De Ligt is back in town

di Leonardo Dorini |

Partita dalle tinte forti, questa Roma-Juventus che dà ai bianconeri il titolo di Campione d’Inverno; iniziata in carrozza, si è trasformata nel finale in una battaglia per tenere il gol di vantaggio, con i giallorossi quasi sempre nella nostra metà campo.

Merih Demiral, in gol dopo 2 minuti con un guizzo dietro un distratto Kolarov, cade male nel corso di un’altra azione offensiva e deve uscire (distorsione al ginocchio, da valutare); il ragazzone olandese col numero 4 viene inquadrato subito, a torso nudo: si mette la maglietta ed entra.

L’opzione Rugani – stavolta – non è mai passata per la testa al Mister: de Ligt is back in town .

E’ ben strano questo girone di andata dell’olandese: chiamato subito in servizio permanente effettivo dopo l’infortunio di Chiellini (14 le sue presenze in A, 4 in Champions), ha avuto un rendimento presto salito a livelli notevoli; il ventenne è stato il “colpo” di mercato dell’estate juventina.

Ma, non avendo potuto fare il classico periodo di ambientamento, è stato scaraventato nella tonnara di una Serie A certamente più tattica ed ostica di quella cui era abituato; e, soprattutto, nel tritacarne di social e giornali pronti a sezionare ogni suo minuto di gioco, a coglierlo in errore, a confrontarlo con questo e quel difensore, a dire “ci mancherebbe, visto quello che è costato”.

Forse è anche questa la ragione per cui Sarri, che si è sempre affrettato a proteggerlo, a parlare di colui che “diventerà uno dei più grandi centrali al mondo”, nell’ultimo periodo gli ha preferito Demiral, nel frattempo – lui sì – in grado di ambientarsi meglio, di calmare un po’ i suoi bollenti spiriti.

Proprio sabato scorso nella conferenza pre-partita,  il Mister metteva le mani avanti, dicendo che l’olandese stava meglio, che si stavano creando le condizioni per tornare; sempre paterno, protettivo, sembrava dirci: a Roma gioca Demiral, il giovanotto lo rimetto dopo, in Coppa Italia e col Parma.

E invece, al diciottesimo serve entrare: su la maglietta e via, a posizionarsi sul centro-destra della difesa bianconera, scambiandosi quindi di posto con Bonucci, che aveva parlottato con Sarri in quei minuti concitati in cui Demiral si dispera a terra, e poi prova a rientrare, ma niente, non ce la fa.

E de Ligt fa il suo, mica si fa pregare: occupa bene lo spazio, spesso non è troppo elegante, ma concreto, fa quel che deve fare (bella la chiusura su Dzeko sottomisura – avevamo tremato); sbaglia poco, non si fa per nulla impressionare da un clima partita che pian piano vede la Roma stabilmente dalle sue parti. Non ama i preziosismi, si vede: spazza un paio di volte senza fronzoli, impone la sua presenza fisica; entra bene, insomma.

Non abbiamo mai creduto, come si è sentito dire, che Demiral avesse “rubato il posto” a de Ligt; piuttosto, li vediamo presto insieme, i due…ma questo lo si capirà più avanti, anche dopo aver saputo l’entità dell’infortunio del turco (dita incrociate!).

Il ragazzone olandese è tornato, ci eri mancato Matthijs!