Le dieci perle mediatiche del 2016

di Massimo Zampini |

La selezione si fa sempre più complicata, anno dopo anno (QUI quella dell’anno scorso), ma non è possibile tirarsi indietro.

Le regole sono sempre strettissime: al solito, escludiamo quei due tre giornalisti che fanno un tweet al giorno contro la Juve con il fine evidente di entrare in questa classifica.

Diamo inoltre un premio speciale alla carriera a Liguori e Giordano, direttori (sob!) di TgCom e Tg4, imbavagliati di fronte alle telecamere per tutto quanto di orrendo è capitato nel derby dell’anno scorso, con l’omicidio da parte di Bonucci dell’arbitro Rizzoli e il conseguente silenzio mediatico sul tragico accaduto.

Ciò detto, ecco le 10 perle mediatiche del 2016.

 

10) Les incontournables

 

Togliamoci subito il dente: come nei menu dei ristoranti francesi vi è frequentemente una sezione destinata ai piatti imprescindibili, ai grandi classici (les incontournables, appunto), sulle pagine principali dei nostri media preferiti non possono mai mancare:

  • a) l’apprezzatissimo show di Gigi Simoni, il quale, incurante dell’annata nera, con 10 contatti identici non fischiati quest’anno in tutto il mondo senza alcuna protesta né sorpresa da parte dei cronisti, quest’anno ha cominciato con le sue repliche piuttosto presto, già a febbraio, e ha portato avanti lo spettacolo fino a dicembre inoltrato, aiutato da guest star quali Pagliuca e Ciccio Colonnese;
  • b) lo sfogo del Maestro contro il Sistema, che gli ha impedito di diventare l’allenatore più blasonato della storia;zampini
  • c) la turonata; anno negativo anche qui, con alcune testimonianze – da ultimo il non proprio juventino Italo Cucci – attestanti il taroccamento del telebeam (“telebeam falsato!”, titolerebbe qualcuno). Ma nessuna paura; il giorno dell’anniversario c’è il commosso ricordo dell’episodio , prima di Juve-Roma il sondaggio del Corsport  e, immancabile, l’intervista al nostro eroe che si lascia andare ad amare considerazioni su ciò che avrebbe potuto essere e non è stato.

Se questi piatti vi sono piaciuti, tornate pure serenamente a trovarci a fine dicembre 2017 e li ritroverete con lo stesso gusto e sapore di sempre.


 

9) L’anno del coming out

 

La Gazzetta ha fatto pienamente il suo e come ogni anno ha cercato di portare a casa parecchie statuette. Tra le nomination ottenute: il “per una volta a essere penalizzata è stata la Juve”

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post Juve-Inter di Coppa Italia (andata, perché poi “per una volta” è stata penalizzata pure al ritorno) che richiama romanticamente le tante ingiustizie subìte storicamente dai martiri nerazzurri; il leggendario virgolettato a Buffon sulle avversarie che in Italia si scansano, parola più parola meno; l’indimenticabile editoriale del direttore, nel quale confermava che erano state usate quelle parole, parola più parola meno, anche se non poteva rivelare la fonte, eppure erano certi che Buffon volesse dire qualcosa di completamente diverso da quello che noi maliziosi avevamo capito da quel preciso virgolettato (chiaro, no?); la moviola di Genoa-Juve, partita dominata dai rossoblu con rigore netto negato a Mandzukic nel primo tempo e il memorabile commento assolutorio su quel penalty “che non avrebbe cambiato il risultato” (finalmente, Gazzetta, un po’ di tolleranza sugli errori arbitrali!), perché loro sanno che un eventuale 3-1 segnato nel primo tempo non avrebbe comunque influito e ci tengono a rendercene edotti; la classifica dei primi tempi, che vede il Toro del supermegadirettore Cairo in testa al campionato.

Eppure, nonostante tutti questi sforzi, la prima pagina da Oscar rimane quel coming out, con il numero delle dieci e il nome sulle spalle (e De Boer che profetizza: “e tra quattro mesi…”; tra quattro mesi che?).

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8) Il gallerista del Corsera

 

Dobbiamo conoscere chi prepara le gallerie calcistiche per Corriere.it e chi le promuove su twitter. Un giorno ne esce una su “Droga, prigione, debiti e fortune sciupate: quegli sportivi finiti in miseria” e come lancio su twitter viene scelta una bella foto di tre noti delinquenti.

