Danilo vale un posto da titolare?

di Alex Campanelli |

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Gli ultimi segnali arrivati da Maurizio Sarri, quelli che riguardano Juan Cuadrado, aprono una voragine nell’11 titolare della Juventus: se davvero di qui in avanti il colombiano verrà impiegato da terzino destro solamente in occasioni particolari o in caso d’emergenza, c’è assolutamente bisogno di trovare un laterale difensivo di destra per la seconda e cruciale parte della stagione. L’inadeguatezza di De Sciglio e la mancanza di alternative portano ad un unico nome: Danilo Luiz Da Silva.

Le perplessità nei confronti del terzino brasiliano sono varie e assolutamente legittime: Danilo ha giocato da titolare appena 7 gare di campionato, 4 in Champions League (2 a qualificazione acquisita) e 2 in Coppa Italia, per un totale di 13 partite dal 1′ sulle 34 sin qui disputate dalla Juventus. Dopo un incoraggiante esordio con gol con il Napoli, Danilo ha alternato prestazioni buone (mai ottime) ad altre più mediocri, complici gli infortuni che non gli hanno mai permesso di trovare continuità e nel contempo hanno lanciato Cuadrado nel suo ruolo, il quale di fatto sembrava aver trovato un nuovo titolare prima del dietro front di Sarri.

Con il passaggio in pianta stabile al 4-3-3 e Cuadrado impegnato nel ruolo di ala destra, l’ex City vede spalancarsi davanti a sé un’occasione imperdibile per diventare titolare; sarà in grado di sfruttarla? Si rivelerà all’altezza di fare il titolare in una squadra che ambisce a vincere la Champions League o rappresenterà l’anello debole della retroguardia?

Dal punto di vista prettamente tecnico, Danilo parla la stessa lingua dei compagni di squadra: completa all’incirca la stessa percentuale di passaggi degli altri difensori, il suo tasso di cross riusciti è di poco inferiore a quello di Alex Sandro, più generalmente parlando è un terzino completo che sa dialogare con la mezzala di riferimento, sa prendere il fondo e tagliare dentro il campo, doti che avevamo evidenziato anche al suo arrivo.

Due sono i grandi dubbi che circondano il laterale verdeoro. In primo luogo, la tenuta fisica: in linea con le annate precedenti, Danilo ha dimostrato di non essere fisicamente integro, ha già accusato due stop di media lunghezza pur se non sovraccaricato dall’impiego in campo, tutt’altro che eccessivo, e spaventa immaginarlo in campo per molte partite di fila, le quali potrebbero esporlo a rischi e lasciare di nuovo la Juventus con un buco a destra.

Il secondo dubbio è quello relativo alla concentrazione nell’arco dei 90′: come e più di quanto accadeva ad Alex Sandro nei periodi bui, a Danilo capita di spegnere la luce in campo. Se capita sulla trequarti avversaria, può sbagliare completamente la misura di un cross nonostante i suoi ottimi mezzi tecnici, può servire il compagno peggio posizionato oppure forzare una giocata inutile; se invece il brasiliano stacca la spina nella propria metà campo, può sbagliare un appoggio semplice e innescare un contropiede, o ancora peggio dimenticarsi di seguire il diretto avversario e mettere l’intera retroguardia nei guai. Danilo è un terzino completo, è capace di difendere, molto semplicemente a volte si dimentica di farlo, ancora peggio della supponenza che additavamo al buon Cancelo.

Poi magari con la continuità in campo e la fiducia dell’allenatore la sua concentrazione in campo aumenterà, inizierà a prendere consapevolezza della propria importanza e limiterà dunque al minimo le distrazioni. Magari un impiego meno saltuario potrebbe fargli bene anche dal punto di vista fisico, imparerà a gestirsi e, come Khedira, inanellerà una serie di gare consecutive senza infortuni che era sin troppo ottimistico immaginare.

Potrebbe succedere, ma potrebbe anche non succedere. Il fatto che arriviamo a pochi giorni dagli ottavi di Champions con un dubbio così grande è indice di un errore compiuto in fase di pianificazione della rosa. Le prossime gare magari smentiranno tali affermazioni, ce lo auguriamo tutti, ma a conti fatti Danilo è al momento poco più di una scommessa che dobbiamo per forza vincere.