Capitan de Ligt? IT’S TIME

di Milena Trecarichi |

de ligt juve

La Juventus, probabilmente, cambierà pelle definitivamente. Ricambio generazionale che è in parte iniziato in estate, con gli innesti di Chiesa, Kulusevski, Mckennie, Arthur e che sarà ultimato nella prossima sessione di calciomercato, almeno così pare di capire. Non a caso, i vari rumors di mercato, parlano dell’interesse della Juventus per i vari Locatelli, Donnarumma e Aouar, per citarne alcuni.

Per poter parlare di ricambio generazionale, non basta soltanto acquistare e inserire in rosa calciatori giovani, ma occorre responsabilizzarli. La squadra ha un bisogno fisiologico di rinnovarsi non soltanto nella carta d’identità, ma soprattutto nello spirito.
È necessario individuare, forgiare, dare spazio a nuovi leader.

Ecco perché l’idea, tutta da verificare, di vedere Matthjis de Ligt come capitano, deve essere assolutamente perseguita. Se cambiamento deve essere, deve esserlo fino in fondo, con un passaggio di consegne che deve avvenire nei fatti. De Ligt non è soltanto il difensore più forte della Juve e uno dei migliori in Europa, ma ha anche la testa, lo stile, il carisma necessario per poter fare il capitano della Juve.

L’ambiente Juve ne ha bisogno, per ritrovare quel famoso entusiasmo annunciato a inizio stagione. La squadra ne ha bisogno, per relazionarsi, affrontare e approcciare una leadership e una mentalità diversa, al passo coi tempi. Nonostante in Eredivisie si ragioni in modo diverso, i giovani vengono lanciati e responsabilizzati da subito, non si diventa capitano dell’Ajax per caso. Potevano dare la fascia ai vari Tagliafico, Blind, ma non l’hanno fatto. Un discorso motivazionale come quello di de Ligt, durante la premiazione per il campionato vinto, non si vede tutti i giorni, soprattutto in un mondo in cui i giovani appena raggiungo lo status di predestinato, spesso mentalmente mollano la presa e si accontentano di vivacchiare.

De Ligt alla Juve è il calciatore più pagato della squadra dopo Cr7, ma non si è accontentato, è sempre stato il primo a mettersi in discussione, a capire dove e come poter migliorare ulteriormente e cosa non scontata, a metterci la faccia dopo la cocente eliminazione contro il Porto. La Juventus ha l’occasione di poter dimostrare concretamente di voler aprire un nuovo ciclo, in estate, quindi chi se ne frega se Matthjis in una scala gerarchica di presenze si trova ancora indietro, “l’anzianità di servizio” non può e non deve più essere l’unico criterio necessario per poter diventare capitano in una grande squadra.

I bianconeri, al momento, hanno tanti problemi e non sarà sicuramente cambiare il capitano a risolverli, ma di sicuro questo sarebbe un passo importante verso il cambiamento.

Rinnovo, clausola eliminata e fascia di capitano, IT’S TIME!