Dialogo tra il Bene e il Male – juventino e interista a confronto

di Sandro Scarpa |

Inauguriamo #JvtbDuels per Juve-Inter con un ospite di fede interista, Fulvio Santucci, tra i più apprezzati blogger nerazzurri, penna arguta e profondo conoscitore dell’ambiente interista.

 

SANDRO SCARPA: Allora Fulvio, come è messa l’Inter? Pronta per la Juve?

FULVIO SANTUCCI: Beh, l’analisi sull’Inter in questo tipo di partite è sempre complicata e soggetta ad una marea di variabili: abbiamo svoltato sotto il profilo dell’identità tattica, ora definita, ma questa è una delle prime prove vere di tenuta mentale. Il gap con la Juve è piuttosto marcato e nessuno si aspetta una partita da tripla, ma se c’è una grande italiana che può provare a vincere allo Stadium credo sia proprio l’Inter. E la Juve invece come ci arriva?

Scarpa: Siamo in rampa di lancio per un volo europeo. Col vecchio modulo eravamo un trattore solido che arava tutte in A ma singhiozzava fuori confine. Con la rivoluzione ora non è più importante solo vincere ma dimostrare che la nuova filosofia sia convincente anche in una gara tosta. L’Inter è l’ultimo esame di italiano prima della tesi europea. Ma tu, un po’ di paura, no?

Santucci: Mai! Ma della Juve temo la capacità di gestire e plasmare i 90′ a propria misura e la tendenza consolidata a non sbagliare quasi mai le partite dall’alto valore emotivo: se c’è da pugnare, la Juve di norma si esalta e fa valere il suo status innegabile di più forte in A. 

Scarpa: È anche vero che l’Inter è l’unica big ad aver fatto punti allo Stadium. Avete una buonissima qualità avanti e un mister pragmatico. Io però non temo tanto i vostri valori in campo quanto quella carica che potreste avere nello sfidare e battere proprio il modello a cui ambite. Poi c’è l’incisività di Perisic, la tassa Icardi, i miracoli di Handanovic…ma noi partiremo fortissimo.

Santucci: Già, l’approccio supersonico della Juve con un’Inter che se la deve giocare alla pari almeno sul piano dell’intensità. Però rispetto all’anno scorso a centrocampo sulla carta il gap si è ridotto e questo può essere la chiave per contenere le vostre folate. Numeri alla mano, il rischio di perdere è molto alto: pensare tuttavia di strappare punti con un atteggiamento conservativo e rinunciatario è assolutamente un miraggio, e poi visti i nostri punti deboli temo quel Cuadrado..

Scarpa: Già, anche io spero di sfondare sulle fasce visto i vostri esterni, ma soprattutto con Mandzukic, e poi di rintuzzare bene Perisic e Candreva. Poi credo che Medel e Kondogbia si schiacceranno su Dybala lasciando Brozovic troppo isolato per farci male in zona Pjanic-Khedira. Francamente credo che la vostra difesa avrà più difficoltà della nostra a tenere le punte. Per i grandi numeri prima o poi saremo interrotti allo Stadium ma non (ancora) contro di voi! Insomma: tutte tranne l’Inter! Anche se ormai, per me la rivalità è un po’ scemata. Nel post-calciopoli eravate la Morte Nera da beffare, poi siete diventati l’Impero del Male in declino, ormai battuto, da umiliare, ora una rivale come le altre, ormai c’è più tensione contro Roma e Napoli.

Santucci: Sì, ma per noi è una rivalità mai sopita. L’interista oggi è provato dal lustro di successi bianconeri in cui è stato impotente, perché non ha mai avuto i mezzi per infastidirvi. Quella con la Juve non è più una rivalità sportiva, ma uno scontro di cultura e filosofia antitetiche. Il fenomeno visto dalla parte nerazzurra non può ridursi di un millimetro finché la Juventus continua a stare lassù.

Scarpa: Ovvio, anche per noi gli sfottò e il senso di vendetta restano, ma con Suning la nostra missione è più che altro ammazzare nella culla il vostro progetto di scalata. Ma ci sarà qualcosa che ti piace della Juve..

Santucci: Beh sì, la capacità della Juve di innovare in un sistema calcio i cui reggenti sono personaggi gattopardeschi senza il minimo interesse ad uscire dalle loro quattro mura; spesso sono d’accordo con le idee di progresso imprenditoriale di Agnelli e sulle sue posizioni contrastanti con il grosso della Lega di A.
E, sia a livello calcistico che personale, Marchisio ha il mio enorme rispetto. 

 

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Scarpa: Io un po’ invidio l’orizzonte ampio dei vostri sogni con la nuova ambiziosissima proprietà. Noi forse ora abbiamo ormai UN solo sogno, quasi un’ossessione…quella coppa lì! Poi è sempre un bel vedere quello stadio da 80.000 posti, almeno nei 2-3 big match, anche se sullo stadio non mi posso affatto lamentare. Ma non mi piace TUTTO il resto: la vostra glorificazione di un’epoca/parentesi di trionfi originata comunque da fatti extra-campo e quell’identificare il Grande Nemico in noi, che eravamo solo parte o controparte di un sistema.

Santucci: Franchezza per franchezza, anche a me non piace quasi tutto il resto del mondo Juve. A partire da una tifoseria che vista da fuori risulta troppo eterogenea e poco identitaria, alla tendenza a sentirsi superiori rispetto all’autorità, fino alla difficoltà di confronto sportivo e culturale con un buon campione di addetti ai lavori di fede bianconera. Se col Milan è rivalità empatica ed entro certi limiti, con la Juventus è una rivalità antipatica e delicatissima da maneggiare, indipendentemente dai famigerati “fatti extracampo” sui quali però per me è ora per entrambi di voltare definitivamente pagina.

Scarpa: (la fai facile..) Comunque dai, vi concedo il fatto che almeno i vostri cinesi sembrano solidi, determinati e quantomeno reali (..) e poi, con uno sforzo di astrazione, riconosco che il vostro tipico elogio della pazzia ha un certo fascino esotico, molto esotico per noi..

Santucci: Io vi riconosco invece il pragmatismo e la programmazione a 360° che fa di voi, fino a prova contraria, la realtà italiana più allineata con il mondo del calcio attuale. Però, per chiudere, devo dirlo… non si può avere come slogan “vincere è l’unica cosa che conta” e perdere quattro finali europee in meno di vent’anni, suvvia!

Scarpa: Touché. Ma trovo ancor più surreale tifare una squadra in mano ai cinesi che esultano col pugnetto e avere Candreva e D’Ambrosio unici italiani, ma come si fa, dai!

Santucci: E Gagliardini! Hai già rimosso Gagliardini!…

Scarpa: Beh, mi sa che voi dovete rimuovere un bel po’ di roba, Valencia, Schalke, Gasp, Mazzarri, i 7° posti..

Santucci: Quattro finali!

Scarpa: Beer Sheva!

 

 

Si ringrazia Fulvio Santucci per la sua disponibilità a dialogare con noi.

Potete seguirlo su twitter: @SantucciFulvio