DOPO Lazio-Juventus 0-2: europeisti e primitivi, fatevene una ragione

di Luca Momblano |

Partite concrete. Volente o nolente, per la piega che aveva preso la stagione dentro i confini, era quello che intimamente ogni tifoso chiedeva. Era difficile digerire il concetto per cui l’upgrade di una nuova Juve, quella post-Pirlo, post-Vidal, post-Tevez, già post-Conte e quasi post-tutto, potesse passare attraverso lo stravolgimenti dei “concetti di gioco” (cit.) che ormai si erano incuneati sottopelle. Era difficile, ma se Berlino ha dimostrato che non era impossibile (troppo tempo senza quelle emozioni…), oggi sappiamo che anche i filotti possono arrivare attraverso prestazioni non troppo uguali l’una con l’altra, per mezzo di uomini e giocate ammesse ma non concesse, senza capacità alcuna di sublimare il cosiddetto possesso conservativo.

Lazio-Juve è rientrata dentro questi canoni. Eppure è stata una Juve espressivamente diversa, in parte anche novella, capace di approfittare subito della vena dei suoi calciatori più in forma (Dybala e Sandro su tutti, ma quanto fa impressione rivedere il Mandzukic trecentista di Monaco di Baviera dopo averlo etichettato come palo della luce per un paio di mesi buoni. Nonché capace di mettere a nudo il vero difetto di questa Lazio a cui Pioli ha chiesto ancora di provare a fare la Lazio che lui ha in mente ma che i giocatori non hanno nelle gambe. Pressing assolutista, baricentro fuori dai canoni della Serie A, difensori sotto la media della categoria richiesta qui da noi. Cose belle per chi ama la teoria pallonara dello spettacolo. Cose vere per chi ritiene che Italia ed Europa siano due sport diversi, senza sbagliare di tanto. Perché la Juventus ha sconfitto una squadra che vale la media delle squadre presenti in Champions League.

Sì, sto esagerando. Ma è per farvi capire. Dove arriverebbe il Bayer Leverkusen in questa A? Sicuri che quel gioco paghi? Perché vi incavolate come delle bestie quando la Juve di Allegri è a caccia continua della palla verticale, della conquista campo a costo di regalare palloni in serie nei momenti in cui invece vorreste godervi la timeline di Twitter e il silenzio sms di tanti amici? Sto dicendo che questa Juve ha battuto non una squadra europea, ma una squadra che ha avuto la presunzione di esserlo (non solo contro la Juve). Ed è stata una partita che ben spiega perché questo calcio (umile dietro, esuberante davanti, schizoide a centrocampo) sta ripagando Allegri in Europa con grande continuità. Ammettere che questo incredibile cerchio di prestazioni da tre punti, non supportate spesso dai numeri delle nude statistiche (manco quelle advanced) sarebbe un inginocchiarsi al calcio del paleolitico (che per parecchi aveva persino assunto il nome di 352). Ma vi prego, fatelo. Provateci. Potreste provare la primordiale sensazione di come si fa ad andare a caccia, e alla fine mangiare con gusto, armati di una lancia e tante pietre.

Vero, Chiellini? Adesso riposati. Rilassati. Non sei più solo. Guardati intorno. Guarda anche i nuovi. Sono da Juve…