Divise 2016/17, fra storia e innovazione

di Maurizio Romeo |

Fra le frasi che si sentono di più nel mondo del calcio si trovano le classiche e intramontabili “solo per la MAGLIA” o “I giocatori passano la MAGLIA resta…”. Maglia per un tifoso significa tutto: Appartenenza, Fedeltà e Identità. Non c’è cosa che sia più importante.

Fino agli anni ’90 certe maglie duravano una vita, poteva variare la seconda divisa ma la prima non subiva mai grandi variazioni, la modifica più grande poteva essere lo sponsor. Poi è iniziata l’era del business-is-business, l’era della maglia nuova ogni stagione, liberando la creatività degli sponsor tecnici sempre a cavallo fra storia e innovazione, alla ricerca della maglia che stimoli la voglia di ogni supporter di averla nel proprio armadio e di indossarla allo stadio o nel suo tempo libero.

Seguendo un’abitudine consolidata dallo sponsor tecnico Adidas nelle ultime stagioni la maglia della stagione 2016/17 è stata già presentata in occasione dell’ultima partita casalinga della stagione precedente e della finale di Coppa Italia. Un doppio debutto fortunato per la nuova maglia bianconera sia per le vittorie conseguite in entrambi i match che, soprattutto, per aver già alzato entrambi i trofei nazionali. Decisamente un ottimo spot.

Nei giorni scorsi sono state quindi presentate la seconda e la terza divisa e in tutte e tre le divise ci sono richiami alla storia della Juventus, con un pizzico di innovazione e di originalità accolte con alterno entusiasmo dalla tifoseria bianconera.

Divisa Home

HomeLa prima divisa è composta da una maglia per certi versi innovativa  per la storia della Juventus.

Lo scheletro prevede 5 strisce molto larghe (3 nere e due bianche) con piccole pinstripes bianche che separano a metà le larghe strisce nere, richiamando un design già utilizzato dal marchio tedesco con le divise del Milan 13/14 e del Bayern Monaco 14/15.

Novità invece per le tre bande tipiche dell’Adidas che in questa divisa non sono posizionate sulle spalle, bensì sui fianchi (avendo poi continuità in quelli presenti sul pantaloncino).HomeBack

 

 

Per quel che concerne il retro, secondo le disposizioni sulle divise di Lega e UEFA, come lo scorso anno è stata scelta la prevalenza bianca con numeri e nomi di colore nero. Conferma anche per i font utilizzati nell’ultima stagione.

 

 

 

 

La divisa è completata dai pantaloncini e calzettoni neri.

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Non è la prima volta che la Juventus utilizza questa scelta cromatica scura per pantaloncini e calzettoni, anzi forse non tutti sanno che proprio questa fu la prima divisa ad essere utilizzata associata alla maglia bianconera, in tutto e per tutto simile a quella del Notts County, a partire dal 1903. Era a prevalenza scura anche quella con cui la Juventus vinse il suo primo scudetto nel 1905 e pantaloncini e calzettoni neri furono utilizzati fino al 1919. Furono poi sostituiti i pantaloncini di colore bianco dalla stagione 1919/20 e i calzettoni dalla 1953/54.

 

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Foto Juventus 1906 (Fonte Wikipedia)

I pantaloncini e i calzettoni neri ricomparvero poi dal 1997 al 2001 (Sponsor tecnico Kappa), nella stagione 2002/03 (Lotto) e nella sfortunata stagione 2010-11, l’ultima prima del nuovo quinquennio bianconero.

La divisa in molti ha suscitato il ricordo di quella utilizzata dalla Juventus nella stagione 1997/98, stagione in cui la Juventus vinse lo scudetto davanti all’Inter di Simoni, ma perse la finale di Champions League contro il Real Madrid all’Amsterdam Arena.

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Sono 6 i trofei vinti con la divisa a prevalenza scura: 3 Scudetti (1905, 1997/98, 2002/03), oltre al Campionato Federale 1. Categoria (1908) e al Campionato Italiano 1. Categoria (1909), questi ultimi due non riconosciuti nel conteggio ufficiale dalla FIGC. Una sola finale europea vinta: la divisa a maggioranza scura fu utilizzata nel ritorno della Coppa Intertoto 1999, Rennes-Juventus 2-2 (And. 0-2).

Sono invece 3 le finali europee perse con i pantaloncini neri: quella della Coppa delle Fiere 1965 (Juventus-Ferencvaros 0-1, in cui erano indossati però i calzettoni bianchi), oltre alle più recenti (e dolorose) finali di Champions League del 1997/98 (Juventus-Real Madrid 0-1) e del 2002/03 (Juventus-Milan 2-3 d.c.r.)

