I due “paracadute”: meglio Sarri o Inzaghi?

di Juventibus |

Con la Juve per noi ancora protesa sul piano A Guardiola però, in caso di insuccesso o ostacoli, i “paracadute” di emergenza potrebbero essere due italiani: Maurizio Sarri e Simone Inzaghi.

Ecco il parere sui due e la scelta dello staff Juventibus:

Alex Campanelli: SARRI

Preferirei, di gran lunga, Sarri ad Inzaghi. Accantonando i risultati, Inzaghi non porterebbe niente di nuovo e interessante dal punto di vista del campo, senza contare l’inesperienza ad alti livelli; sarebbe intrigante osservare l’impostazione che Sarri darebbe alla Juve e a calciatori più tecnici come Pjanic e Dybala.

 

Nevio Capella: INZAGHI

Inzaghi perché mi sembra meno legato ai suoi dogmi, più malleabile dal punto di vista tattico e maggiormente predisposto ad utilizzare con profitto la rosa a disposizione senza limitarsi ad un ristretto numero di luogotenenti. Credo esca meglio dal triennio a Roma di quanto Sarri sia uscito da quello a Napoli, e non solo come palmares.

 

Willy Signori: SARRI

Sarri perché mi affascina la sua idea di calcio, la sua organizzazione tattica, soprattutto difensiva.
Perché la composizione della rosa potrebbe essere già così com’è ora buonissima per lui. Unico contro, non so se a 61 anni sia uno su cui puntare per un ciclo a medio lungo termine.

 

Davide Rovati: INZAGHI

Preferisco Inzaghi. Sarri sarebbe adatto alle necessità “didattiche” della squadra con tanto lavoro su tecnica, smarcamenti, possesso del pallone, ma ha limiti nella gestione della rosa e nella lettura delle partite che lo rendono poco adatto a fare l’allenatore della Juventus. A Torino l’allenatore è spesso costretto a dimostrare flessibilità, durante la stagione e nel corso delle gare. Per questo Inzaghi, ancora tutto da plasmare, mi sembra un profilo più da Juve.

 

Michael Crisci: INZAGHI

Stimo Sarri, tecnico eccellente, ma inadatto all’attuale Juventus: 60 anni, spigoloso, dogmatismo portato all’eccesso, più da progetti a lungo termine partendo da basi minime. Inzaghi sarebbe altrettanto poco prestigiosa, ma ha il sapore di prospettiva: un diamante allo stato grezzo in rampa di lancio, più duttile e con margini di miglioramento più ampi. E, come allo stesso Sarri, gli va riconosciuta la capacità di migliorare i giocatori, come si è evinto chiaramente nelle sue 3 stagioni e mezzo in biancoceleste.

 

Dario Pergolizzi: SARRI

Sarei più curioso di vedere Sarri sulla panchina Juve. Apprezzo Inzaghi, la sua capacità di organizzare il pressing, diversificare la manovra offensiva e valorizzare molti singoli. Però il modo migliore per rivitalizzare la competitività di un gruppo qualitativamente eccelso è quello “shock” evocato da Paratici, e Sarri sarebbe un netto solco di discontinuità con il passato.

Sarri imprime un’identità, un suo trademark, in entrambe le fasi. Non ingannino le difficoltà in un Chelsea non serenissimo: alla Juve potrebbe pensare ad allenare, senza beghe di spogliatoio e ostilità ambientali, perché se la Juventus sposa un progetto, lo difende fuori ma soprattutto dentro le sue mura con un unità di intenti ideale per l’ideologia sarriana che è in linea con i giocatori a disposizione, dai piedi di Szczesny ai tagli di Ronaldo, dalla qualità di Cancelo al rilancio di Rugani. Un imprinting offensivo, sfacciato, magari per preparare il terreno a un nuovo tentativo per Pep.

 

Stefano Utzeri: INZAGHI

Comunque vada se non saranno Pep o Jurgen sarà una delusione. Ma è inutile cercare concetti di gioco al di fuori di quei due, puntare su Simone Inzaghi è giusto, Sarri lasciamola in penombra, alla Juve è impresentabile “per mille motivazioni” (semicit.)

