David Alaba, la medicina migliore per il post Alex Sandro

di Michael Crisci |

David Alaba ha appena compiuto 28 anni, ed è dunque un giocatore vicino al pieno della sua carriera. Gioca in un top club, dove strappare un titolare è un’impresa quasi impossibile. Quindi si parla di un profilo altamente complicato da acquisire. Detto ciò, in questo momento, l’austriaco sta riflettendo sulla possibilità o meno di rinnovare con il Bayern Monaco. Negli ultimi anni ci sono già stati momenti in cui è stato accostato a squadre estere, e non è un segreto che per lui la Premier League sia una tentazione, come recentemente da lui stesso dichiarato.

La notizia è che anche la Juve ci vorrebbe provare. Anche Paratici starebbe pensando a un’offerta all’esterno del Bayern, conscio di dover affrontare una nutrita concorrenza, tra cui l’Inter, che dopo l’acquisto di Hakimi, vuole comprare un dirimpettaio di livello anche per l’altra fascia.

Ovviamente, un’eventuale acquisizione di Alaba, significherebbe la separazione definitiva da Alex Sandro. Il brasiliano pare abbia alcune offerte allettanti, ed è uno di quei profili a cui resta poco tempo per essere venduti a cifre importanti (Pjanic ne è un esempio, anche se lì si tratta di valutazione più che di soldi veri), dati i suoi 29 anni e mezzo.

Sandro negli ultimi anni ha oggettivamente arretrato il suo raggio d’azione. La sue doti difensive, che all’arrivo a Torino erano colpevolmente poco sponsorizzate, hanno preso il sopravvento sulla voglia di andare sul fondo e crossare (quest’anno solo 3 assist per lui), e molto probabilmente, la difesa a 4 non lo aiuta a sprigionare la sua spinta, che aveva contraddistinto il suo primo biennio bianconero. Non è un caso che, quando Allegri decise di spostarlo qualche metro più avanti, il brasiliano si rese protagonista di prestazioni eccellenti.

Sarri ovviamente non manca di considerarlo un titolare inamovibile, ma la sua tendenza a tenere troppo il pallone non si addice alla sua idea di calcio veloce, con scambi rapidi a due tocchi massimo (concetto già espresso molte volte).

La duttilità di Sandro però, non può essere comparata con quella dell’austriaco. Alaba ha avuto tanti maestri, da van Gaal che lo ha lanciato da giovanissimo fino a Guardiola, passando per Jupp Heynckes e Ancelotti. Se il suo ruolo prediletto è quello di esterno in una difesa a 4 (dove è uno dei pochissimi, forse l’unico a svolgere entrambe le fasi con la stessa efficacia in continuità), nell’ultimo lustro si è cimentato in mezzo a una difesa a 3 (ruolo che pare prediliga in questa fase della carriera), da centrale della difesa a 4 e, alle volte, è stato spostato anche a centrocampo.

Probabilmente Alaba sarebbe l’unico profilo a garantire un salto di qualità dall’addio di Alex Sandro. Nessun altro profilo tra quelli sciorinati ogni qualvolta si è parlato della sostituzione del numero 12, come Emerson Palmieri e Grimaldo, per fare due esempi recenti, si attesta ai livelli del viennese. La Juve vuole provarci, il che non significa che ci riuscirà, ma che l’idea è quella di cercare di sostituire un gran giocatore come Sandro  senza affidarsi a delle scommesse, cercando addirittura un salto di qualità.


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