Caso ultras-bagarini: cosa rischiano Agnelli la Juve

di Fabio Giambò |

Dopo il sorteggio di Champions League che ha messo il Barcellona sul cammino europeo della Juventus, e subito prima del match di oggi pomeriggio in campionato contro la Sampdoria, l’attenzione del popolo bianconero è focalizzata sul deferimento di Andrea Agnelli e della Juventus, oltre a quelli di Calvo, D’Angelo e Merulla, relativamente al caso biglietti di cui vi abbiamo già parlato nelle scorse settimane.

Rispetto al passaggio precedente, quando nella nostra analisi ragionavamo per ipotesi non essendoci ancora nulla di concreto su cui ragionare, ci sono adesso i chiari riferimenti ai presunti illeciti commessi dalla dirigenza juventina, ed allora proviamo – senza entrare nel merito della vicenda: ci sarà nel caso tempo e modo, per ora interessa maggiormente i possibili sviluppi – a capire quali potrebbero essere i futuri scenari proiettandoci già alla fine del processo.

Partiamo, però, da un passaggio fondamentale che già dovrebbe essere utile per tranquillizzare tutti: a prescindere dalle idee soggettive che si possano avere su Calciopoli, questa situazione non ha nulla a che vedere con quella di oltre dieci anni fa almeno per ciò che concerne gli equilibri interni della società. Chiarissime a riguardo sia le parole di Andrea Agnelli in conferenza che quelle di John Elkann nel comunicato pubblicato sul sito ufficiale.

Andiamo ora al punto della vicenda:

Andrea Agnelli, presidente della Juve, riceve deferimento per ipotetiche violazioni dell’art.1bis, comma 1 e dell’art.12, commi 1, 2, 3 e 9 del Codice di Giustizia Sportiva;

la Juventus F.C. riceve deferimento per ipotetiche violazioni dell’art.4, comma 2 e dell’art.12 commi 1, 2 e 3 del CGS. Inoltre “erediterebbe” dall’eventuale illecito comportamento del presidente anche l’art.1bis, comma 1 per responsabilità diretta.

COSA RISCHIA ANDREA AGNELLI?

La violazione dell’art.1bis, comma 1 comporta per dirigenti, soci e tesserati della società una pena stabilita dall’art.19 comma 1 (da a ad h) che, in base alla gravità riconosciuta, spazia dalla semplice ammonizione sino all’inibizione a svolgere attività in seno alla Figc, alla Uefa e alla Fifa, passando da ammende e squalifica a tempo determinato.

La violazione dell’art.12, commi 1, 2, 3 e 9 comporta per dirigenti, soci e tesserati della società pene stabilite nello stesso ordine di cui sopra.

COSA RISCHIA LA JUVE?

Il riferimento all’art.4, comma 2 stabilisce il tipo di responsabilità della società: in questo caso specifico la Juve risulterebbe responsabile diretta per quanto riguarda l’operato del presidente, sarebbe invece responsabilità oggettiva per le altre posizioni.

La violazione dell’art.12, commi 1, 2, 3 e 9 comporta per le società ammenda e, in base alla gravità riconosciuta, eventualmente anche l’obbligo di disputare gare a porte chiuse o squalifica del campo a tempo determinato, come stabilito dall’art.18 (da d ad f) richiamato dall’art.12.

La violazione dell’art.1bis, comma 1 è il più “pericoloso” per il futuro della Juve: la riconosciuta violazione potrebbe portare pene stabilite dall’art.18, comma 1 (a, b, c e g) che vanno dall’ammenda sino ad arrivare punti di penalizzazione in classifica. Questo scenario appare comunque il meno probabile poiché l’art.1bis è una norma di “chiusura”, cioè un qualcosa che permetta di colmare eventuali vuoti normativi e che, quindi, prevede un ampio spettro di ipotesi sanzionatorie. Comunque è corretto non trascurare nessuna possibile conseguenza.

Il tutto fermo restando che un processo si può chiudere anche con l’assoluzione.

Per quanto riguarda i rischi corsi da Calvo, D’Angelo e Merulla, infine, vale quanto detto per Andrea Agnelli, al netto dell’art.12, comma 3 non contestato a Calvo e Merulla: non è stata analizzata l’eventuale conseguenza di queste posizioni relativamente alla Juventus perché già ragionando in termini di responsabilità diretta per la posizione di Andrea Agnelli, si è incluso lo spettro delle possibili pene più drastiche per la società.