Il sistema delle deleghe nella prima sconfitta stagionale della Juve

di VittoAv |

Alla conferenza stampa di addio di Allegri, nostro presidente chiarì che il nuovo modello manageriale della Juve si basa su un sistema di deleghe, che attribuisce in particolare a Paratici, coadiuvato dal VP Nedved, la responsabilità dell’area sportiva: ciò include, naturalmente, la scelta del tecnico, nonché l’attività di calciomercato e di definizione dei salari dei calciatori tesserati. Per l’effetto, se va bene, è merito loro e, in caso contrario, è colpa loro.

Come qualcuno mi ha fatto notare più volte: Khedira + Ramsey + Rabiot = €20m netti all’anno (praticamente, l’equivalente della somma dei salari di Pogba e Ceballos). Si tratta di tre giocatori che, per ragioni che vanno dal logorio fisico agli infortuni o a probabili limiti caratteriali, rappresentano il mercato in permanenza o in entrata per il centrocampo. Ora, è chiaro che un centrocampo forte sostiene la difesa e l’attacco e, quindi, non c’è da stupirsi se prendiamo più gol e ne facciamo di meno; specie se a ciò si aggiunge il contestuale ingombro dell’impresentabile Bernardeschi, l’involuzione del reietto e occasionale Emre Can, la ruvidezza del volenteroso Matuidi, l’incostanza del redivivo Pjanic. Risulta chiaro perché Sarri imprudentemente individui nell’ex panchinaro Bentancur un elemento indispensabile della rosa.

Ben lungi dallo stracciarmi le vesti alla prima sconfitta stagionale e di campionato, che pure aveva avuto nelle ultime gare evidenti campanelli d’allarme ed è anche stata accompagnata da singolari episodi, mi limito a osservare come l’inadeguatezza degli uomini scelti da Paratici stia emergendo, anche complici i ripetuti e frequenti infortuni, che consegneranno alla prossima gara una verosimile mediana “da incubo” composta da Matuidi Can Rabiot, senza ricambi, men che meno adeguati, in panchina. Certamente, si può individuare anche in Sarri un correo per determinate scelte tecniche ostinate (Bernardeschi, la marcatura a zona o i cambi effettuati ieri), ma io credo che nemmeno Klopp riuscirebbe nell’impresa di far giocare diversamente questa categoria di calciatori che, come detto, per varie ragioni, possono offrire sprazzi o, se va bene, brevi periodi alternati di buon rendimento. Alla Juve servirebbe altro.

Paradossalmente, e lo valuto sia per le prestazioni sia per i risultati, sembra che questa rosa sia più adatta alla UCL che a questo campionato dove, oltre a essersi innalzato il tasso tecnico complessivo e particolare, si affrontano avversari molto più determinati e attrezzati rispetto al passato e a cui noi opponiamo una pigra resilienza. L’unico elemento che mi auguro non sussista sia una carenza di leadership del tecnico (che ieri l’irrispettosa risposta di Bonucci al richiamo del tecnico potrebbe aver rivelato, anche se il viterbese non è nuovo agli sgabelli in tribuna per gli stessi motivi), perché ciò complicherebbe in modo irreversibile le prossime evoluzioni sportive. Suppongo che, da juventini che ancora hanno negli occhi mirabili e insperabili rimonte nel passato, si abbia il dovere di essere ottimisti. Magari nel mercato di gennaio.