Douglas Costa, il ritorno: dove metterlo?

di Alex Campanelli |

douglas costa

L’ultima uscita prima della sosta alla Dacia Arena ci ha restituito probabilmente l’immagine della miglior Juventus stagionale: per compattezza, per equilibrio tra i reparti, per fluidità della manovra e per occasioni prodotte. Dopo alcune prime uscite che avevano destato premature perlpessità, Allegri sembra aver trovato la famigerata quadratura, non tanto in un modulo ben definito (nelle ultime uscite la Juve ha alternato almeno 4 sistemi) quanto in uno spartito più chiaro, offensivo e coraggioso rispetto al passato.

La Juventus ha raggiunto tutto questo senza l’apporto di uno dei suoi uomini migliori, quel Douglas Costa che al termine della sosta per le nazionali tornerà a disposizione del tecnico. A legittima domanda su dove collocare il brasiliano nell’11 di partenza andrebbe accompagnata l’ancor più legittima risposta “ovunque“, qui però proviamo ad entrare nel dettaglio e immaginare le possibili collocazioni del funambolo verdeoro negli schemi di Allegri.

 4-3-1-2 a rombo 

Senza il suo miglior esterno, e con la necessità di ridonare importanza a un giocatore fondamentale come Paulo Dybala, nelle ultime gare di campionato Allegri ha spesso varato una Juve col centrocampo a rombo, col numero 10 trequartista atipico a fare da raccordo tra la mediana e la prima linea. Tale modulo sembra il meno adeguato alle caratteristiche di Douglas Costa, che in carriera ha saltuariamente agito da trequartista ma solo in una linea a 3 e mai da unico riferimento; pur dotato di piedi eccelsi, il brasiliano non è un rifinitore puro e nemmeno un realizzatore eccellente, essendo più bravo a creare pericoli partendo largo. Più facile, anche se comunque parecchio limitante, immaginarlo da seconda punta con Mandzukic o Cristiano, evitando però tassativamente di costringerlo a giocare spalle alla porta.

 4-2-3-1 (4-4-2) 

Lo schema perfetto, quello che ha portato Douglas alla ribalta tra Donetsk e Monaco: a destra come a sinistra (e saltuariamente, come già detto, anche in mezzo), Costa è in grado di far male a qualsiasi difesa, sfruttando la collaborazione di terzini iperoffensivi e tecnici come Alex Sandro e Cancelo per fare il vuoto sull’out di competenza. Per lui è certamente l’abito migliore, resta da capire quanto Allegri sia ancora interessato a proporre soluzioni con due soli centrocampisti (Pjanic-Can e Pjanic-Matuidi le coppie più gettonate e idonee), ma se la Juventus trovasse l’equilibrio idoneo per sostenere quattro attaccanti, tale soluzione (tra le preferite anche di Dybala) tornerebbe prepotentemente in auge.

 4-3-3 

Più centrocampista che ala d’attacco, il tridente puro sarebbe comunque uno schema ottimo per esaltare Douglas Costa. Il tridente della Juventus vista nella scorsa stagione agiva per la maggiore in ripartenza, mentre a difesa schierata toccava spesso al brasiliano inventarsi qualcosa per far saltare il banco; ora che la fase di possesso è migliorata, tale schema potrebbe risultare ancora più efficace e portare Douglas più spesso nelle zone calde della trequarti avversaria, senza costringerlo a partire sempre larghissimo. L’unico vero neo di questa formazione è la comprovata impossibilità di inserirvi Dybala, quasi sempre inefficace quando è stato impiegato da ala, a meno che Allegri non si decida a provare la Joya da centravanti, con Ronaldo e Costa larghi a piede invertito.

