Il derby della Mole visto da un “apolide”

di Giuseppe Gariffo |

Vivendo a milleseicento chilometri di distanza dovrebbe essere una partita come tutte le altre. Anche i miei amici “infedeli”, quando mi vedono infervorato per il derby, mi prendono un po’ in giro: “e c’hai ragione c’hai… il derby di Torino, partita molto sentita a Palermo”, e giù le risate. Eppure anche a queste latitudini, pur non nutrendo particolari antipatie per la squadra granata 363 giorni all’anno, questa sfida non è come tutte le altre. Ed esiti larghi come quello di ieri sera, e come spesso ce ne sono stati, destano un certo godimento.

Perché mai? Perché Juve-Toro è il paradigma del luogo comune antijuventino. I giorni che lo precedono sono un profluvio delle frasi fatte e delle post-verità di cui si nutre l’Italia abituata a dover dare una giustificazione alle sue sconfitte e alle vittorie altrui.

Al netto di una storia gloriosa, alla quale portiamo ossequioso rispetto (e ci mancherebbe), tifosi e tesserati granata, con lessico abbastanza simile, “vestono” la vigilia del match di una retorica ridondante, autoattribuendosi le virtù ed ammiccando ai vizi dei cugini.

Non mi dilungo su POPOLO E PADRONI, concetto già abbondantemente smontato qui dall’ottima Giada, ma elenco altri quattro clichè, puntualmente smentiti dal campo nei derby di Torino:

– IL CUORE GRANATA, recentemente soprannominato “tremendismo“, che si contrapporrebbe alla classe da salotto bianconera. Peccato che la storia racconti che tra i giocatori più amati, nella storia bianconera, ci siano calciatori come Furino, Benetti, Gentile, passando per Conte, Montero, Davids, Nedved, fino ai più recenti Chiellini, Vidal, Tevez, Mandzukic. Gente che, sul “tremendismo“, potrebbe tenere corsi. A meno che per “cuore” non si intenda qualcosa che si accende quando la ragione si spegne, magari facendoti entrare a metà campo in modo scriteriato e lasciare la tua squadra in dieci. In quel caso dovremmo dargli ragione, Glik (o Baselli…) docet.

– LA SUDDITANZA PSICOLOGICA DEGLI ARBITRI. Memorabile la conferenza stampa precedente il derby di andata 2016-17, quando Mihajlovic si fece accompagnare da un magazziniere storico e un capotifoso davanti ai giornalisti. Uno dei due –  sinceramente non ricordo chi vista la somiglianza delle “argomentazioni” – esordì con un simpaticissimo “la Juve domani schiera il tridente: Rizzoli, …” prontamente ripreso e stoppato dall’imbarazzato tecnico serbo. Quello che poi avviene nel derby, in realtà, è la trasformazione mediatica di decisioni arbitrali o normali episodi di campo in furti con scasso, simbolici del potere arrogante del padrone bianconero. Ricordo ancora con il sorriso le proteste vibranti di Ventura per il rosso più netto della storia del calcio (2012-13, Glik su Giaccherini). Non meno leggendarie le proteste per un presunto rigore non fischiato su Meggiorini, che però era in netto fuorigioco, nel 2013-14 (sempre l’attuale ct azzurro, da strabuzzare gli occhi: “eh ma cosa c’entra? se non fischi il fuorigioco lì devi dare rigore!“), nella stessa partita in cui Immobile entra in modo scriteriato su Tevez e viene graziato dall’arbitro. Letteratura più recente, ma non meno iconica, sono la “testata” dell’ora redento Bonucci e il rosso di Acquah con Mihajlovic che la prese con filosofia.

– I VERI TORINESI TIFANO TUTTI TORO, gli juventini sono tutti meridionali. Premesso che l’asserzione non mi darebbe neanche fastidio, viste le mie origini, ho dovuto disabituarmi a dare per buono quest’assioma. Da quando frequento lo Stadium, giro la città, frequento forum e gruppi social di juventini, ho scoperto che tantissimi torinesi sono gobbi nel midollo. Non so se la percentuale, in città, arrivi al 50/50, ma di certo non ci si allontana molto. Probabilmente le ultime generazioni hanno appiattito le differenze, o forse anche questa era una post-verità.

– LE PARTITE DURANO NOVANTA MINUTI. Questo è un luogo comune che non riguarda in particolare Juvetoro, ma il calcio in genere. Diciamo però che chiunque lo abbia usato per il derby della Mole, sulla sponda granata, sarebbe stato spesso smentito. Firmato David Trezeguet, Andrea Pirlo, Juan Cuadrado, Gonzalo Higuain