lì dov’è stata senza negli ultimi sei (6!) campionati prima di quello attualmente in corso.

Se n’è andato quest’anno terribile per le milanesi, con una società che vorrebbe spendere ma non può, e l’altra che spende e male perdendo anche quel briciolo di identità che le era rimasto: in un certo senso mi mancano le corse con le altre due strisciate, ma pensando per un attimino all’estate del 2006 questo pensiero svanisce quasi subito. Perché e per come non è il caso di ripeterlo qui adesso, queste storie le conosciamo ormai a memoria.

Un 2017 che non porterà via con sé le solite discussioni “fratricide”: vedove di Conte contro anti-Conte, allegriani contro anti-allegriani, sudditi di Mandzukic contro chi non regge più il croato, e tanto altro che una volta riguarda Lichtsteiner, una volta riguarda Marotta, una volta riguarda Khedira, una volta riguarda chi volete voi, in definitiva riguarda un po’ tutto quel che si vuole considerando che ultimamente qualcuno ha avuto anche il coraggio di sostenere in maniera convinta che la Juve può fare a meno del Dybala già prima citato.

Cos’aspettarsi adesso? Fiducia in Agnelli, nel Marotta di cui prima, in Nedved e Paratici, fiducia (nonostante tutto e nonostante le tante critiche rivoltegli nei mesi scorsi, ultimamente soprattutto) in chi dirige la squadra, Sir Massimiliano Allegri, fiducia in questa squadra. E non potrebbe essere altrimenti, quindi quel che verrà sarà comunque oro colato, nella speranza che i miracoli prima o poi si avverino.

In definitiva, buon anno a tutti, ci vediamo ai soliti bar dello sport per continuare ad azzuffarci come sempre sulla cosa più seria fra le cose meno serie della vita di un italiano comune, quella cosa della quale però non riusciamo a fare a meno!

#finoallafine