Douglas Costa, l’oggetto del desiderio bianconero

di Riceviamo e Pubblichiamo |

douglas costa

Di Gianlorenzo Muraca

In un’altra serata di Coppa Italia al limite della perfezione, in cui ci bastano venti minuti per condannare la Roma alla decima sconfitta su dieci confronti allo Stadium, un occhio è caduto, ancora una volta, sul numero 11, da sempre un osservato speciale ogni qualvolta viene impiegato. Già, perché Douglas Costa è come la nuova stagione di una serie-tv che muori dalla voglia di vedere, ma non sai ancora quando esce. Se lo annunciano negli undici titolari o vedi il suo numero sul tabellone luminoso del quarto uomo, gioisci. Ma il più delle volte, lo aspetti.

Continui a chiederti quando arriverà il suo momento, ma in cuor tuo sai che potrebbe non arrivare mai. Anche quest’anno, siamo già a fine gennaio e del nostro brasiliano abbiamo visto solo qualche piccola comparsa: 10 presenze in campionato, di cui solo 3 da titolare, e 283 minuti giocati (una media di neanche mezz’ora a partita), una sola apparizione in Champions (e ce la ricordiamo tutti piuttosto bene) e due in Coppa Italia, entrambe dal primo minuto, in cui la squadra (sarà un caso?) ha espresso sprazzi del miglior calcio della stagione. Pur giocando così poco e pur essendo in perenne lotta coi guai fisici, Douglas ha sempre convinto tanto e tutti. Ieri sera, per Flash, ordinaria amministrazione: due esterni da capogiro per Pjanic e Ronaldo, un tunnel irriverente a Cristante, un assist per Bentancur, un altro, delizioso, per la testa di Bonucci e, ancora, quella sensazione che sia finalmente giunta la sua ora, amplificata dal tripudio e dagli applausi al momento della sua uscita in campo.

Sensazione che, tuttavia, viene tempestivamente stroncata dalle parole del mister, il quale, ad ogni domanda che gli viene posta su di lui, ribadisce l’atteggiamento paternalistico e prudente dello Staff riguardo alle sue condizioni fisiche. Il messaggio arriva forte e chiaro: Douglas c’è, è disponibile, è un fuoriclasse, ma non possiamo abusarne. E a noi non resta che rassegnarci, evitare di fare ulteriori domande e perseverare nell’attesa, impazienti di rivederlo ancora in campo e consapevoli di una gestione parsimoniosa del suo impiego che contribuisce a renderlo, oggi più che mai, l’oscuro oggetto del desiderio bianconero.


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