Douglas Costa nella Juve di Sarri

di Alex Campanelli |

douglas costa

Io penso che Douglas Costa sia adatto a ogni tipo di calcio, salta l’uomo e crea superiorità. L’ho visto bene, deve aver sofferto la sfortuna dell’anno scorso e sta lavorando a un livello di determinazione e voglia smisurato. Sta a noi tenerlo in condizione a lungo perché se è in condizione incide pesantemente. Sta a lui continuare così e a noi metterlo nelle condizioni di continuare così.

Così Maurizio Sarri, a precisa domanda rivoltagli da Edoardo Siddi di TuttoJuve a telecamere appena spente, ha parlato del fuoriclasse brasiliano, perché di tale si tratta, alla sua prima uscita semiufficiale con la Juve dallo sfortunato infortunio occorso in seguito alla mezz’ora disputata con l’Ajax, nella quale ci aveva ricordato alla perfezione a che razza di giocatore avevamo rinunciato sin lì.

Non ci sarebbe bisogno di dire molto alto per fugare i dubbi più classici degli ultimi mesi: Douglas incostante, Douglas che fa bene solo quando parte dalla panchina, Douglas non un professionista, Douglas fuori dal progetto, fino ad affermazioni più agghiaccianti come Douglas sopravvalutato, Douglas nuovo Krasic o addirittura, udite udite, Douglas che fa 5 partite all’anno (non me la sento neanche di confutarla con un link, andate a cercarlo voi).

Passando a quanto visto in campo nei 60′ disputati, Douglas Costa ha agito nella posizione nella quale sarà lecito attenderselo più spesso nell’arco della stagione, largo a destra nel tridente con Cristiano sul versante opposto e Higuain riferimento centrale. Com’è stato più volte sottolineato, la pericolosità di Costa quando schierato sul piede opposto non è tanto nella sua abilità di rientro e conclusione/cross col mancino, quanto piuttosto nella capacità di alternare con estrema naturalezza tale soluzione alla ricerca del fondo per il traversone col piede “debole”.

Com’era facile immaginare, la collaborazione che Douglas ha avuto da De Sciglio, suo compagno di fascia, è stata scarsa e di qualità non eccellente, ma l’ex Bayern sembra non aver accusato più di tanto la mancanza di un terzino di riferimento, ed ecco la prima differenza con la Juventus di Allegri: il numero 11 è entrato dentro il campo molto frequentemente, ma non per cercare la conclusione o il lob da posizione più centrale, bensì per scambiarsi di posizione coi compagni, fare da parete per gli uno-due e in generale favorire il palleggio stretto offensivo della Juve, vera novità di questa estate. In generale il brasiliano ha agito in alcuni frangenti più da trequartista centro-destra di un 4-3-2-1 che non da ala di un 4-3-3, senza comunque perdere efficacia nell’uno contro uno.

Douglas ⚡⚡⚡

Gepostet von Juventibus.com am Samstag, 10. August 2019

 

 

Nei 60′ disputati Costa è sembrato decisamente il più in palla dei bianconeri (insieme a un Rabiot molto più tonico rispetto a due settimane fa), ha tenuto in scacco da solo Lemar e Renan Lodi nelle fasi di attacco posizionale più statiche, ha messo diversi palloni interessanti (geniale il lob morbido a inizio gara per Ronaldo, una palla immarcabile calciata da posizione molto precaria) e colto un palo con una conclusione deviata. In alcuni frangenti si è anche spostato a sinistra, con Cristiano e Higuain a occupare insieme l’area di rigore.

Incuriosisce, e molto, cercare di capire cosa sarà in grado di fare una volta che si calerà alla perfezione negli schemi di Maurizio Sarri; in ogni caso, ora che sappiamo che le scorie fisiche e mentali della scorsa stagione se ne stanno andando e il tecnico ha piena fiducia in lui, possiamo guardare al suo futuro in bianconero (e quindi a quello della Juve in generale) con più ottimismo.