-13 e Douglas Costa si prepara giorno e notte

di Luca Momblano |

Meno tredici. Mercoledì.

Che bel giorno il mercoledì. Ci ricorda, senza volerlo, che la Juventus non è ancora fuori dall’Europa. Oltretutto la squadra torna al lavoro dopo gli ennesimi due giorni liberi (quando non tre) della gestione Allegri, a dimostrazione dell’approccio cerebrale di questo allenatore alle vicende che invece impegnano quotidianamente noi bulimici del calcio.

Cos’è che è sovraccarico? La testa o le gambe? Non è che un po’ troppo spesso questa squadra si illude di poter vincere le partite con la sola forza del pensiero? Ma poi, davvero testa e gambe si fondono? Se sì, c’è un macigno da spostare tra meno di due settimane, sarebbe bene usare anche le braccia mentre ci siamo. Il corpo tutto, per ribaltarla serviranno le tecniche greco-romane. Infine, mi sovviene un quesito: da cosa dipende il destino di Douglas Costa in vista del 12 marzo prossimo?

Cito il brasiliano perché è il più gettonato, adesso che è passata in cavalleria della moda Cancelo, perchè tanto gioca, eccome se gioca. Alex Sandro è squalificato e quindi nel gioco delle coppie sparigliate – che valeva già ai tempi di Evra e Lichtsteiner – Cancelo sarà in campo. Certo che sarà in campo. Di Douglas Costa invece nessuno può dire. Lui si prepara di giorno per esserci, per mettere minuti, perchè con lui è sempre un rebus sui minuti.

È un tipo strano Douglas: si prepara anche di notte, adesso poi che sono stati annunciati ufficialmente per settembre i campionati mondiali di Fortnite, ecco che sarà una corsa contro il tempo. È un tipo talmente strano Douglas, che quel giovane collega che mi si è presentato da fiero juventino al termine del mio intervento sul mezzofondista sovietico Vladimir Kuts (o Kuç per i puristi) alla commemorazione giornalistica milanese dei cent’anni dalla nascita di Gianni Brera – lui, proprio lui – mi ha fatto venire in mente il nostro numero undici:

Ciao, scusa, posso chiederti? Intanto complimenti. Ma tu che stai a Torino… sai io sono uno storico dell’hockey su prato… come posso accedere all’archivio elettronico di Tuttosport? Esiste. Guido Vaciago un giorno mi ha detto che esiste. Ma in realtà non esiste. O sai tu se esiste?.. [provo a intervenire] … anni ‘80, quando Novara e Vercelli dominavano… [vado in tackle, ma niente da fare, è troppo veloce, imprevedibile, sorprendente. Vorrei solo riuscire a suggerirgli la Biblioteca Civica dietro piazza Statuto, ma niente da fare] perché in realtà ho dei ritagli dell’epoca, le date le saprei, le partite che mi interessano, Vaciago l’ho conosciuto a Meda [devo fare qualcosa, mi disorienta: lo trattengo spingendolo poi verso il completissimo archivio online de La Stampa, ma non abbocca, non molla, non cade] basta che mi trovi un modo per non venire fino a Torino, sul web ho cercato, devo anche io digitalizzare tutto il materiale, i risultati… [basta! lo stendo! rigore! mi arrendo! mi gira la testa e allora lo tiro giù con questo suggerimento: avrei forse il consiglio per te, perché non provi a chiedere a Guido? Lo trovi sui social ed è un collega spesso disponibile] grazie davvero Luca! bella idea! grazie, gli scrivo! 

Torniamo a noi e al vero a Douglas Costa. Il brasiliano non è mai stato un vero titolare della Juventus. Né quest’anno né l’anno scorso. Due anni più o meno così toccarono anche Cuadrado, direte voi. Al Bernabeu c’era, direte voi. Anche a Wembley. Arrivò però a prendersi la maglia come arrivò alla medaglia quell’australiano dello short-track. Quindi, se mai sarà della Partita, mi aspetto che giochi per se stesso. Ma guarda caso l’unico Douglas che ci interessa è quello che è se stesso. Le metamorfosi, gli ibridi, le mezze misure funzionano solo – e non sempre – con i calciatori complessi. Ecco mister: se per caso decidessi di optare per una partita diretta e semplice, vedi di far felice il popolo bianconero dei social, dove il brasiliano vanta il grosso dei suoi estimatori. Grazie.