 

Poi, più avanti, la galleria capolavoro  : come sarebbe cambiato il calcio con la Var. Ne viene fuori un piccolo gioiello, un piccolo sunto di tanti nostri pensieri di questi anni, con episodi di calcio italiano in cui è unicamente favorita la Juve (“ci sarà un motivo se trovano solo episodi in cui siete favoriti, no?”, osservano poi acutamente tifosi di altre squadre), peraltro con una serie di svarioni e ricostruzioni da film horror: ovviamente si assume che se avessero dato i gol di Muntari, Turone e il rigore a Ronaldo quei campionati sarebbero stati vinti da Milan, Roma e Inter. Imperdibile in particolare la ricostruzione di Iuliano – Ronaldo, che prima di venire corretta grazie a una serie di tweet che chiedevano spiegazioni, si presentava con una bella premessa (i difensori juventini “lo riempivano di calcioni”) per proseguire addirittura col risultato sbagliato al momento dell’episodio: viene quasi da pensare, con ingiusta malignità, che il “gallerista” del Corriere sia più tifoso più che giornalista.

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7) Sudditanza tecnologica

 

Una vita ad auspicare che arrivi la tecnologia applicata al calcio (“vedrete ora quanti punti in meno farete!”) ed ecco il grande esordio della goal line technology, in un Chievo-Roma in cui grazie ad essa viene assegnata una rete decisiva all’ex juventino Pepe, proprio contro i giallorossi. Reazioni di Leggo? “Il Chievo fa 3-3 con l’aiuto della tecnologia”.

Sudditanza tecnologica, ha commentato qualcuno su twitter.

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6) L’assist a Savicevic

 

Straordinaria intervista di Mediaset a un redivivo Savicevic, che fa uno strano discorso sulla Juve che è più forte e merita di vincere, ma a un certo punto fa un riferimento alle decisioni arbitrali e non gli sovviene il verbo da utilizzare. Non è forse il sogno di tutti fare un assist al re degli assist? Così interviene con perfetto tempismo l’intervistatore, che non vede altri termini possibili se non un sempre valido: “li favoriscono?”.

“Ecco, bravo, li favoriscono”. Assist perfetto, rete di Dejan.


 

5) Napul’è mille culure

 

Lo abbiamo già segnalato l’anno scorso: i media napoletani stanno superando di gran lunga, per quantità e qualità, i loro omologhi romani. Quest’anno lo spettacolo è stato garantito dal passaggio di Higuain alla Juve. Il sindaco De Magistris, che non risulta neanche essere tifoso degli azzurri, rilascia decine di interviste in cui parla di grave tradimento e, da sempre nemico del populismo e con profondo senso delle istituzioni, fa presente che a Napoli non sarebbe ospite gradito.

Il Mattino si diverte riportando i tweet di coloro che gli danno dell’omm’e merd e giocando sul numero 71 nella smorfia napoletana.

Mediaset premium, come prima reazione a questo grande acquisto, propone un sondaggio piuttosto curioso sulla reazione dello spogliatoio Juve.

De Laurentiis, per una volta non troppo raffinato (prima o poi doveva pur capitare!), parlando con un tifoso etichetta Higuain come “rubentino”. I tifosi regalano la pizza se si fa male (e invece gli si infortuna il suo sostituto). Meglio ancora il Corriere dello Sport, che prende una intervista di Higuain, la interpreta a modo suo e mette il titolo dei titoli, inventando la confessione choc: “confermo, la Juve ha potere”.

Una reazione tutto sommato composta e matura, conclusa come ampiamente prevedibile con gol decisivo del grande traditore nello scontro diretto di Torino.

Pare incredibile, ma tutto ciò è nulla rispetto a quanto accadde sul finire dello scorso campionato, con le polemiche sulla squalifica dell’allora fuoriclasse argentino – cui prende parte addirittura Cantone –, il Mattino che scambia la coreografia bianconera per spazzatura denigrante Napoli  e la straordinaria polemica sugli anticipi della Juve che falsano lo sprint scudetto (e noi ingenui, che non ricordavamo neanche ci fosse stato uno sprint scudetto!).

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E così, zitta zitta (si fa per dire), Napoli scala la classifica anno dopo anno.


 

4) Il pulcino scaricato

 

Tra le tante nefandezze di cui si rende spesso protagonista la Juve nei racconti dei nostri organi di informazioni (memorabile il recente e allarmante “arrestato in campo l’ex Juventus” di uno che non abbiamo ancora capito chi sia ), quest’anno scegliamo un episodio che ha particolarmente impressionato Repubblica e alcuni media nostrani, sfociando perfino nel comico: un bimbo, pulcino” dello Juventus club Parma, viene “scaricato con una lettera”.

