Dossier difesa: Juve a confronto con le big d’Europa

di Alex Campanelli |

Gli infortuni quasi in contemporanea di Bonucci e Chiellini, la cessione di Benatia con tutti gli strascichi da essa derivanti, il terzo ritorno di un Caceres mai troppo convincente negli ultimi anni, le perplessità su Rugani e, perché no, l’assenza di Barzagli (visto come un peso fino a non troppi mesi fa): queste e altre cause hanno portato tifosi e stampa a scagliarsi contro la gestione della rosa della Juventus, in particolare per quello che riguarda il pacchetto arretrato.

La domanda che in questi giorni frulla nella testa del tifoso medio, non nascondiamoci, non può che essere la seguente: “La Juventus è attrezzata per vincere la Champions?”. Stanti l’insindacabile qualità dell’attacco e un centrocampo non tra i più ricchi d’alternative ma comunque di valore, è inevitabile concentrarsi sulla difesa, che da punto di forza è finita velocemente sul banco degli imputati nelle ultime settimane.

L’obiezione principale è di tipo numerico/qualitativo: la Juve non ha a disposizione abbastanza giocatori di spessore internazionale per sostituire i titolari, i centrali sono entrambi over 30 e non hanno ricambi del loro stesso livello, mentre i terzini non dispongono di riserve all’altezza e con la giusta esperienza europea.

Senza dare giudizi affrettati, mettiamo a confronto la difesa della Juve, con le retroguardie delle altre 15 squadre qualificatesi agli ottavi di Champions League; in grassetto trovate i titolari, o comunque i giocatori più impiegati, a seguire le riserve dirette ruolo per ruolo, con qualche eccezione illustrata nella legenda in fondo alla tabella.

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Facciamo qualche osservazione sui dati più significativi che emergono di primo impatto:

NESSUNA squadra ha a disposizione due centrali di riserva di livello simile ai titolari, o comunque di riconosciuto spessore internazionale, nessuno arriva a permettersi quattro difensori centrali di alto livello come faceva la Juve con Rugani-Benatia (escludiamo Barzagli solo per sopraggiunti limiti d’età). Chi ha una riserva di spessore elevato che non di rado ruota insieme ai titolari, come Marquinhos, Boateng, e Stones, non dispone di un quarto centrale che non sia un giovane/giovanissimo o un giocatore cresciuto nel club e utile per le liste. Fa parzialmente eccezione il Manchester City, per il quale vanno considerate le condizioni precarie di Kompany;

diverse squadre (Bayern, Barcellona e Manchester City le più blasonate) NON hanno a disposizione una riserva diretta per ognuno dei titolari, trovandosi costrette ad adattare altri giocatori o (più raramente) a pescare nel vivaio alla prima defezione di uno degli insostituibili (come Alaba, Jordi Alba e Walker);

– al contrario, soltanto Juve, Dortmund, Barcellona e i due Manchester (escludendo il Lione con Yanga-Mbiwa praticamente fuori rosa) hanno a disposizione più di 4 centrali difensivi, che è evidentemente il numero che permette alla quasi totalità delle big europee di dormire sonni relativamente tranquilli, salvo infortuni in serie difficili da arginare (non si può costruire una rosa di 30 giocatori solo per tamponare le indisponibilità).

– non vi sono grandi squadre con un doppio leader difensivo come la Juventus: anche i più validi e incensati tra i “secondi” di difesa, come Varane, Umtiti e Gimenez, non sono in grado di reggere il reparto come i compagni Ramos, Piqué e Godin. Inutile dunque attaccare il Rugani di turno, tra l’altro terzo nelle gerarchie dei centrali, per “scarsa personalità”;

– soltanto Juventus, Real Madrid e Bayern Monaco mandano in campo due terzini marcatamente offensivi di livello elevato. I vari Walker, Alves e Alba hanno come dirimpettai giocatori più difensivi o comunque non alla loro altezza.

Fugati molti dei dubbi sulla composizione della difesa bianconera, che ora non può che apparire tra le più valide e complete, resta da rispondere a un’ultima domanda: “la Juventus ha una difesa dall’età media troppo elevata?“.

Tale quesito riguarda non tanto il rendimento in campo, quanto soprattutto la predisposizione agli infortuni, ovviamente più elevata nei giocatori più avanti con l’età. Va da se che una squadra che punta a vincere la Champions non può comunque presentarsi con una difesa formata solamente da giovani e giovanissimi, quindi come metro di giudizio abbiamo affiancato all’età media le presenze internazionali, relative sia ai club (Champions, Europa League, Libertadores e Copa Sudamericana, qualificazioni escluse) che alle nazionali (amichevoli incluse), da osservare in simultanea: un giocatore può essere valido per un club di fascia media ma non abbastanza da giocare per la sua nazionale, così come un buon giocatore di una nazionale nei bassifondi del ranking FIFA può trovare molto spazio con la casacca del proprio paese ma ben poco nelle competizioni europee per club.

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Alcuni appunti anche sui dati della seconda tabella:

– com’era lecito attendersi, la Juventus è la squadra con la difesa dall’età media più elevata. Senza considerare i club che ovviamente non puntano a vincere la Champions, solamente l’Atletico (non a caso, una squadra che fa dell’applicazione difensiva il suo grande punto di forza) si avvicina ai bianconeri, mentre il distacco con altre retroguardie di alto livello come quelle di Barcellona, Bayern e Real Madrid è impressionante;

– la difesa della Juve è tra quelle con la più elevata esperienza internazionale, la migliore se andiamo a sommare club e nazionali, ma il distacco non è così marcato come per l’età: le già citate Barça, Real e Bayern sono ben poco distanti dai bianconeri, appena più in basso anche Psg, City e Tottenham, giovanissima la retroguardia del Liverpool (anche da qui emerge la trazione anteriore della squadra di Klopp) ma con ottime prospettive se parametriamo le presenze all’età dei suoi componenti;

– a conferma di quanto ipotizzato prima dell’analisi, le difese più colpite dagli infortuni non traumatici sono state quelle di Juventus e Atletico, che al momento hanno rispettivamente 3 e 2 giocatori in dubbio per gli ottavi di Champions League.

Questa seconda analisi ci rivela che un problema in effetti esiste: a parità numerica e qualitativa, la difesa della Juve è quella più soggetta alle defezioni, vista l’elevata età media dei suoi componenti. Tale problema poteva essere solo temporaneamente tamponato con la permanenza di Benatia, dato che il marocchino va anch’egli per i 32 anni ed è storicamente soggetto agli infortuni.

Trattenere Benatia senza ripescare Caceres avrebbe messo la Juventus davanti a tutte le big europee per quanto riguarda la qualità complessiva dei centrali difensivi a disposizione, ma non avrebbe risolto una questione che già nella prossima sessione di mercato si rivelerà delicatissima: ringiovanire il pacchetto arretrato senza intaccarne la competitività.

Se sulle fasce il capitolo pare già chiuso (il più vecchio è Alex Sandro, classe ’91), al centro la Juventus non potrà permettersi di sbagliare il prossimo acquisto, il quale a sua volta dovrà esser capace di inserirsi e farsi trovare pronto in maniera ben più rapida di quanto avvenuto con Rugani: l’età dei titolari avanza inesorabilmente, e più che di una riserva la Juve ha bisogno di un giocatore che nel giro di 1-2 stagioni possa, se necessario, prendere le redini del reparto. Buona ricerca, Fabio Paratici.