Derby, VAR e altre idiozie cancellate in un weekend

di Massimo Zampini |

 

E’ un campionato devastante per una lunga serie di luoghi comuni sulla Juve, sugli arbitri, sulle rivali, che magari raccoglieremo a fine campionato.

Tuttavia, raramente in un solo (lungo) weekend sono state cancellate in modo così plateale tante fesserie.

Per obblighi di sinteticità, eccone 5:

 

1) “Io mi vergognerei per come avete trattato Del Piero”

Tra le mille ipocrisie con cui ci tocca avere a che fare, da anni imperversa l’ostentata amarezza sul finale bianconero di Del Piero: “io mi vergognerei, a trattare così una bandiera come lui”. Lui, che fino ad alcuni anni prima per gli stessi era “dopato”, “finito”, “sopravvalutato”, con noi a difenderlo strenuamente da ogni accusa.

Adesso non più: povero Alex, come fate a trattare così uno come lui? Trattare così, in breve, voleva dire: chiudere vincendo lo scudetto, ancora da protagonista, nella giornata più meravigliosa di sempre, con un gol e uno stadio intero in piedi per mezz’ora di fila, con alternanza di lacrime, gioia, tristezza, felicità, gratitudine, commozione, entusiasmo. Nello stesso giorno, la festa per l’addio del nostro numero 10 e per il ritorno allo scudetto della squadra uccisa solo 6 anni prima. Nei nostri occhi, l’ultimo Del Piero rimarrà quello che entra e risolve contro l’Inter, contro la Lazio, perfino all’ultima contro l’Atalanta, proprio quel giorno. A quasi 38 anni, quando il meglio stava inevitabilmente tramontando

Nel derby di Roma, e in tante altre partite di questo finale di campionato, vedi Totti. La vera bandiera, giallorosso dalla nascita, record di gol, presenze, tutto, con quella maglia. Lo vedi immalinconito, entrare appesantito a pochi minuti dalla fine di partite già decise, dare un paio di spinte ai rivali, scambiare la maglia con qualcuno di loro, non incidere più da tempo, in una squadra spenta. L’ultimo derby di Totti è stato verosimilmente questo.

Che dite, volete parlare ancora del meraviglioso finale di Del Piero?

 

2) “Voglio proprio vedervi quando arriva la VAR!”

 Non fate cose affrettate! Pen-sa-te-ci be-ne!

Non come per Calciopoli, quando eravate convinti che eliminando in fretta e furia quella dirigenza (e mezza squadra) noi non avremmo più vinto, che lo scudetto lo avrebbe conquistato ogni anno una squadra diversa (“finalmente potrà vincere chiunque!”), e invece da 5 anni e mezzo state lì a guardarci, più frustrati che mai (con la Triade non avevamo mai vinto più di due scudetti consecutivi, vedi a fare le cose di fretta?).

Guardate bene gli arbitraggi di ogni domenica. Riguardateli.

Ora pensateci bene e non fate cose affrettate: rinviate la VAR a data da destinarsi, fidatevi di me.

 

3) “Tanto gli errori ai vostri danni arrivano solo a partita già decisa o a campionato finito”

Altro classico: per carità, raramente qualche errore contro di voi può pure capitare, ma stranamente (avverbio chiave di ogni insinuazione) arrivano sempre a partita già decisa o a campionato finito. Invece, a quanto pare, il gol annullato a Pjanic a Milano era sullo 0-0, campionato ancora tutto da giocare, match tra prima e seconda squadra in classifica in quel momento.

L’incredibile rigore negato da Guida venerdì giunge sull’1-1 di una trasferta importantissima, che avrebbe potuto permettere alla Juve di risparmiare forze ed energie nel derby e a Roma, in mezzo alle due semifinali di Champions. Il pari di Bergamo avrebbe potuto portare la Roma a sei punti di distacco, prima di derby e dello scontro diretto in casa loro.

Ovviamente, se fosse capitato a parti invertite, sarebbe stato l’ennesima prova di un complotto millenario in favore della Juve. E sui giornali, sui siti, nei bar non si starebbe parlando di altro da 3 giorni (e per i prossimi anni).

 

4) “Facile fare i signori al posto vostro: vorrei vedere se succedesse a voi”

Dimostrato che a noi è accaduto, solo in questa stagione, più di una volta (ci sarebbero da aggiungere Genova, Firenze, ecc), è il momento di capire come reagiamo quando succede a noi.

Allegri al termine di Milan-Juve (passata dallo 0-1 realizzato regolarmente all’1-0 finale), dopo l’analisi della partita (“Devo fare i complimenti alla squadra perché ha fatto una buona partita contro un Milan ordinato che ha fatto il massimo di quello che poteva fare”) e dell’episodio (“non tocca a me dire se c’è stato l’errore; se c’è stato, ha sbagliato Massa: gli addizionali non sbandierano il fuorigioco”), la chiude così: “in ogni caso questo risultato non cambierà il nostro cammino”.

Dopo Fiorentina-Juve, persa meritatamente ma con rigore negato a Pjaca per mani di Rodriguez, il Corriere dello Sport ci racconta la reazione di Allegri quando gli chiedono dell’episodio: “E quando gli mostrano le immagini del possibile rigore per il fallo di mano di Gonzalo Rodriguez sul tiro di Pjaca, l’allenatore evita di dire cosa pensa chiaramente e aggira la domanda con una battuta: “Pjaca poteva passare meglio la palla…”.

Polemica chiusa lì, zero alibi, zero polemiche, zero delegittimazione della vittoria altrui.

Venerdì sera, al termine di Atalanta-Juve, partita che rischia di riaprire il campionato (il derby di Roma era ancora da giocare), Max commenta così l’ingiustizia subita: “dell’episodio del rigore che non ci hanno concesso non parlo perché per come è andata non è stato influente: eravamo in vantaggio a un minuto e mezzo dalla fine, sarebbe bastato conservarlo”.

In tutti e tre i casi, dal giorno successivo l’argomento è accantonato per tutti: società, allenatore, giocatori.

Se eravate curiosi, ora non lo sarete più: ecco come reagiremmo, se solo per una volta accadesse a noi.

 

5) “Io mi vergognerei a esultare, se capitasse a me”

A proposito di ipocrisia. Quante volte li avete sentiti, lividi per le continue sconfitte, cercare di delegittimare i nostri successi e denigrare la nostra gioia affermando: “se un episodio così capitasse a me, io mi vergognerei a esultare”. Che sia una monumentale falsità è ovvio, e non serviva questo weekend.

Ma direi che quanto accaduto domenica (in campo, in cronaca, sugli spalti, ovunque), all’esito del più incredibile arbitraggio dell’anno, chiude definitivamente la discussione.

 

(dal minuto 2.00 in poi)