Douglas e Cuadrado cambiano la manovra bianconera

di Alex Campanelli |

douglas costa

Tanti gli spunti di interesse, anche a bocce ancora ferme, offerti dall’11 messo in campo da Maurizio Sarri contro la Fiorentina: dal ritorno del tridente a quello di Rabiot a sinistra, dall’esclusione di Dybala al contemporaneo impiego di Douglas Costa e Cuadrado sull’out di destra. Proprio quest’ultima scelta ha influenzato in maniera importante il gioco della Juventus, che si è sviluppato in maniera differente rispetto alle uscite precedenti.

cuadrado douglas

La heatmap dipinge una Juventus fortemente sbilanciata sul lato destro; i bianconeri hanno sviluppato il 51% degli attacchi sulla fascia destra, contro il 28% sull’out opposto e il 21% per vie centrali. Una netta inversione di tendenza rispetto ai flussi di gioco medi della Juve di Sarri, che solitamente attacca di più al centro, nel 27% delle occasioni, con le due fasce a spartirsi più o meno equamente il restante 73%, senza che una prevalga nettamente sull’altra. Non è questione di modulo, riguarda piuttosto la ricerca continua di due giocatori ipertecnici come Costa e Cuadrado, abili nei traversoni, nello spaccare il gioco andando negli spazi ma anche (oggi soprattutto) nel puntare gli avversari in surplace.

Douglas Costa, tornato titolare anche in campionato, non ha disputato una delle sue migliori gare, tutt’altro; nella prima frazione è sembrato cercare sempre soluzioni cervellotiche o voler per forza di cose cercare il dribbling a ogni azione e portare palla fin troppo, nella ripresa il brasiliano è salito di tono ma ha sbagliato più volte nel dosare la forza dei passaggi. Eppure la sua sola presenza era sufficiente a creare scompensi alla retroguardia viola, coi centrali che non potevano ovviamente dargli troppo campo, ma neanche aggredirlo subito rischiando di essere saltati. A ciò va aggiunta la variabile impazzita rappresentata da Cuadrado, che arrivava ora sull’esterno in sovrapposizione, facendo stringere Costa, ora all’interno mandando Douglas sul fondo, oppure si fermava a ridosso dell’area di rigore nel mezzo spazio di destra fornendo un’ulteriore opzione all’ex Bayern.

Douglas ha forzato spesso le giocate, non a caso è stato il peggiore tra i bianconeri con l’81% di passaggi riusciti, ma è stato anche quello a offrire più passaggi chiave, ben 3. Un passaggio chiave anche per Cuadrado, più diligente negli appoggi (90% riusciti) e insolitamente poco intraprendente; nessun dribbling per il colombiano, mentre Costa è stato il migliore in coppa con Rabiot (!) con 5 dribbling portati a compimento.

Proprio l’interpretazione intelligente della gara da parte di Cuadrado ha permesso alla Juventus di restare equilibrata in entrambe le fasi; i viola non hanno creato azioni degne di nota sulla fascia presidiata da Juan e Douglas, anche perché la squadra di Iachini si è preoccupata ben poco della manovra con la palla, puntando su ripartenze e lanci per gli attaccanti.

In ultimo, la presenza dei due funamboli ha giocoforza allargato progressivamente la difesa viola, permettendo alla mezzala di destra, Bentancur, di godere di più spazio per le percussioni e gli inserimenti alle spalle della linea difensiva, fondamentali che si sono rivelati decisivi.

Un esperimento interessante e assolutamente migliorabile; pur creando molto, Douglas e Cuadrado si sono cercati poco reciprocamente, anzi a inizio gara sembravano addirittura potersi pestare i piedi. Le fortune della Juve, se insisterà su questo sistema, passano per la crescita individuale di Costa e per il miglioramento dell’intesa tra i due sudamericani.