In breve, la società invia una – peraltro cortese – missiva per annunciare ad alcuni bimbi che l’anno successivo non avrebbero fatto parte della squadra. Come d’abitudine nei nostri giorni, la mamma di uno dei bimbi non confermati scrive a Figc, Gazzetta e compagnia per denunciare questo scandalo: il suo povero bimbo non confermato e per di più avvertito con una lettera? E la Juve, si chiede scandalizzata la signora, perché non ha vigilato? La mamma non si dà pace, la notizia comincia a circolare sui giornali: quindi la Juve, oltre a insegnare ai bimbi a dire parolacce in curva, è davvero crudele con i più piccoli? Ah, lo stile Juve di una volta…

Repubblica si indigna, il caso è pronto a decollare, fino a quando si scopre la verità: lo Juventus Club Parma non c’entra nulla con la Juve, non è neanche società affiliata.

Il caso si sgonfia quindi in un attimo e così, prima ancora di raggiungere il suo apice, finisce la triste storia del pulcino scaricato.

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3) I tweet giallorossi di mamma Rai

 

La stagione Rai parte alla grande con alcune eccellenti prestazioni in Coppa Italia, in cui viene inaugurata l’attenuante del “fallo televisivo”, pur di non spiegare che è stato commesso un errore lampante contro la Juve in coppa Italia contro l’Inter (al ritorno, dopo che all’andata, “per una volta”, ne era stato commesso un altro).

Ma il clou arriva durante gli Europei, quando uno dei pochissimi romanisti presenti in Rai si impossessa dell’account twitter di Raisport e dà di matto, proponendo prima una domanda esistenziale cui non è facile rispondere: “Pjanic che lascia la Roma, è un campione?”. Può, uno che lascia la Roma, essere un campione?

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Poi, al 65° di un intenso Belgio-Italia, quando teoricamente in Rai si dovrebbe tifare per gli azzurri, ecco il capolavoro che pare provenire direttamente da una radio romanista: “una cosa che non ti aspetti: Chiellini che prende un giallo”. Poi qualcuno è dovuto intervenire a modificare i tweet e il nostro eroe è tornato a dire quelle identiche cose in Curva Sud.


 

2) Il doping di Ibra

 

Pensavate che la Gazzetta avesse già esaurito le sue perle e non ne avesse nemmeno una da podio? Malfidati!

In un sereno giorno primaverile la rosea scatena la bomba in prima pagina: “Medico accusa Ibra: a Torino era dopato!”. La cosa ha curiosamente un effetto sui tifosi non juventini, i quali – solitamente pronti a riconoscere i meriti della Vecchia Signora – stavolta sobbalzano: ma allora vi dopavate, lo dicono pure in Svezia!

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Poi si scopre che quel medico non ha mai allenato Ibra in vita sua, non ci ha forse neanche mai parlato, la notizia era una bufala e infine, come nelle belle favole, qualche giorno dopo arriva la smentita dello stesso accusatore: “Scusa, Ibra. Mi sono espresso in modo impreciso e inopportuno”. Voi che pensate sempre male, sappiate che la smentita è stata pubblicata anche sulla Gazzetta.

A pag.19, come trafiletto di una rubrica che si chiama “notizie tascabili”.

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1) I mai troppo rimpianti sondaggi del Processo

 

E’ durato solo un anno, ma è stato sufficiente per farcene innamorare perdutamente. Il primo posto è dunque anche un inno alla nostalgia, nonché un appello alla Rai a farlo tornare tra noi: abbiamo bisogno del Processo del lunedì. In un ambiente intimo e colloquiale, la discussione veniva aperta da alcuni equilibrati sondaggi. Tra i tanti, vogliamo ricordarne due, quelli cui siamo più affezionati. Nel primo, ci si chiedeva quale fosse il principale motivo del crollo nervoso del Napoli e si poteva scegliere tra il “calendario sfalsato” (variante del mitico campionato falsato), gli “arbitraggi” e, messa lì solo per fare presenza, la “gestione della Rosa”. Ovviamente votai senza esitazioni per il “calendario sfalsato”, che farebbe perdere i nervi a chiunque.

Poi, meraviglia delle meraviglie, la favola del Leicester; i perdenti di sempre che battono i soliti noti, non sarebbe un sogno se accadesse anche da noi? Tutti si innamorano di Ranieri, alcuni gli attribuiscono delle dichiarazioni inventate contro la Juve, si cerca disperatamente una soluzione per capire cosa dovrebbe accadere qui da noi per vivere una favola del genere. Tra tante parole vuote, la soluzione concreta come al solito prova a trovarla il Processo, che fa una sondaggio sul tema e propone tre soluzioni: a) “diritti tv ripartiti diversamente” (da interpretare come “dare meno soldi alla Juve”, ndr), b) “la moviola in campo” (da interpretare come “e magari finirebbero quei maledetti furti della Juve).

Mi piacevano entrambe.

Io, però, ho votato la terza, che mi pareva molto più sincera.