Dejan Kulusevski riparte dalla sua Parma

di Massimiliano Cassano |

“In questa Juventus è facile giocare, c’è un sistema nuovo, ma voglio integrarmi per aiutare la squadra”, dice Dejan Kulusevski a margine di Parma-Juventus, forse una delle migliori partite da lui giocate da quando è arrivato a Torino. Per sua stessa ammissione non ha una posizione preferita: “Mi piacerebbe giocare liberamente in campo”, ammette. Vero, difficile disciplinare tatticamente giocatori talentuosi come lui. Ma forse una posizione in cui preferisce stare c’è, se intesa in senso lato: Parma.

Dopo aver sbloccato il match con i ducali non ha esultato, perché è al Parma che è esploso, ed è proprio il Tardini lo stadio in cui ha iniziato a far vedere all’Italia intera, e alla Juventus in particolare, di meritare un’occasione ad alti livelli. Kulusevski torna nell’undici titolare di Andrea Pirlo e rinasce con un’ottima prestazione proprio dove ha imparato a brillare, come se ci fosse un feeling con quel prato, come se sotto sotto fosse già tutto scritto. Un tiro un gol, segnato proprio come ha fatto gli altri due in maglia bianconera (orange per l’occasione): di sinistro, piano, preciso, accanto al palo.

Non ha bisogno di calciare forte se lo fa con questa freddezza, come contro il Verona in un momento di difficoltà, come al suo esordio contro la Samp. Ma anche quattro contrasti vinti, segno di un’aggressività che – se a chiederla è il mister – poco importa se ti chiami Kulusevski e fai il fantasista: ti sacrifichi, mangi campo e recuperi, come tutti gli altri lì in mediana. Il Dejan bianconero di Parma ricorda quello crociato, volitivo ma soprattutto creativo, cosa che riesce ad essere soltanto quando gioca spensierato. Troppi pensieri per la testa negli ultimi giorni, complici un paio di prestazioni un po’ spente e il minutaggio che faticava a salire.

Kulusevski titolare inatteso sblocca una partita ma soprattutto se stesso, giusto in tempo non tanto per la sosta, quanto più per il filotto di partite che la Juventus ha in programma a gennaio, con la doppia visita a Milano e una Supercoppa da portare a casa. E lo fa in un Tardini che nei suoi ricordi evoca uno scudetto primavera vinto proprio su quell’erba e una stagione con 5 gol e 5 assist davanti al suo pubblico. “Amo questo stadio”, ci tiene a far sapere a fine gara. E potrebbe farlo amare anche a noi, se da questo gol segnato da ex dovesse ripartire un Dejan più sereno e convinto dei suoi mezzi, più in fiducia, insomma, il solito vecchio Kulusevski di Parma.


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