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Divisa Away

Away

 

La seconda divisa è un doppio omaggio alla storia della Juventus e del particolare legame con la Nazionale italiana che la società della famiglia Agnelli ha sempre avuto, fornendo spesso l’ossatura alla selezione azzurra, soprattutto in corrispondenza dei titoli mondiali.

La divisa utilizza due tonalità dell’azzurro, richiamando nella parte centrale la banda scura della prima divisa. Il colletto a girocollo e i bordi delle maniche sono di colore bianconero.

AwayBackUn’autentica fusione che lega così i colori della nazionale e il design della Juventus. In questa divisa le tre bande dello sponsor tecnico sono posizionate sulle spalle e si interrompono prima delle maniche e non vengono riprese nel pantaloncino, lasciato volutamente bianco.

 

 

La divisa è completata dai calzettoni di colore azzurro, proprio come quelle della nazionale italiana.

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L’idea, pantaloncini bianchi a parte, riprende quella che ebbe Italo Allodi, DS bianconero dell’epoca, nella tarda primavera del 1971. Finale di ritorno della Coppa delle Fiere, avversario il Leeds United che indossa una divisa completamente bianca. La Juventus all’epoca utilizzava un kit da trasferta che prevedeva il bianconero spezzato, ovvero maglia bianca e pantaloncini neri, troppo simile a quella degli avversari. Allodi propose così di utilizzare una divisa di colore azzurro Savoia, bordata di bianconero. L’obiettivo era rimarcare l’italianità della squadra di Torino, ultima rimasta a rappresentare i colori nazionali in Europa, e il suo profondo legame con la selezione nazionale.
La divisa non portò però fortuna alla Juventus in quell’occasione: a Leeds finì 1-1, ma i bianconeri persero la finale in virtù della regola dei gol in trasferta, avendo pareggiato per 2-2 nella partita d’andata giocata fra le mura amiche del Comunale.

 

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Beppe Furino in azione a Leeds (Fonte:Getty Images)

La divisa blu bordata di bianconero, con vari e soluzioni cromatiche più o meno scure venne utilizzata  sino alla stagione 1982/83.

La divisa entra di diritto nella storia della Juventus perchè è quella con cui venne sollevata la prima coppa europea: al San Mames di Bilbao, nonostante la sconfitta per 2-1, la squadra del Trap solleva al cielo la Coppa UEFA.
Era il 1977, e pertanto nella prossima ricorrerà il 40° anniversario.

 

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Giudizio personale
5stelle

Terza Divisa

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La terza divisa è invece un omaggio al simbolo della società bianconera, ovvero la Zebra.

Molto bella e originale a mio avviso trova molta eleganza anche nel fatto che le strisce sulle spalle sono sfumate proprio come quelle dell’elegante equino.

Come per la prima divisa, anche in questo caso le tre bande dell’Adidas sono sui fianchi e proseguono sul pantaloncino di colore bianco, colore scelto anche per i calzettoni.

ThirdBackEssendo la prima divisa prevalentemente scura, non ci sono preclusioni sull’uso del bianco come colore prevalente.

Oltre al probabile utilizzo in qualche partita di Champions League, è possibile che venga utilizzata anche in trasferte di campionato con squadre che hanno prevalenza nera nella propria divisa, come Milan e Inter.

 

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Cromaticamente ricorda molto la seconda divisa utilizzata nella stagioni 1998/99 e in quella successiva.

 

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Non è la prima volta però che la Zebra fa capolino all’interno di una divisa della Juventus. Ci aveva già provato la Kappa nella stagione 1996/97. In quel caso le righe sulle spalle erano molto nette e sul davanti della maglia era stilizzato il muso.

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Quella terza divisa non fu però mai utilizzata, mentre una sua variante da portiere venne invece vestita in 3 occasioni da Angelo Peruzzi.
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Giudizio personale
5stelle

Personalmente apprezzo molto sia la seconda che la terza divisa, mentre mi sto ricredendo rispetto alla prima che, se dapprima non mi ha convinto, vedendola indossata e vincente in campo mi sta piacendo già di più. Amo l’innovazione, anche se in fondo una parte di me rimane nostalgica del design semplice e delle maglie eleganti degli anni ’80.

Alla fine dei conti però a rendere ancor più bella una divisa ci pensano sempre i risultati sul campo: maglia che vince è sempre più amata. L’augurio migliore che possiamo fare quindi a queste nuove divise è che possano entrare a loro modo nella storia della Juventus e nel cuore dei tifosi. Vincendo. E sollevando nuovi trofei.