 3-5-2 

Gli schemi con due punte non sembrano ideali per collocare l’ex Bayern, che da esterno a tutto campo mostrerebbe degli ovvi limiti in fase difensiva, di linea col reparto più che di effettiva capacità di riconquista del pallone, e soprattutto dovrebbe sobbarcarsi un lavoro che appare delittuoso chiedere a un giocatore del suo talento. Sfiancarlo da tornante del 3-5-2, peraltro togliendo spazio a uno dei due ottimi terzini a disposizione, sembra una soluzione improbabile, mentre nell’immaginarlo seconda punta vale lo stesso discorso fatto per il 4-3-1-2: potrebbe giocarci, certo, ma dobbiamo proprio snaturarlo?

 Due suggestioni: Francia e Portogallo 

Abbiamo precedentemente parlato del 4-2-3-1 come modulo, sulla carta, non semplicissimo da sostenere nelle idee di Allegri, che in stagione l’ha messo in campo dal 1′ solo all’esordio contro il Chievo. Un’ipotesi interessante per la Juventus potrebbe essere l’adozione del modello Deschamps, che ha portato la Francia sul tetto del mondo con un 4-2-3-1 composto da Mbappé, Griezmann e Matuidi a supporto di Giroud. La chiave di volta, oltre al gran lavoro della punta del Chelsea, è stata proprio la posizione di Matuidi, abile ad abbassarsi nel formare un centrocampo a 3 con Kanté e Pogba in caso di necessità, e fondamentale nel recupero palla in ogni zona del campo. Col francese a sinistra, sarebbe possibile vedere insieme Dybala (o Bernardeschi) sulla trequarti, Douglas Costa a destra e Ronaldo (o Mandzukic) al centro, limitando all’osso gli scompensi in non possesso.

Decisamente meno realistica, ma sicuramente suggestiva, sarebbe l’adozione del modulo tipico delle squadre portoghesi degli ultimi tempi: il 4-1-3-2, con un solo frangiflutti davanti alla difesa, due esterni e un trequartista a supporto delle due punte. Forse praticabile solo su Fifa, tale schema potrebbe vedere contemporaneamente in campo Douglas, Dybala, Bernardeschi (o Cuadrado), Ronaldo e Mandzukic, costringendo ai salti mortali il malcapitato davanti alla difesa (Emre Can il più indicato, una volta che avrà recuperato la piena forma fisica). Un modulo spettacolo che probabilmente potremmo vedere solo in caso di estrema necessità, ad esempio negli ultimi minuti di una gara da recuperare.

 Chi sta in panchina? 

E’ possibile che il reintegro del numero 11 negli schemi della Juve avvenga in maniera graduale, per non rischiare di perderlo nuovamente subito dopo l’infortunio e perché la Juventus senza di lui è comunque riuscita a trovare un’ottima quadratura. Quando Douglas tornerà a pieno regime, qualcuno dovrà giocoforza fargli spazio: i più indicati sembrano Dybala, escluso quasi certo in caso di 4-3-3, e Bernardeschi, considerando Cuadrado al momento un gradino più sotto, ma alla lunga Allegri potrebbe provare a reimpostare Cristiano Ronaldo da centravanti, ed ecco che a farne le spese sarebbe probabilmente Mandzukic. Andando al succo della questione, escludendo momentaneamente Kean, la Juventus dispone di 6 giocatori offensivi (Bernardeschi, Cuadrado, Douglas Costa, Dybala, Mandzukic e Cristiano Ronaldo) e ne manda in campo 3 o al massimo 4 (in caso di 4-2-3-1 o con Bernardeschi mezzala), inserendone sempre almeno 1 a partita in corso; nell’avvicinarsi alla fase calda della prima parte di stagione, che da qui a inizio dicembre prevede Inter, Fiorentina e Milan in campionato e la doppia sfida con lo United in Champions, le rotazioni da parte di Allegri saranno ancora più serrate, e tutti i suddetti dovranno farsi trovare pronti. Il mese di dicembre ci restituirà, presumibilmente, la Juventus “titolare”, i 13-14 giocatori (più qualche variabile impazzita) su cui fare sicuro affidamento nelle gare che contano. Difficile che Douglas Costa non sia tra questi.