Il dominio invisibile di Rodrigo Bentancur

di Sabino Palermo |

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Don Rodrigo è il ritratto di un uomo, anzi “mezzo uomo”, che si fa forte contro i più deboli ed indietreggia di fronte alle richieste dei più potenti. Meschino, subdolo e colpito dalla Provvidenza manzoniana: l’esatto contrario di un altro Rodrigo, colui che “a piccoli passi” ha preso le chiavi del centrocampo bianconero ed è l’uomo invisibile (di qualità) che mancava alla squadra del conte Max Allegri.

Bentancur si è innamorato della Vecchia Signora (e non di Lucia), mettendosi in mezzo tra Pjanic e Matuidi e non uscendo più dalla metà campo juventina. Una crescita esponenziale, dal Camp Nou di Barcellona fino all’Old Trafford di Manchester: le luci della Champions hanno esaltato il giovane talento di Nueva Helvecia. Un’altalena Rodrigo, di difficile comprensione, che ora sta volando sempre più in alto anche nel palcoscenico italiano della Serie A. Ora si prende applausi in tutti i contesti, con costanza e personalità, e diventa il fiore sbocciato tra le mani di Paratici.

Una vita da Boca: questo il biglietto da visita di Rodrigo prima di approdare a Torino. Non manca la sfrontatezza, ma a corrente alternata, e al primo anno in bianconero trova più panchine che presenze. È cresciuto, coccolato e responsabilizzato da Allegri, sfruttando le occasioni (infortuni di Khedira e Emre Can) nel migliore dei modi. Ora è lui a prendersi la scena, così come accaduto poche ore fa contro il Cagliari: palma di migliore in campo, restando senza i suoi scudieri Pjanic e Matuidi, e costante miglioramento in ogni zona del campo.

“Questo matrimonio s’ha da fare”, avrà pensato la dirigenza juventina più di due anni fa. Ora che il viaggio di nozze è ormai passato da tempo, l’uruguaiano ha convinto tutti – anche i più scettici – e non vede l’ora di prendersi il futuro della maglia bianconera. Padrone assoluto del centrocampo, questa volta sì con l’arroganza del Don Rodrigo manzoniano, rendiamo omaggio al “timido grande uomo” dal cuore gialloblù. Lui sarà lì, all’equatore dell’Allianz Stadium, a prendersi in silenzio i vostri applausi: abbiamo tra le mani un fragile regalo di Natale anticipato.