Dimenticare Monaco: 5 filosofie

di Sandro Scarpa |

Due notti a rivoltarci nel sonno.

I loop di Cuadrado ed Evra, come lame seghettate piantate nelle tempie e nello stomaco. I volti stralunati del mister e dei nostri dopo la gara. Come diceva Spalletti, la Champions ti dà la possibilità di condensare in un solo confronto il peso specifico di 38 o 76 gare di A. Per noi che respiriamo Juve 365 giorni l’anno, il minuto fatale all’Allianz conta più di 2 anni di chiacchiere, sogni, gioie e speranze.

Poi però tocca uscirne. Magari con filosofia. Ecco 5 filosofie per dimenticare Monaco.

FATALISMO.

C’è chi dice “Gli EPISODI!”. Cuadrado, Morata, Evra, Coman, Neuer. Era destino? Forse. Ma gli episodi vanno guardati tutti. A partire dai gol divorati da Muller a Torino, alle parate di Buffon sull’orlo del precipizio. Il Bayern detta legge in casa nostra per 70’ e manca il KO. Noi volitivi e grintosi a pareggiarla. La Juve incarta Pep per 70’, mancando però la fatality dello 0-3. Ma in mezzo ci sono anche un palo per loro e di nuovo il piede di Buffon sullo 0-1.

C’è chi dice “I CAMBI!” Il 99% di chi ora critica voleva Mandzukic subito. Il 99% di chi ora addita Evra lo magnificava fino a 2 secondi prima. Il 99% di chi dice “ci siamo abbassati troppo” diceva “ci siamo alzati troppo” sull’1-1 a Berlino.

C’è chi dice “I CENTIMETRI! I MINUTI!“. Abbiamo esaltato Sturaro per il salvataggio su James ed il gol all’andata, così come per il palo-autogol del portiere Olympiakos l’anno scorso. Ora Sturaro la spara alta dopo 3-4 scivolate e Neuer miracoleggia. Abbiamo goduto più volte al 93° contro il Toro, o per Zaza, e non possiamo, proprio noi, non sapere che le gare durano 95’, non 89.

C’è chi dice “L’ARBITRO!”. Degli arbitri si parla il giusto. Abbiamo difeso il 3-2 di Bonucci con la Roma troppe volte per fare i precisini sull’offside di Lewa, abbiamo segnato lo 0-2 all’Allianz due minuti dopo quello annullato a Morata, abbiamo vinto meritatamente ma con sviste arbitrali contro il Monaco per dannarci con l’arbitro di Monaco. Doveva andare così perché è giusto così. Il calcio è equo e democratico: se hai qualità e velocità segni 4 gol sfruttando gli errori difensivi del Bayern, così come, se attacchi la Juve per 70-80’, magari la Juve difende in modo sublime, ma qualcosa ti concede, e se hai Lewa, Muller, Robben, Thiago o Coman è probabile che passi. Succede sempre così, sia in Juve-Toro che in Atletico-Real. E’ il calcio.

NICHILISMO

C’è chi dice: “Siamo ancora caduti sul più bello, al 90° a Monaco, al 70° a Berlino. Cadremo sempre“. Tornano i demoni dello sprofondo, del #MoriremoTutti o del #QuandoRicapita. I nostri eroi difensivi imbiancano, i nostri giovani eroi vanno via, le inglesi hanno sempre più soldi, le spagnole dominano, il Bayern si rafforza coi nostri pezzi. Eppure, non è così.

La Juve è l’unico club UE (col Bayern) ad aver disputato finali Champions in ogni decennio dal ’70 in poi. L’unico (col Milan) ad aver disputato 3 finali di fila. L’unico che rinasce sempre perché ha struttura solida, dirigenza equilibrata, competenza, esperienza, spessore e un ambiente che lavora con criterio e coscienza, senza disfattismi, senza sensazionalismi. Non avremo i soldi inglesi ma c’eravamo noi a Berlino, non abbiamo ingaggi e fatturato Bayern, né Allegri ha l’aura divina di Guardiola, ma li abbiamo portati ai supplementari, mica per caso. Nessuno immaginava dopo l’addio a Vidal, Tevez e Pirlo di essere alla pari col Bayern, nessuno fantasticava dopo l’inizio disastroso di conseguire 15 vittorie di fila, 10 di fila senza gol subiti (due record secolari) e far impallidire Guardiola. I vecchi imbiancheranno, qualche giovane che non se la sente di rimanere andrà, ma noi resteremo la Juve.

