Douglas Costa si prende la Juve in 5 mosse

di Francesco Falzarano |

Dybala, Higuain … Higuain, Dybala, e ancora Dybala Higuain. Nelle ultime settimane non si fa altro che parlare dello “strapotere argentino” in casa bianconera, elogiando i goal e gli assist della Joya e del Pipita. Ma spostando lo sguardo un po’ più in là, è facile accorgersi che ora più che mai, questa Juve è spinta dal vento di Douglas Costa. L’asso brasiliano ex Bayern Monaco, doveva essere il vero crack del mercato estivo bianconero, e tempo e prestazioni stanno dando ragione a Max Allegri, come è abitudine di questi anni. Potente, prorompente, veloce, fulmineo, tecnico; la società ringrazia, i tifosi si stropicciano gli occhi, avendolo a modo loro sempre protetto e coccolato anche quando di lui si intravedevano solo sprazzi. Douglas si è preso la Juventus in cinque mosse.

 

1) Silenzioso: Lavoro, lavoro e ancora lavoro, in silenzio. L’ex Bayern si è messo al servizio della Juve, inghiottendo rospi e rispondendo, con il tempo che gli è stato amico. Un inizio non facile, perché per un “anarchico” entrare nel regime di gioco Allegriano non era cosa da poco, per sua stessa ammissione: “Ho lavorato molto sotto l’aspetto difensivo e della tattica negli ultimi mesi, dovevo ambientarmi alla serie A, ed al nuovo gioco”. Il lavoro paga, così come il silenzio. Non serve alzare la voce ed avere comportamenti fuori le righe per dimostrare di avere personalità ed essere un campione, basta più semplicemente far parlare il campo. Chapeau Douglas.

 
2)Rispetto dei ruoli: Mai una lamentela, mai una parola fuori posto, anche quando lo Stadium lo voleva in campo, anche quando Mandzukic sull’esterno faceva sobbalzare gli occhi ai tifosi della Vecchia Signora, anche quando le scintille erano in panchina e non sul prato verde. Rispetto per l’allenatore, umiltà e autocritica, come sottolineato anche da lui : “Continuo ad avere qualche lacuna perché la Serie A è diversa da tutti gli altri campionati. Sto migliorando grazie ad Allegri. Le panchine dei primi mesi mi hanno aiutato”. Nessuna pressione per i soldi spesi, e lo stipendio stellare, in pieno stile Juventus, al servizio della causa.

 
3) Un brasiliano atipico: Si è definito stesso lui in questo modo, perché spesso sembra freddo e distaccato. “Sono un brasiliano atipico. Sembro schivo, ma vi assicuro che con i miei compagni scherzi e sorrisi non mancano mai”. Ed in effetti è il classico caso del “non fermarsi all’apparenza”. Sbirciando infatti sugli affollatissimi profili social della truppa bianconera, si vede come Douglas è perfettamente integrato nello spogliatoio, anche al di fuori dal campo. Sorrisi, unione e comunione d’intenti, la ricetta giusta per vincere con i bianconeri.

 
4) Qualità: La parola d’ordine per fare il salto in Champions League. Inutile girarci intorno, in Europa vince chi fa un goal in più, non chi ne prende uno in meno degli avversari. Douglas Costa adesso è l’esempio massimo di qualità nella Juventus. Lo abbiamo visto a Wembley, praticamente imprendibile in qualsiasi zona di campo. Uscite palla al piede, e strappi impressionanti in zona offensiva, una costante per l’ex Bayern. Abitudine per competere ad alti livelli, dopo gli anni con Guardiola, con mentalità europea “al Bayern ci difendevamo tenendo la palla con qualità, era un calcio diverso”. E’ Douglas Costa La qualità della Juventus.

 
5) Vincere è l’unica cosa che conta: Ha vinto tutto in Ucraina con lo Shaktar a livello nazionale, ha vinto tutto con il Bayern, sempre a livello nazionale, ma manca quella pepita che impreziosirebbe la sua bacheca. Quella Champions che a Torino aspettano da troppi anni. Ed è proprio su questo punto che Douglas Costa punta il mirino: “Amo vincere, è il mio obiettivo quando inizio un percorso. Mi piacerebbe tantissimo trascinare la Juventus in Europa, è un obiettivo importantissimo che possiamo raggiungere “. Tutti i tifosi bianconeri se lo augurano, perché, in altre parole, il brasiliano ha inteso che “Vincere è l’unica cosa che conta”.