Decreto crescita, il governo valida l’agevolazione fiscale per i neoassunti stranieri

di Juventibus |

Come riportato da alcuni quotidiani, è stato emanato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri il tanto atteso decreto attuativo che dovrebbe rendere valida a tutti gli effetti l’agevolazione fiscale contenuta nel Decreto Crescita (2019), ossia una sostanziosa detassazione degli stipendi erogati a favore di lavoratori “neo-assunti” (compresi i calciatori professionisti) provenienti dall’estero. Una misura che ha favorito l’ingresso nel nostro campionato di giocatori del calibro di de Ligt e Lukaku, per citarne un paio, ai quali è stato possibile garantire ingaggi netti ad un minor costo lordo per i club.

Tuttavia una recente presa di posizione dell’Agenzia delle Entrate, assunta tramite circolare del 28 dicembre scorso, aveva constatato l’assenza del Dpcm di attuazione previsto dallo stesso Decreto Crescita, disconoscendo di fatto i benefici fiscali in capo ai datori di lavoro (i club), i quali da un giorno all’altro si erano visti lievitare il costo del personale sui propri bilanci, oltre che costretti a rivedere i costi dei futuri acquisti di giocatori da campionati esteri.

La Juventus non era comunque impreparata a questa evenienza, avendo stanziato a bilancio un apposito fondo di circa 10 milioni, e dal punto di vista contabile avrebbe potuto fronteggiare la situazione abbastanza agevolmente. Ma il vero problema sarebbe stato quello della pianificazione delle future campagne acquisti, inclusa quella in corso. Come sarebbe possibile infatti agire nel calciomercato senza sapere effettivamente il peso dell’ingaggio di un nuovo giocatore su 4-5 bilanci a venire? E gli ingaggi già “agevolati” di Ramsey, Rabiot e De Ligt, riportati al costo ordinario, quanta “potenza di fuoco” sul mercato avrebbero potuto togliere al club torinese? Domande a cui un management serio non poteva rimanere indifferente e che forse hanno affossato definitivamente la possibilità di effettuare uno sforzo economico per un top player in questa sessione.

L’incertezza è il peggior nemico della programmazione. Il decreto governativo di ieri, in pratica l’ultimo atto (insieme al salva-Olimpiadi) del premier Conte prima dell’ascesa al Quirinale, dovrebbe avere spazzato via almeno quella sullo stipendio di de Ligt, Ramsey e Rabiot.

Per fortuna da oggi le società, Juventus in testa, possono tornare ad operare facendo affidamento su un importante strumento di competitività internazionale. Probabilmente l’unico che c’era, e che stava per essere assurdamente cancellato dallo stesso sistema che l’aveva meritoriamente ideato.


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