De Ligt parla con la Juve nella testa

di Juventibus |

Ogni tanto qualche media, soprattutto spagnolo, se ne esce riportando un fantomatico malessere di Matthijs de Ligt, che vorrebbe andare via dalla Juve per andare al Real o al Barcelona (non hanno ancora superato lo smacco subito la scorsa estate quando tutti davano per scontato che la coppia De Jong -de Ligt, che aveva fatto le fortune dell’Ajax, si sarebbe ricomposta in maglia blaugrana).

Matthijs  non ha mai espresso nessun tipo di malumore e, anzi, appena ne ha avuta l’occasione, ha sempre ribadito come la Juventus sia stata per lui la scelta ottimale, pensiero riproposto anche oggi durante l’intervista effettuata con il programma polacco Foot Truck che si è valso di un interprete speciale come Szczesny.

Durante l’intervista, Matthijs ha ribadito come Cristiano Ronaldo non sia stato decisivo per il suo approdo alla Juve (ricordiamo l’immagine di CR7 che parlava all’orecchio del difensore olandese dopo Olanda-Portogallo della Nations League) e che il club bianconero sia stata la scelta migliore per lui.

Ha raccontato l’emozione provata quando arrivò nello spogliatoio della Juventus per la prima volta, ritrovandosi con campioni come Buffon e lo stesso Cristiano e di come faticò all’inizio visto che, essendo arrivato per ultimo in ritiro/tour, fu messo subito alla prova facendolo giocare nella gara dell’International Champions Cup vs il Tottenham, andando in difficoltà atletica dopo 20 minuti.

Tra le dichiarazioni più importanti sicuramente c’è quella che riferisce su come sia stato accolto, con la società che gli aveva detto che era stato acquistato perché lo ritenevano maturo, capace di gestire la pressione e che da lui si aspettavano tanto, aspettative ampiamente confermate nonostante le iniziali, e normali, difficoltà.

A proposito di queste ultime, che molto hanno avuto a che fare con i falli di mano, de Ligt ha raccontato come i compagni, dopo il derby contro il Torino, deciso da un suo gol, e nel quale la palla aveva toccato il suo braccio destro (rigore giustamente non dato), gli avessero detto che era incredibile quanto gli stesse accadendo, come se avesse una calamita nel braccio che attraeva palloni.

Ed è qui che Matthijs rilascia, a conclusione dell’intervista, un’altra frase che va ad aggiungersi alle aspettative riposte in lui dalla Juve, dichiarando che quando commette un errore non è tipo da arrabbiarsi per i commenti che ne nascono ma, al contrario, ci ride sopra.

Ci ride sopra, lavora e migliora, come fa un giocatore di livello top, un calciatore e uomo maturo, attitudine che pochi eletti hanno, attitudine da Juve.


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