DOPO Siviglia-Juventus 1-0: questa è l'Europa, se non l'avete capito

di Luca Momblano |

Il verdetto dei campi va accettato. La combinazione peggiore possibile, Llorente gol decisivo, Morata che sbaglia il possibile e l’impossibile, l’illusione di dominare in lungo e in largo senza ricordarsi che se la Juve deve andare avanti in questa competizione che si chiama in Champions League non lo farà mai passeggiando. È questione di costruzione mentale, di possibilità concrete, di italianità, di pensare a un calcio assoluto che non esiste se non nel salotto degli esterofili che guardano Bayern e Barcellona settimanalmente. Beati loro, che conoscono la ricetta. Intanto, anche per quello che si è visto a Siviglia, fossi in uno di questi fan bavaresi o catalani penserei a evitare questa Juventus (e viceversa, benintesi).

Dunque, secondi nel girone. Sei su sei per Allegri nei passaggi del turno in CL, sempre da secondo. Per come è andata ci sarà rammarico, per come va la vita i giudizi saranno compromessi per 24 o 48 ore. Come avrete dedotto, sono un ottimista (non sulla Juve, sulle 48 ore) ma oltre all’idea c’è dietro una certezza, ovvero lo spartiacque del sorteggio di lunedì. La Fiorentina e l’appuntamento in Svizzera, almeno dopo gli argomenti cambieranno. O per lo meno si aggiorneranno.

Si è perso. Si è perso anche il primo posto. Si è visto un Siviglia inferiore esultare, giustamente, per accedere alla competizione in cui partecipava l’anno scorso il Torino (non a caso vinta dagli andalusi bissando). Si è vista una Juventus dipendente da nessuno, onestamente ben equilibrata, affrettata nelle uscite ma convinta che fosse da lì che si dovesse andare per trovare la porta avversaria. Così è stato, la caccia alla porta in Europa ricordiamo anni in cui era chimera eppure ci si riteneva tra le quattro più forti d’Europa. Una sola volta attraverso il lancio lungo, in realtà dalla media distanza (Bonucci, torre di Dybala, Morata out con l’esterno che cerca una giustezza che anche a posteriori sembra la scelta già sulla carta più difficile).

Qualche sbavatura dietro, ma siamo in Europa. Qualcuna è prodotta dal lavoro avversario, qualcuna di quelle dovute al fatto di saper inconsciamente che ci sono partite giuste e partite sbagliate (esempio Barzagli che subisce carica prolungata da Llorente ma che non sbraccia per liberarcene, pollo si può dire? O eccesso di amicizia?). Appunto, partite giuste e partite sbagliate. Bisogna saper scegliere bene, se proprio ne devi perdere una. O anche due. Ma siamo ben dentro questa Champions. E ogni volta si parte da tutti da zero.