Disfatta? Impresa impossibile? Le parole sono importanti

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Le parole sono importanti! Le parole sono importanti!”

(Nanni Moretti in “Palombella Rossa”)

 

 LA DISFATTA 

Una delle parole più pronunciate in settimana: la DISFATTA di Madrid.

Quella di Madrid è stata davvero una disfatta?
Sicuramente una delle peggiori dell’era Allegri, con squadra meno concentrata e padrona del campo. Bruttissima, serata, dalla quale tutti siamo rimasti molto delusi, per il risultato e per l’atteggiamento dei ragazzi. Prima di parlare di disfatta bisogna riflettere su dove giocavamo e contro chi.

Nelle ultime 5 stagioni europee, l’Atletico Madrid in casa, ha vinto 21 partite su 27, 9 su 12 nei turni eliminatori. Al Calderon (o al Wanda) hanno perso Barcellona, Bayern (2 volte), Real, Roma, Arsenal e Dortmund.

Nelle ultime 15 gare delle fasi finali, l’Atleti in casa ha subito 1 solo gol, segnandone 19.

La media Colchoneros in casa, in Europa, oscilla da anni sui 2,5 punti a partita, poco sotto rispetto al Barca, in linea con quella del Bayern e superiore rispetto ai più blasonati concittadini del Real.

Segnare un gol al Wanda, obiettivo di Allegri, sarebbe stato vitale, ma era obiettivamente tutt’altro che semplice, anche per una squadra con il potenziale offensivo della Juve di quest’anno.

Per quanto deludente possa essere stata la sconfitta (e la prestazione) quindi, dobbiamo anche ragionare sul fatto che è stata una sconfitta in uno dei campi più difficili al mondo. Una brutta sconfitta, non una disfatta, come nessuno l’avrebbe mai definita perdere 2-0 al Camp Nou o al Bernabeu.

 

 IMPRESA 

La seconda parola tante volte pronunciata da giornalisti e tifosi è: IMPRESA! “Ora servirà un’impresa”.

E’ davvero così? Negli stessi ultimi 5 anni in cui Calderon e Wanda sono stati fortini quasi inespugnabili, la banda di Simeone lontano da casa si è  sempre trasformata in una squadra forte ma non irresistibile. Dal 2014, l’Atleti ha vinto solo 9 su 27 trasferte europee, perdendo altrettante volte, anche in campi non impossibili come ad Atene o a Lisbona. Nelle fasi ad eliminazione, l’Atletico ha vinto solo 3 delle 12 gare in trasferta (contro Leverkusen, Copenaghen e Lokomotiv) perdendone invece 6.

Se lontano da Madrid la potenzialità offensiva (media gol) è analoga a quanto avviene in casa, non è lo stesso per la forza della difesa. In casa, come detto, Simeone e i suoi hanno subito 1 solo gol nelle ultime 12 gare delle fasi finali, in trasferta ne hanno subiti addirittura 16, media di 1,3 gol subiti a gara! Barca, Bayern, Real, Dortmund hanno vinto le loro sfide casalinghe contro l’Atleti, spesso in modo netto.

La Liga di quest’anno conferma il diverso rendimento dell’Atletico tra casa e trasferta. Considerando le gare casalinghe, l’Atletico sarebbe in testa. Lontano dal Wanda ha gli stessi punti della Real Sociedad e uno in più di Girona e Getafe.
La Juve può e deve vincere al ritorno, non è necessaria alcuna “impresa”. Servirà sicuramente molta attenzione in difesa (un gol subito complicherebbe molto le cose contro una difesa che difficilmente concede più di 3 reti) e grande efficacia dei nostri attaccanti. Nelle trasferte ad eliminazione l’Atletico un gol lo concede sempre (si salvò solo ad Eindhoven negli ottavi 2016), poi servirà quello sforzo in più, con la spinta dello stadio e il guizzo di uno dei nostri, del resto Ronaldo lo abbiamo preso per queste gare.

 

 FINO ALLA FINE  

Sarà difficile batterli e molto complicato farlo con due gol di scarto, che l’Atleti non concede facilmente. Eccessivo però parlare di impresa; servirà “solo” una grande partita. Se siamo una grande squadra, il 12 marzo sarà il momento di dimostrarlo.

Del resto, le quote ci danno ancora circa il 25% di probabilità di superare il turno. Non saremo favoriti, ma le nostre possibilità le abbiamo. E poi il nostro motto non è “fino alla fine“?
Ecco la terza parola fin troppo abusata prima di martedì: in milioni abbiamo scritto #finoallafine.

Poi la serata è andata male e dal fischio finale si sente solo: dopo-Allegri, ciclo finito, maledizione Champions, in Italia è diverso, ecc..
Le parole sono importanti! Fino alla fine, vuol dire fino alla fine! E’ un modo di essere o un hashtag? Fino al fischio finale la Juve è in corsa per qualificarsi ai quarti, e per vincere la UCL.

Basta disfattismo, basta parlare di impresa impossibile! Siamo la Juve, ce la possiamo giocare e ce la giocheremo. Tifosi, società, allenatore e  giocatori, ciascuno dovrà fare la sua parte, davvero FINO ALLA FINE, ricordando che parlare non serve più, ma “solo chi corre può fare della Juve ciò che è“!

Sono le parole del nostro inno, e le parole sono importanti!

di Fatti di Juve