11 aprile 2018 – una data da scolpire

11 aprile 2018. La rimonta più incredibile della Storia del calcio europeo: la Juventus, sconfitta all’andata per 3-0 a Torino da un ottimo Real Madrid, ribalta la situazione nella partita di ritorno in Spagna, mostrando un carattere e un orgoglio da leoni, chiudendo in vantaggio per 3-0 i tempi regolamentari e qualificandosi con una rete ai tempi supplementari del subentrato Stefano Sturaro.

E’ la più grande e memorabile rimonta in Champions League, perché nessuna squadra aveva mai passato un turno a eliminazione diretta in trasferta e dopo aver subito più di 3 gol all’andata in casa. Le precedenti imprese infatti, compiute dal Deportivo la Coruña contro il Milan, dal Barcellona contro il Paris Saint-Germain e dalla Roma contro il Barcellona (risalente appena al giorno prima), sono scritte nella pietra, ma la squadra che ha rimontato giocava la partita di ritorno in casa, spinta dal propriopubblico. La Juventus ci è riuscita in trasferta. Al Bernabeu. Contro il Real Madrid, campione d’Europa in carica. Che Storia signori.

Questa doveva essere la voce dell’Almanacco del calcio 2018, con le dovute modifiche del caso legate al marcatore del quarto gol. Ma non c’è. Non la troverete né l’anno prossimo, né in futuro, perché purtroppo non è andata così. Sappiamo tutti perché e credo ci sia poco da commentare e da aggiungere a quanto è già stato detto.

Mi permetto solo una breve riflessione. Pensando a quanto ha detto Buffon nel post-partita e alla sua veemente reazione in campo, mi immagino che quella ipotetica voce dell’almanacco lui se la fosse già scritta nella sua mente. La stava vivendo, era lì, in campo a esultare e a crederci lui c’era. E’ anche questo il dolore che ho sentito nelle sue dichiarazioni. Non era il dolore presente nel pianto dopo la partita dell’andata, assolutamente no: questo era un qualcosa di diverso, un sentimento indescrivibile per chi non lo ha provato direttamente. Forse era il dolore di un capitano di una squadra incredibile, la sofferenza di un quarantenne che vede ormai vicina la fine della sua carriera, la sconfitta mista all’orgoglio di un uomo a cui è stato impedito di scrivere (per l’ennesima volta) la Storia di uno sport.

L’androide alimentato a biogas, il personaggio dotato di un rifiuto miocardico che ha fischiato quel rigore, ha impedito alla data di ieri di scolpirsi nella Storia del calcio, relegandola alla più flebile materia del ricordo. Un ricordo che certo rimarrà per anni, ai calciatori, ai tifosi della Juve e forse anche a quelli del Real, che anche stavolta hanno trionfato sul filo del rasoio. Un ricordo che però, col tempo, si affievolirà, finirà per sbiadirsi e magari con l’essere dimenticato.

Quella giocata mercoledì 11 aprile 2018, almeno per me, sarà sempre una partita grandiosa, una partita epica, una partita leggendaria, ma non potrà mai essere LA PARTITA, quella che ricorderò per sempre. Di finali vinte purtroppo non me ne ricordo, preferirei dimenticare quelle perse; avrei voluto scolpire la data di ieri nella mia memoria e in quella di questo sport per sempre. Ma non sarà così.

Brava Juve, bravo Presidente, bravo Gigi, bravo Max, bravi tutti gli altri giocatori, anche i non presenti in campo. Bravi tutti. Bravi noi. Quest’anno passano ancora loro, ma abbiamo il dovere di riprovarci. Forza Juve.

 

di Riccardo Yuri Carlucci

 

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