Di un bel tacer non fu mai scritto

di Claudio Pellecchia |

Sto finalmente per addormentarmi quando una notizia, per quanto rientrante nel trito e ritrito fastidioso rumoreggiare da bar sport, colpisce la mia attenzione. Jorge Higuain, padre del ben più famoso Gonzalo, ha pronunciato l’ennesimo j’accuse stagionale nei confronti della Juventus (ri)tornando sui polverosi (nel senso di vecchi) fatti di Udine: “La squalifica di Gonzalo? Bisogna interpretare l’importanza del momento. Il Napoli non è una squadra aiutata come la Juventus, questo il giocatore lo percepisce, lo sente. Nella partita in cui è stato espulso ai partenopei hanno fischiato contro due rigori, cosa che ai bianconeri non sarebbe mai successa“. Parole prontamente riportate dalla solerte testata online locale, nonché da Sportmediaset.

Val la pena soffermarsi sul quel “mai”: che, accompagnato al successivo condizionale, esprimerebbe i dubbi di “El Pipa” (difensore a cavallo tra gli anni ’70 e ’80 che deve la sua fama all’ essere stato uno dei 63 argentini ad aver vestito le maglie di River Plate e Boca Juniors) sul fatto che la Juventus abbia mai avuto (o avrà mai) fischiati due rigori contro in una partita. “Neanche una volta”, “in nessun caso” volendo attenersi a quanto riportato da un qualunque dizionario

Sicuri? Eppure non si deve nemmeno andare poi tanto a ritroso nel tempo. Giusto un anno fa, il 29 aprile del 2015, la Juventus batteva allo Stadium la Fiorentina, nonostante a questa fossero stati accordati due penalties dall’arbitro Banti di Livorno. Dettaglio fastidioso: rigore non è automaticamente gol, come ben sa il povero Gonzalo Rodriguez che ancora oggi rimpiange l’1/2 dagli 11 metri (stesso score di Bruno Fernandes nella partita della discordia, ndr) di quella sera. Non così Pasquale Foggia che, nel settembre del 2007, realizzò entrambi i rigori che l’arbitro Tagliavento concesse al suo Cagliari in una delle più sofferte e tribolate vittorie bianconere (2-3) al Sant’Elia.

Poi, un mese dopo, quello che, a distanza di quasi dieci anni, potrebbe tranquillamente essere catalogato alla voce “travi (nei propri occhi) e pagliuzze (in quegli altrui)”. Napoli e Juventus, al San Paolo, sono sull’1-1, per effetto delle reti, in apertura di ripresa, di Del Piero prima e Gargano poi. Tra il 17′ e il 25′, però, è l’arbitro Bergonzi a prendersi il proscenio, Come? Nel modo che segue:

Lungi da noi recriminare per qualcosa accaduto quasi dieci anni fa. Sarebbe però il caso che qualcuno riferisca a Higuain senior che certi avverbi andrebbero evitati. Soprattutto se si è cominciato a ragionare con la tipica memoria selettiva in salsa italiana.