Dove lo specializzo Bernardeschi?

di Michael Crisci |

Maurizio Sarri, nella limpidissima conferenza di presentazione come nuovo allenatore della Juve, è stato chiarissimo su molti concetti e su molte situazioni; una di queste, riguarda Federico Bernardeschi. Il 25enne di Carrara sarà specializzato in un ruolo preciso. L’idea di Sarri e di non utilizzarlo più come jolly buono per ogni evenienza, ma di assegnarli un compito unico, e lavorare affinchè lo svolga al massimo delle sue potenzialità.

Le due stagioni di Bernardeschi alla Juve hanno vissuto di alti e bassi, in parte per alcuni infortuni frequenti, che hanno spesso minato fasi ascendenti da parte del numero 33, in parte perchè Allegri non è mai riuscito, o non ha mai realmente voluto, assegnargli un ruolo primario e definito. Anche se è giusto sottolineare quanto spesso ci abbia messo del suo, peccando di continuità proprio nei momenti topici, in cui spiccare il volo verso la titolarità.

Provando a immaginare il primo colloquio tra Sarri e Bernardeschi, la discussione verterà ovviamente su quale ruolo possa essere più congeniale per l’ex viola.

La suggestione ricorrente di questi anni, è stata quella che vedeva Berna come mezzala sinistra in un centrocampo a 3, e anche Allegri ha spesso pensato di poterlo provare in quella posizione. Considerando il sovraffollamento del centrocampo, e la specificità del gioco di Sarri, con giocatori specialisti in ogni ruolo, risulta difficile pensa a Bernardeschi a centrocampo in questa Juve, in un ruolo che molto probabilmente sarà fagocitato da Adrien Rabiot;

Molto più probabile che Bernardeschi venga specializzato in un ruolo offensivo, per non disperdere le doti da attaccante che hanno contraddistinto la sua carriera, soprattutto a Firenze.

Un ruolo che sembra calzargli a pennello è quello del trequartista. Anzi, fu proprio per questo che la Juve lo scelse, nel 2017, per modellare un futuro numero 10, giovane e italiano. La sua migliore partita in carriera, quella con l’Atletico, lo ha visto agire in quella posizione (anche se poi è stata una prestazione super a tutto campo). La vera incognita riguarda la capacità di decision making di Bernardeschi; spesso, ed è accaduto anche ad Amsterdam, il carrarino ha, o affrettato la giocata, o ha fatto un tocco in più, perdendo l’abbrivio

Se Sarri vorrà specializzarlo in trequarti, dovrà lavorare molto su questo. Detto dei difetti in fase di scelta, Bernardeschi possiede una dote molto rara nella rosa attuale della Juve, quella di saper verticalizzare dalla trequarti (dote che condivide con Pjanic, letale ogni volta che si presenta nella cosiddetta Zona14). Sia Higuain nel 17/18, sia lo scorso anno Ronaldo e Mandzukic, hanno beneficiato della sua capacità di trovare il corridoio giusto

Immaginando però un 4-3-3, lo schema che più probabilmente utilizzerà Sarri, almeno all’inizio della sua avventura bianconera, possiamo immaginarci un Bernardeschi largo a sinistra, o magari a destra, per poter rientrare e calciare col piede favorito, anche se quest’ultima ipotesi è un po’ più peregrina, vista l’idiosincrasia di Sarri verso i giocatori schierati sul lato del piede debole.

Per poter comunque far parte di un tridente consolidato, Bernardeschi deve riuscire a segnare più gol. E sarà probabilmente su questo che Sarri lavorerà, sulla sua prolificità (come si conviene ad ogni giocatore offensivo), oltre che, come detto, sulla sua efficacia nel playmaking.

Insomma, Berna rappresenta un rebus tattico per Sarri, ma forse il tecnico toscano non la vede così: per lui sarà una delle tante eccitanti sfide che si presenteranno da allenatore della Juventus. Forse una delle sue preferite.


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