DOPO Bologna-Juve 0-0: una buona notizia, mi sono addormentato (e quindi…)

di Luca Momblano |

Quando quindici più uno fa quarantasei, non vale piangersi addosso. Se poi a usufruire dello scarto di due è un pezzo d’uomo come Donadoni, la stizza per non averla vinta avendo fatto poco per meritare di vincerla vale giusto un’alzata di sopracciglia. Poi per carità, la Juve è la Juve, e nessuno avrebbe scambiato un pareggio contro il Napoli per un successo al Dall’Ara. Perché una bomba carta non la si combatte con i tre punti. Mai. Ma così va il calcio italiano, per ora e per tanto tempo ancora. Davvero difficile individuare il meglio di questo 0-0 a occhiale (Marocchi una l’azzecca: MVP dici Barzagli così non sbagli mai), bruttino come quello di Conte in tribuna, fastidioso o prezioso lo si scoprirà tra due o tre lunedì. O forse ancora più avanti. D’altronde, il lunedì che verrà sarà più vigilia di Juventus-Bayern che Napoli-Milan. Non voglio vedere radioline a Leinì. Non servono. Bastano gli highlights. Che poi abbiamo davvero mancato l’appuntamento con la partita Sturaro e Pereyra un po’ spiace. Al netto di tutte le giustificazioni del caso per loro, un po’ spersi e un po’ arrugginiti, un po’ divorati dal disegno tattico bolognese e un po’ sovrastati da giovincelli che la Juve la sognano come la sognavano loro. Diciamola una cosa, però. La Juve ha perso di base i duelli a centrocampo, il Bologna ha anche difeso a fila serrate, ma è stato aggressivo dove ci si attendeva potesse essere timido. Ovvero proprio con i centrocampisti. Bravi, perché sono bravi, convinti e affiatati. Un po’ come José Mauri l’anno passato a Parma. O forse, nel caso di questo Diawara che ha saltato tre categorie in un solo boccone, anche meglio. Comunque una buona notizia c’è: mi sono addormentato al ventesimo. La pozione di Allegri con me ha funzionato. Col Bologna solo in parte. Mi sono svegliato per il rumore del motorino di Cuadrado. E poi via, dritto in direzione Stadium. Proviamo a darla a bere ai bavaresi.