Merih Demiral, un calcio al passato, un abbraccio al futuro

di Michael Crisci |

Sono tante, sicuramente troppe, le cose che in questo mondo ha cambiato il Covid19, e molto spesso in maniera negativa. In alcuni sparuti casi, però, è stato in grado di restituire alcune cose che sembravano perse irrimediabilmente. E’ il caso di Merih Demiral, che nella sera del 20 gennaio 2020, la sera del suo primo gol con la maglia della Juventus, vedeva svanire l’annata, assieme al suo collega Nicolò Zaniolo, e la possibilità di partecipare all’europeo 2020, in cui la sua Turchia, e l’Italia del numero 22 giallorosso, avrebbero dovuto esordire il 12 di giugno, proprio in quello stadio. Sarebbe dovuta essere la gara iniziale dell’europeo. Lo sarà, ma nel 2021, e questo significa che il numero 28 ex Sassuolo potrà realizzare il sogno di parteciparvi

Per quanto riguarda, invece, la stagione 19/20, il tutto è ancora in bilico; FIFA, UEFA e ECA stanno lavorando affinchè tutti i tornei, e le coppe europee, abbiano una fine quantomeno regolare. E questo significa anche aspettare e giocare oltre i canonici tempi. Se i campioni, e le coppe, dovessero dunque terminare a cavallo tra l’estate e l’autunno, Demiral potrà avere la possibilità di dire la sua e di tornare a disposizione di Maurizio Sarri per il finale di stagione. Al momento dell’infortunio, Merih era in completa crescita esponenziale. Dopo mesi di panchina, complice anche qualche problema fisico di de Ligt, si stava ritagliando sempre più un posto in questa Juventus. Il suo stile di gioco aveva impressionato talmente tanto Sarri, che nella supercoppa, giocata e persa in Arabia contro la Lazio lo scorso dicembre, lo stesso toscano aveva preferito il turco all’olandese. Alla stregua di una scelta tecnica. Gli infortuni ai crociati, si sa, possono portare spesso strascichi e incognite, e l’eventuale anomalo finale di stagione, potrebbe essere utile per una valutazione sul suo completo recupero

Demiral, oltre a essere un difensore valido e con ampi margini di miglioramento, è anche uno dei pochi giovanissimi della rosa bianconera. Lui, come de Ligt, Bentancur, Dybala, sono indicati come gli uomini del futuro nelle stanze della Continassa. La Juve aveva già bisogno di un pesante ringiovanimento prima dell’emergenza, adesso, quando il virus si attenuerà, e potrà tornare il mercato (ancora è tutto molto nebuloso da quel punto di vista), svecchiare e liberarsi di calciatori, spesso ultra trentenni, con ingaggi alti, sarà un dovere, per dare respiro al bilancio.

Esiste, comunque, una remotissima possibilità che vede Demiral come potenziale cedibile (ammesso che esisterà ancora davvero tale status in giro per il mondo), ovvero qualora la Juventus non dovesse riuscire a realizzare cessioni renumerative buone anche per realizzare corpose plusvalenze, e dovesse al contempo ricevere un’importantissima offerta per il giovane difensore (il reparto difensivo conta 5 elementi, e Rugani non ha mercato, Dybala è prossimo al rinnovo, de Ligt non garantirebbe una plusvalenza rilevante, e su Bentancur c’è ancora un 50% dovuto al Boca in caso di cessione). Demiral ha un buon mercato all’estero, piace al Leicester, dove gioca titolare il suo compagno di nazionale Soyunku, e al Manchester United, come piace anche in Spagna all’Atletico Madrid (squadra che calzerebbe a pennello per le sue caratteristiche arcigne)

Le avvisaglie per un suo futuro lontano dalla Juve sono, comunque, davvero minime, e adesso si attende solo il suo ritorno in campo, in questo anomalo finale di stagione. Il momento giusto per riprendersi quello che il destino gli aveva sottratto, ma che questo subdolo e invisibile virus gli ha restituito. Un calcio al passato, un abbraccio al futuro.


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