Memphis Depay nella Juve di Allegri

di Alex Campanelli |

depay

Tra gli attaccanti accostati alla Juventus, nelle ultime ore è tornato prepotentemente di moda il nome di Memphis Depay: l’olandese in forza al Lione era già stato contattato dalla Juve a dicembre, quando la situazione contrattuale di Paulo Dybala sembrava irrisolvibile e la dirigenza bianconera si era conseguentemente mossa per cercare un sostituto. Ora la società sta valutando Depay anche come profilo da affiancare alle punte già in rosa, per completare il reparto avanzato; che possa essere lui il centravanti richiesto da Massimiliano Allegri?

Partiamo proprio dall’ultimo assunto: Memphis (non leggerete mai Depay su una sua maglia, cognome del padre che l’ha abbandonato dopo il divorzio) è un attaccante puro, non più l’ala ammirata all’inizio della carriera nel PSV e nell’Olanda e arenatasi allo United. Pur avendo saltuariamente giostrato da trequartista del 4-2-3-1 o nella vecchia posizione di esterno sinistro, dal 2018 il capitano del Lione si è spostato al centro dell’attacco, e in tale posizione si è imposto come uno dei migliori giocatori della Ligue 1. Anche in nazionale è stato impiegato al centro del tridente, anche se recentemente de Boer gli ha affiancato, con ottimi risultati, un 9 più classico, come Luuk de Jong o Wout Weghorst, che da una parte hanno giovato dei suggerimenti di Depay e dall’altra sono stati importanti nell’aprirgli spazi nei quali inserirsi e andare a rete.

Per il modo in cui Depay attacca la porta e va in gol, può essere visto come una pregevole via di mezzo tra Higuain e Dybala: del centravanti ora in MLS l’olandese ha la freddezza dentro l’area, l’opportunismo e soprattutto la precisione nella conclusione di prima, preferibilmente di piatto destro, dell’attuale 10 della Juve Memphis ha l’abilità nei calci piazzati e la capacità di infilarsi tra le maglie della difesa avversaria in progressione e creare scompiglio.

Se osservate in fila i primi 10-15 gol di Depay col Lione, vi sembrerà davvero di rivedere Higuain, mentre più avanti nel video l’olandese mette in mostra anche colpi da solista degni del miglior Dybala.

Reduce dalla miglior stagione della sua carriera, oltre ai 20 gol in 37 partite in campionato Depay porta in dote ben 12 assist, che ne fanno il miglior rifinitore della Ligue 1 2020/21, davanti a specialisti del settore come Payet e Di Maria. L’ex PSV e United non è un costruttore basso come Dybala, non ama arretrare e far partire l’azione, ma il suo passato da ala riemerge di colpo quando si trova a servire i compagni con deliziosi cross a rientrare dalla trequarti laterale. Il nazionale oranje è inoltre un contropiedista micidiale che si esalta negli spazi aperti, bravissimo a fare il vuoto e scaricare sul compagno che accorre, in maniera simile a Morata ma con più lucidità.

Sono numeri da giocatore di primissimo livello, ma anche da leader tecnico, emotivo e spirituale della propria squadra, che calpesta le zone del campo che preferisce e si prende le responsabilità di pressoché ogni calcio piazzato; come si integrerebbe con gli attaccanti attualmente in forza alla Juve, e in generale in una squadra che non ruota intorno a lui?

heatmap depay

Heatmap stagionali di Depay, Dybala, Cristiano Ronaldo e Morata in Ligue 1 e Serie A (Sofascore)

La heatmap di Depay è incredibilmente simile a quella di Alvaro Morata, con una spruzzata di Cristiano per quanto riguarda l’occupazione dell’out di sinistra, una zona di campo che sembra attrarre naturalmente Memphis come fosse un richiamo primordiale (in maniera peraltro simile a quanto accade al portoghese), anche se è davvero possibile trovarlo in ogni zona del fronte offensivo. Data per scontata la complementarietà con Dybala, sarebbe interessante verificarne una possibile coesistenza con Ronaldo; il movimento a uscire e rientrare ha fatto le fortune del 7 in molte fasi della sua carriera, analogamente l’olandese preferisce palesarsi in zona gol partendo dalla fascia o dalle retrovie.

Un allenatore che riuscisse a sincronizzarne i movimenti e a trasformare la loro imprevedibilità in un caos organizzato, costruirebbe un tandem d’attacco difficilmente arginabile, che lascerebbe inoltre spazio alla partecipazione di un esterno di destra come Chiesa. Difficile, per quanto suggestivo, immaginare un tridente puro Cristiano-Depay-Dybala, o addirittura un diamante con Chiesa a destra nel 4-2-3-1: servirebbe un supporto che l’attuale centrocampo non può dare, più facile immaginare una naturale alternanza tra i tre, vista e considerata l’età del lusitano, alternanza che però lascerebbe solamente le briciole a Morata.

Le caratteristiche di Depay si scontrano però con ciò che sta cercando Allegri per la sua Juve: un attaccante d’area che disponga di forza fisica e abilità nel gioco aereo, uno che tenga impegnati i difensori con la sua presenza in area, un giocatore abile a giocare spalle alla porta e nelle palle alte, in pratica tutto il contrario della punta del Lione.

Depay centravanti avrebbe avuto molto senso nel calcio di Sarri, come una versione 2.0 di Mertens, con Allegri invece il suo arrivo non completerebbe il reparto avanzato, e anzi potrebbe rappresentare un segnale di eventuale cessione di uno tra Cristiano Ronaldo e Dybala, due giocatori ad oggi superiori a Depay, che mette in mostra numeri da fenomeno da diversi anni ma in un contesto ben diverso dalla Juventus.

Memphis Depay è un calciatore di alto livello e sarebbe un grandissimo acquisto, ma serve un notevole sforzo di fantasia per immaginarlo come l’attaccante ideale per la Juventus di Allegri, a meno di clamorose quanto auspicabili rivoluzioni rispetto all’ultima proposta di gioco offerta dal tecnico in bianconero.