Dobbiamo giocare per Cristiano?

di Vittorio Aversano |

Intanto, torniamo a giocare: corriamo, passiamocela e, soprattutto, tiriamo in porta.

Basta con: speculazioni sul risultato, carichi di lavoro, muscoli logori, Khedira stanco, tre o quattro giocatori fuori per un mese, continui infortuni muscolari, continui calcoli, mai affondare il colpo, mai chiudere in goleada.

Al calcolo e al catenaccio, semmai, si ricorre come riserva: servono schemi di gioco, idee, carattere, corsa, tutto ciò di cui una squadra, a maggior ragione se in momentanea difficoltà, ha bisogno per superare l’ostacolo.

D’altra parte, le squadre sono fatte di uomini e, quando un uomo ha un momento di difficoltà, ricorre a una strategia, una tattica da seguire, per uscirne: perché proprio noi dovremmo esserne esonerati? Se poi, temporaneamente, le risorse personali dovessero mancare, si cerca un leader, un esempio: al netto delle logiche di marketing, che avremmo comprato a fare Cristiano Ronaldo, se non per questo?

Certamente non per vincere (soltanto) la Coppa Italia, ma anche, nel decennio ossessionato dalla ricerca del triplete. Il primo trofeo stagionale è andato, per responsabilità collettive: nessuno – a qualsiasi livello – ha saputo prevedere, tamponare o risolvere. Si tratta di una sola partita, vero, che però ha coinciso con quegli appuntamenti importanti che la Juventus non può fallire; altri possono, e senza stupore. Ma, se pure è ovvio chenon si possono vincere tutte le partite” (cit.), mi aspetto che una squadra allestita in questo modo, quantomeno non si faccia “piallare” per 3-0. E, comunque, non ora, che abbiamo un calendario “leggero”: sarebbe, forse, più comprensibile ad aprile, quando altre competizioni “maggiori” possono rendere imperativo e pressante darsi delle priorità. E, comunque, non con questa facilità e senza alcuna possibilità, già in origine, di evitare o sovvertire il risultato.

L’acquisto di Ronaldo dovrebbe servire per compiere il definitivo salto di qualità, ma è un uomo, non un deus ex machina.

Cristiano ha bisogno, come tutti, di una struttura, da trainare e/o cui appoggiarsi, e può anche avere i suoi momenti di “riposo”. Questo onere va ripartito tra quanti abbiano idonei mezzi tecnici e/o caratteriali. Invece, ieri, persino Allegri ha abbandonato anzitempo una partita che solo lui avrebbe potuto (e dovuto) tentare di raddrizzare; a meno che, come di consueto, non sperasse che qualcuno si inventasse “la giocata”. Possiamo comprare anche Neymar e Mbappé ma, se gli facciamo fare i “tuttocampisti”, che altro pretendere? Vedo spreco, e poche idee. 

Ronaldo ha sempre giocato con compagni (talentuosi), che lo servivano, o per servire compagni in movimento: triangolazioni, sovrapposizioni, creazione di spazi. Dove è tutto questo? Specie di recente, vediamo passaggi lenti e prevedibili o azioni in solitaria. ZERO TIRI – o poco più – in due partite consecutive (entrambe importanti) e senza che nessuno di questi fosse realmente pericoloso. Inaccettabile avverso qualsiasi argomentazione contraria. Così come i “presunti” carichi di lavoro, citati da Chiellini: anche quest’anno si aspetta il famoso “marzo allegriano” ma, ora che c’è Cristiano, si può sperare in un’anticipazione? Forse andava strutturata una rosa maggiormente in grado di supportare questo straordinario cannoniere, che ha scelto di onorarci della sua partecipazione, a cominciare dal centrocampo?

Pjanic, Khedira, Matuidi, Bentancur ed Emre Can sono un reparto adeguato a innescare le doti di Cristiano Ronaldo?

Ma il calcio, in fondo, sovverte le logiche e lo vedremo nell’obiettivo stagionale dichiarato della Champions League dove, tra poco, affronteremo forse la peggiore avversaria che poteva capitare, convocando – nella migliore delle ipotesi – giocatori convalescenti da infortuni durati, come minimo, un mese.

Ok, invochiamo le attenuanti e riconosciamo che manca anche Mandzukic (partner preferito di Cristiano). Ma, oltre a quanto detto, con Benatia lasciato libero di andare a metà stagione e con i progetti ancora in corso – rilevato da Caceres che, per quanto beneamato, non lo equivale per tecnica e tenuta fisica -, con i centrali di difesa in infermeria, con un De Sciglio assurdamente (e convintamente) piazzato in loro sostituzione e un Rugani che, indossata per avventura la fascia di capitano, dimostra i soliti limiti caratteriali e tecnici, con tutto questo e qualcos’altro, sarà opportuno evitare di affidarsi alla sola “organizzazione della fase difensiva” e lasciare che “lì davanti qualcuno faccia gol”.

Cristiano andrà aiutato, ad aiutarci.