Il derby della Mole e il 4 Maggio: un’occasione da non perdere

di Nevio Capella |

Ci sono alcune partite che si presentano in automatico con un ingente carico di motivazioni e storia, ma se a questo si aggiunge la perfidia del calendario, trasformare l’attesa in polemica diventa quasi consequenziale.
Parliamo del Derby della Mole che, per l’appunto, con la complicità del sorteggio è stato collocato nel girone di ritorno a cavallo del weekend che va dal 4 al 5 maggio, due date alle quali per motivi storici e diametralmente opposti, entrambe le tifoserie torinesi sono molto legate: i granata al giorno 4 che è universalmente ricordato come quello della tragedia di Superga del 1949 che cancellò una delle più forti squadre di sempre, i bianconeri a quello successivo che invece nel 2002 sancì la vittoria sul filo di lana di uno degli scudetti più belli della collezione.

In questi giorni il motivo del contendere è diventato proprio quella triste ricorrenza che quest’anno compie cifra tonda, 70 anni, e che da qualche stagione vede la società granata molto più attiva nella commemorazione e, per questo motivo, sempre attenta a sorvegliare affinché in quel giorno il Torino non debba scendere in campo per alcun tipo di partita.
Ebbene, la comunicazione della Lega calcio in merito agli anticipi e i posticipi che comprendono anche la giornata del derby ha suscitato molte polemiche perché la sfida è stata collocata proprio il 4 maggio alle ore 15, per motivi legati agli eventuali impegni europei della Juventus che, se dovesse superare i quarti di finale di Champions League eliminando l’Ajax, si troverebbe a disputare le due semifinali europee nel giro di una settimana e a cavallo del weekend incriminato.
Così, il governo calcistico, non avendo né la sfera di cristallo per prevedere il futuro né una comunicazione della Uefa in merito alle date precise dei match (nonostante quest’anno sia stato introdotto il sorteggio dei quarti e degli incroci delle semifinali), ha scelto in maniera abbastanza saggia la giornata di sabato.

Per il Torino questa scelta non va bene perché ostacolerebbe il programma della giornata commemorativa andando in sostanza a rovinarla, e così è stato chiesto ufficialmente di spostare la partita, nonostante sia evidente che trovare un buco disponibile in questo che è periodo più fitto di impegni della stagione (oltre che quello terminale) risulta assai complicato.
Al momento la Lega ha espresso piena disponibilità a fare il possibile per trovare una data alternativa, ma siccome il nostro paese non è mai parco di esagerazioni e deviazioni sul tema, la spinosa questione è finita addirittura in Parlamento con una missiva che è stata inviata al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega allo Sport a firma di un gruppo di deputati appartenenti a vari schieramenti politici che, nel chiedere lo spostamento del match, annunciano anche l’imminente costituzione di un “Toro Club Montecitorio”, come si può leggere qui.

Ora, al netto dell’intoccabile sacralità della ricorrenza e del diritto di commemorarla a proprio piacimento, è impossibile non fare qualche riflessione oggettiva in merito, in primis quella legata ai sette decenni trascorsi dalla sciagura durante i quali è successo più volte che i granata siano scesi in campo il 4 Maggio, precisamente sette occasioni di cui l’ultima appena cinque anni fa, nel 2014, a Verona contro il Chievo.

Inoltre, questa casualità del derby potrebbe essere presa come un’ottima occasione per celebrare e onorare al meglio il Grande Torino con la partita che ne ha maggiormente esaltato le gesta, essendo stato il ventennio 1930-50 a quasi completo appannaggio dei due club torinesi, per non parlare dell’assist che potrebbe essere colto per stemperare finalmente gli animi e spegnere il lato bestiale e malato del tifo calcistico che in diverse occasioni ha visto diventare i caduti di Superga oggetto di vilipendio e infamante offesa, tanto quanto gli angeli dell’Heysel dall’altro lato.
Da questo punto di vista, sarebbe bellissimo che l’intera città di Torino, rappresentata dalle due squadre di calcio in contemporanea sullo stesso campo, rendesse un omaggio unanime, ma anche un segnale forte in un periodo in cui si sta provando in tutti i modi a combattere gli aspetti primordiali e incivili legati al mondo del calcio.

Questo spunto ovviamente è del tutto scevro di qualsiasi ragionamento utilitaristico da cui la Juventus possa trarre vantaggio e anzi, proprio a ridosso dell’eventuale semifinale, potrebbe rivelarsi più conveniente saltare il turno di campionato per risparmiare energie fisiche e mentali.
Allo stesso modo sono sicuro di poter catalogare come semplice ironia le considerazioni fatte da qualcuno in ambiente juventino in merito a quello che sarebbe il reale intento dell’ambiente granata di non macchiare quella giornata con un possibile festeggiamento dello scudetto bianconero, considerata anche l’oggettiva possibilità che ha la Juve di chiudere matematicamente il discorso assai prima della stracittadina.
Stessa risata che possiamo farci con leggerezza al pensiero che i tifosi del Toro abbiano individuato in un robusto tifo per l’Ajax la chiave per arrivare al loro obiettivo più facilmente.

L’invito e la speranza, insomma, sono quelli di trasformare l’ennesimo spunto preso per fare polemiche di vario genere, in un’occasione da cogliere per vivere finalmente una bella giornata di sport.