#Desecretiamolo: 10 punti per chi vuol capire e discutere

Chi mi conosce sa che mi piace giudicare leggendo prima le carte, e queste carte purtroppo ad oggi non ci è stata data la possibilità di leggerle. Qualche riflessione in ordine sparso però possiamo farla, senza pretendere di essere esaustivi, e con la ragionevole certezza che la lettura degli atti è l’unica attività che può restituire il quadro completo e veritiero delle accuse e delle circostanze contestate. Dieci punti che possano costituire una base per chi vuole capire e discutere della questione:

 

1) La questione dei biglietti e dei rapporti Juve-Ultras è da inquadrare in un più vasto fenomeno estorsivo, che purtroppo vede vittime non solo società di calcio, ma anche commercianti, aziende e liberi professionisti. Questa chiave di lettura è stata anche data dai Carabinieri (vedi link) in una inchiesta che stranamente PARE non sia stata citata da Pecoraro nel suo deferimento.

 

2) In Italia quasi nessuno denuncia le estorsioni. Nel 2015 sono state solo 987 le denunce effettuate, contro un fenomeno stimato nell’ordine delle centinaia di migliaia di vittime.

 

3) Non capisco l’ipocrisia di chi avrebbe voluto Andrea Agnelli nelle vesti di Don Chisciotte per denunciare e magari mettere a repentaglio la sicurezza dei suoi dipendenti, dell’impianto e magari dei tifosi durante gli eventi.

 

4) Andrea Agnelli è un manager, e deve affrontare i rischi relativi all’azienda che dirige tenendo conto del framework in cui agisce. Costi, rischi, quadro normativo, leggi dello Stato. E prendere le decisioni soppesando tutti questi fattori. Non è affatto detto che decidere in questo contesto sia facile. La decisione di non denunciare e di concedere biglietti (pagati regolarmente, peraltro) potrebbe anche essere stata adottata dopo aver fatto analisi e stima (anche economica) dei rischi di una presa di posizione rigida effettuata nei confronti degli ultras, e in considerazione del contesto legislativo attualmente molto debole a tutela delle società calcistiche.

 

5) In Parlamento è fermo da tempo un progetto di legge bipartisan (Matteoli ed Esposito) che dovrebbe servire proprio a facilitare il compito delle società nella gestione dei rapporti con i tifosi. Qui trovate un riassunto. Tra l’altro si chiede di rendere “fuorilegge” i gruppi ultras non regolarmente costituiti sotto forma di associazioni, nonché l’inasprimento dei criteri di trasparenza per la loro gestione all’interno degli impianti.

 

6) Il fenomeno del bagarinaggio allo Juventus Stadium ha avuto un effetto di amplificazione dovuto alla scarsità dell’offerta. I bagarini, nel calcio ci sono sempre stati, ma lo Stadio della Juventus, sempre tutto esaurito, ha purtroppo favorito questo fenomeno. Ai tempi del Delle Alpi i biglietti si trovavano facilmente, ed il bagarino aveva vita grama. Peccato che lo spettacolo fosse indecente, in termini di servizi e di visibilità.

 

7) In merito a quello che si legge, mi pare ci sia molta “fuffa” e finora una sola certezza. NESSUNO tra i tesserati della Juventus è indagato nell’inchiesta penale. Dagli stralci delle intercettazioni a nostra disposizione si evince che un nostro tesserato, Alessandro D’Angelo, è stato intercettato a lungo,  probabilmente in qualità di testimone, e francamente mi sembra inquietante. Ero rimasto che le persone potevano essere intercettate solo da indagate, mentre scopro che nel caso di D’Angelo le intercettazioni (forse anche ambientali) sono andate avanti per oltre due anni senza alcuna ipotesi di reato nei suoi confronti. In ogni caso dalla lettura di quanto a nostra disposizione, pur decontestualizzato, e non è fatto marginale, si capisce chiaramente che gli esponenti della società erano emotivamente preoccupati per la questione sicurezza allo Stadium. Il fatto che Andrea Agnelli si interessi della cosa e deleghi il suo amico/security manager D’Angelo a mio parere non solo è sacrosanto, ma rientra pienamente nelle sue competenze. Significativo (e scagionante) il passaggio in cui si parla di “agguati da evitare” riferito alla cautela adottata per non incontrare queste persone, peraltro all’epoca dei fatti incensurate.

 

8) Si aspetta adesso la desecretazione degli atti di Pecoraro, per verificare l’attendibilità di alcune sue dichiarazioni in merito a colloqui ed intercettazioni non presenti tra le carte a disposizione di Chiappero. Nella serata del 23/3 il Sen. Esposito (PD), Commissione Antimafia, ha dichiarato a Top Calcio: “Non esiste alcuna prova, in alcuna intercettazione, che Agnelli abbia incontrato Dominello da solo”. “Se Pecoraro non da prova dell’intercettazione ha mentito alla Commissione”. Sempre Esposito dice di essere abbastanza certo, anche se cautamente, che l’intercettazione non esista (riascoltalo qui). Se quello che dichiara Esposito dovesse rivelarsi corretto potrebbero esserci gli estremi per invalidare il deferimento.

 

9) In definitiva è la solita secchiata di merda. Dopo Calciopoli ci avevano provato dapprima con la bufala dell’acciaio dello stadio, poi con Scommessopoli e con Conte, e adesso ci riprovano. L’obiettivo è chiaro: invalidare la reputazione della società, già ferita nel 2006 e faticosamente ricostruita con sacrifici sportivi ed economici. Qualcuno evidentemente spera che questo chiacchiericcio possa produrre cali di concentrazione sulle prestazioni sportive in vista dell’ultima parte della stagione e, come corollario non secondario, un indebolimento dell’appeal commerciale verso gli sponsor.

 

10) Al momento non c’è alcuna ipotesi di penalizzazione sportiva, come ho letto in giro e qualcuno vorrebbe far credere. Per quello che si sa, ad oggi, questa montagna (di merda) potrebbe partorire come unica sanzione il topolino di una bella multa, o al massimo una inibizione per alcuni dei tesserati coinvolti. La migliore risposta da parte della squadra, come sempre, potrebbe essere quella sul campo.  Noi tifosi possiamo invece sostenere pacificamente sui social l’appello alla desecretazione completa degli atti. Affinché si faccia finalmente chiarezza. #Desecretiamolo

 

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