PRAGMATISMO

Ok, siamo usciti nel modo più crudele possibile. Ma vediamola così, passando il Bayern magari la “fortuna” stagionale ci avrebbe fatto beccare ancora Messi, o un Ibra famelico, o uno Zidane+CR7 stavolta spietati o magari avremmo giocato alla pari con lo stesso Wolfsburg con un Draxler beffardo alla Coman ed un altro arbitro germanofilo. Le delusioni atroci sono solo quelle finali. Qui invece avremmo avuto davanti, fino a Milano, altre 2-4 gare, con altre ricadute, recidive, polpacci, logorio psicofisico. E, infine, come sarebbe stato reggere un eliminazione Messianica ai quarti e un Sarri ad alzare la coppa Scudetto un giorno all’improvviso? O ancora, beffa delle beffe, come sarebbe stato aggiornare in alto il record di finali perse, ancora contro il cannibale Suarez e il saltimbanco Neymar, per di più in Italia? Atroce, molto più atroce.

POSITIVISMO

Il Bayern di Guardiola ha preso 3 gol in casa in 45′ solo contro Ancelotti e CR7 che vinsero la Decima. In assoluto, anche fuori casa, 3 gol in un tempo poi solo contro Messi l’anno scorso, un altro che l’ha vinta. 3 gol noi glieli avevamo anche fatti e poi chissà.. Eppure la Juve non ha mai disputato un tempo così sublime in Europa dai tempi di Lippi. Al bando la paura e la sindrome da Champions, quella vissuta con Capello e con Conte. Ormai la Juve è lì, per restarci. Guardiola ci invidia la capacità di difenderci in 8-9. Chi lo fa bene come noi? Forse solo l’Atleti di Simeone. Ma chi ha fenomeni come Pogba (prestazione di impressionante versatilità per colpi, tecnica, corsa, gol, assist e difesa) e Morata che poi si sacrificano anche in fase difensiva? Chi ha esterni acuminati come Sandro e Cuadrado che si trasformano in mastini? Si è spesso detto che la Serie A non è allenante. L’ha detto un tecnico che ha vinta in una A formidabile ma  rimediato figuracce in Europa. Eppure la A è tatticamente e difensivamente mostruosa per allenarsi alla Champions. Soprattutto se poi hai quella spavalderia, personalità, velocità e tecnica per esaltarti in Europa. Il modo in cui Allegri ha asfaltato Klopp, battuto Ancelotti, tenuto testa a Simeone, battuto Emery sul piano del gioco, ha soverchiato Pellegrini e sorpreso Guardiola, la dice lunga su quanto siamo forti tatticamente, oltreché mentalmente e tecnicamente. Non siamo qui per auto-esaltarci, siamo usciti in un ottavo. Ma pur sempre senza Chiellini, Marchisio e Dybala. E vedrete cosa combinerà il Bayern. La strada è quella, siamo forti, pochi cazzi.

EVOLUZIONISMO

Questa consapevolezza della nostra forza finalmente dimostrata anche in CL, ci porta poi a ripensare al prossimo futuro. Sono fiero di un club che rinnova il contratto a Morata in un momento totalmente negativo (e queste cose contano per i giocatori). Sono felice di un club che rinnova il contratto ad Allegri dopo un’eliminazione agli ottavi. Ripongo massima fiducia di un club che dopo Stadio e cittadella, riveste posti di prestigio nell’ECA e si ramifica sempre più in Asia e America. La strada è graduale e il sistema calcio Italia non aiuta. Gli errori sono dietro l’angolo, ma da quelli si impara. I Vidal, i Coman che ci castigano non sono diversi dal Morata che punisce il Real o dal Bonucci che affossa l’Inter. La differenza è che i nostri ex volevano andare via, negli altri invece ci abbiamo creduto quando nessuno lo faceva. Come con Pogba. L’evoluzione Juve incontrerà sconfitte, sbagli, beffe, probabilmente anche in Italia (prima o poi), ma sarà inesorabile e continua. Abbiamo il presidente più giovane ed illuminato in UE (sulla passione non si discute), un AD-DG cresciuto dai tempi della Samp a cui si può perdonare un lecito scivolone sugli arbitri, un DS che non sbaglia un colpo da anni (e gli ex Vidal e Coman sono indiretta conferma), un mister sempre qualificato agli ottavi che in Europa si esalta ma che in Italia infila due record difensivi mostruosi. Abbiamo under 23 fissi sulle copertine di giornali spagnoli e inglesi come desideri numero 1 di tutti i top club.

Sappiamo dove andare, sappiamo cosa fare, sappiamo come dimenticare Monaco e ripartire.

Poi abbiamo Buffon che un minuto dopo il 120°, mentre compagni e popolo Juve sono devastati dice serafico:

Questo è un altro grande passo in avanti, vinceremo nei prossimi due anni.

E io, di Buffon, mi fido più di tutta la filosofia occidentale dell’ultimo millennio.