 

Jacopo Azzolini: SARRI

E’ sbagliato mettere Sarri e Inzaghi sulla stessa fascia. L’attuale tecnico della Lazio ha fatto un ottimo lavoro a Roma, dimostrandosi molto bravo nel valorizzare il capitale umano a disposizione. Non possono però passare in secondo piano gli scompensi tattici biancocelesti e la tendenza a sciogliersi nei momenti clou, soprattutto se si fa un paragone con la solidità delle squadre di un Sarri che ha fatto estremamente bene ovunque sia andato. Inzaghi in futuro allenerà grandi squadre, ma oggi penso che Sarri dia nel complesso tante garanzie in più.

 

Gianluca Garro: SARRI

Immaginare Sarri o Inzaghi sulla panchina Juve, dopo aver vagheggiato “top” come Pep, Klopp, Conte, Mou o addirittura Pochettino è esercizio durissimo. Sarri è il suo metodo, coacervo tra Sacchi (positivo) e Zeman (molto negativo). Gioco ragionato e d’attacco, spartito provato e riprovato in allenamento che porta a momenti molto spettacolari. Ma anche un utilizzo degli stessi interpreti per tutta la stagione e coerenza portata all’eccesso. Inzaghi è un Allegri 2.0, in linea con la storia dei tecnici bianconeri scelti “giovani” dal Trap in poi, pero è ancora grezzo e lontano dai palcoscenici internazionali, a volte perso nelle brume di Formello. Con una certa paura dico Sarri. Almeno la curiosità sarebbe stuzzicata. Forse.

 

Giuseppe Gariffo: INZAGHI

Inzaghi, perché si sottovaluta troppo ciò che ha fatto alla Lazio. Ha vinto titoli (mai un dettaglio, se devi allenare la Juve), valorizzato giovani e migliorato calciatori, mostrato principi di gioco interessanti. Sarri è un allenatore “di campo” eccellente, ma, dalle nostre parti, lo vedrei totalmente fuori contesto. E’ un antijuventiuno militante dalla nascita. Non ha lo stile, i modi, il phisique du role. Lascia spazio a dubbi anche la gestione della rosa, spesso ristretta e ideologica. Al primo risultato negativo sarebbe l’Inferno. Se devi cambiare “mentalità” prendi il numero uno, non un suo backup pieno di contraddizioni e che non c’entra nulla con la storia della Juventus

 

Sandro Scarpa: SARRI

Oh oh oh ohhh, abbiamo un sogno nel cuore: Maurizio Sarri campione!

 

Valeria Arena: SARRI

Se dovessi essere costretta ad aprire questo paracadute, sceglierei le capacità professionali di Sarri e quelle extra campo di Inzaghi, ma non potendo creare una fusione da laboratorio, il buon senso direbbe senza dubbio Sarri. È un fervido antijuventino? Lo trasformeremo nel primo degli juventini, d’altra parte non sarebbe neanche la prima volta. E poi, se un fervido antijuventino dice sì alla Juve, vuol dire che tutto quell’odio forse era solo affetto mascherato. La metà del lavoro, quindi, sarebbe già fatta.

 

Luca Momblano: INZAGHI

Un buon paraurti è ciò che ti deve salvare quando troppe cose alla guida sono andate storte: hai rischiato, ho sterzato, hai nuovamente accelerato eppure non c’è stato più niente da fare. Con questo scenario, serve il paraurti con la minor percentuale di fattore rischio, che sai come e dove è stato fatto, che hai più o meno idea di come abbia reagito di fronte ai crash-test. Il prototipo Inzaghino meglio del fattore Sarri proprio perché si sarebbe arrivati a fine corsa. Con il massimo rispetto per Sarri e per un avanguardismo (anche nello stile) che o la Juve sceglie di sposare perché follemente convinta è innamorata o è meglio lasciar perdere anche in extrema ratio.