Douglas Costa – Istruzioni per l’uso (solo in caso di necessità)

di Andrea Mangia |

douglas costa

Lo so, stiamo parlando di un giocatore formidabile. Tecnicamente eccelso, sublime, uno che fa la differenza e che incanta con la palla tra i piedi. Alzi la mano chi non ha pronunciato, almeno una volta, le seguenti parole. “Se Douglas Costa fosse integro fisicamente, sarebbe uno dei 10 giocatori più forti al mondo”.

Mi sto convincendo sempre di più che nel calcio di oggi, tra le caratteristiche che deve avere un top player, per essere definito davvero tale, rientra anche la bassa propensione agli infortuni. Se sei un giocatore che fa la differenza, devo essere pressoché certo che potrò averti a disposizione nelle partite decisive, quando il tuo status lo richiede. Douglas Costa è tornato tra i convocati per la catastrofica trasferta di Lione e  sarebbe quasi certamente andato in panchina nella super sfida rinviata contro l’Inter, pur non avendo di certo i 90 minuti nelle gambe.

Credo che però, da qui alla fine della stagione, il suo ruolo debba essere quello del subentrante. Già un mese fa Sarri, rientrato il brasiliano dall’ennesimo infortunio, ha provato subito a proporlo tra i titolari con continuità, relegando per 2 partite di fila Dybala in panchina, prima di quest’ultimo stop. È chiaro che la tentazione di mettere al centro del progetto tecnico un giocatore così talentuoso sia forte, ma credo che la Juve, questa Juve in cerca di identità, nel momento decisivo della stagione, non se lo possa permettere.

Credo che le due certezze, davanti, si chiamino Ronaldo e Dybala, per talento e continuità di rendimento. Il terzo nome dipende dalle circostanze, dall’avversario, dal piano tattico, come fatto da Sarri fino ad ora. Piano tattico che, però, deve dare la precedenza ai giocatori disponibili e di sicuro affidamento. Troppi sono i giocatori soggetti ad infortunio in rosa attualmente. E su questo sarà necessario riflettere, in estate. Ma ora è necessario fare la conta di chi c’è, di chi c’è sempre stato o quasi, e cercare la soluzione più sicura e collaudata. Contrariamente a ciò che si è sempre detto di lui, e forse più per necessità che per convinzione, il mister sta ruotando la rosa con continuità, forse addirittura troppa secondo alcuni. E potrebbe anche essere proprio questa la chiave di lettura per spiegare il “ritardo” nella costruzione di un’identità di squadra ben definita.

La soluzione Cuadrado di ritorno nella sua posizione naturale convince. E, tra l’altro, potrebbe essere la soluzione più naturale per avvicendare il colombiano proprio col subentrante Douglas Costa. Meno genio, ma altrettanta imprevedibilità e, sicuramente, maggiore continuità nell’arco di 65-70 minuti, per poi provare a dare lo strappo, se serve, negli ultimi 20-25. Anche qui, purtroppo, il condizionale è d’obbligo, perché Cuadrado potrebbe tornare a fare l’ala con continuità solo a patto che la stessa continuità la trovino anche Danilo (meglio) e De Sciglio… circostanza sulla quale nessuno scommetterebbe la casa…

Caro Maurizio, il compito che ti aspetta da qui a fine anno non è certo dei più semplici, ma noi juventini ti sosterremo fino in fondo. Ci saranno molte cose da analizzare e di cui parlare, quest’estate, ma per ora tu concentrati su come concludere al meglio questa stagione, e, ti prego non cadere più nel tranello che, puntualmente, ti tende il nostro Flash.


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