Danilo e i suoi fratelli

di Juventibus |

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“Ma Danilo è il fratello di quello dello scorso anno?”

Questo l’interrogativo ironico che Alessandro Taballione, giornalista di Sky TG 24 si è posto durante la puntata odierna di Casa Juventibus, ed è la stessa domanda che molti tifosi si stanno davvero ponendo viste le ottime prove del difensore brasiliano.

“Danilo ha tanti fratelli…”, così invece ha risposto Luca Momblano, alludendo alle tante precedenti esperienze non sempre esaltanti del giocatore ex-City.

Mi piace immaginare però che sia un altro modo per definire un giocatore versatile, con molte caratteristiche interessanti tra cui alcune“nascoste”. Nel calcio i giudizi cambiano rapidamente, come quelli sul Danilo di questo inizio stagione, utilizzato tantissimo da Pirlo, con prestazioni quasi sempre di altissimo livello. Quando arrivò a Torino molti fecero l’errore di paragonarlo subito a Cancelo, portando la discussione esclusivamente sul piano tecnico riguardo uno scambio che aveva riservato quasi solo critiche a Fabio Paratici.

Ma Danilo ha tanti “fratelli” appunto e la sensazione è che, oltre ad uno scambio utile sul fronte del bilancio, l’operazione abbia rappresentato un’occasione per la Juve per portarsi a casa un giocatore esperto, transitato in club storici e vincenti come Santos, Porto e Real Madrid fino all’esperienza con Guardiola al Manchester City.

Danilo in questi mesi ha dimostrato di saper fare molte cose in campo, in tre posizioni disegnate da Pirlo -centrale, laterale a destra o a sinistra- con buona attenzione difensiva e capacità di portare palla con qualità nella metà campo rivale, prendendosi anche qualche rischio in di disimpegno. Giocate che hanno alzato il baricentro Juve e aumentato il numero di giocatori nella trequarti offensiva, doti sicuramente affinate con Guardiola.

Ma Danilo ha fatto vedere un’altra qualità spesso sottovalutata: le letture difensive di alto livello. Spesso il brasiliano anticipa e intercetta giocate anche a ridosso dell’area e dimostra di reggere sia in corsa che col fisico quando è lasciato in 1 contro 1 in campo aperto anche con esperienza o malizia.

Di Danilo poi sta piacendo soprattutto l’atteggiamento e la mentalità, sia sul campo sia ai microfoni (il disappunto espresso dopo Beneventi, ad esempio) che lo stanno facendo emergere, dopo solo pochi mesi da titolare come un uomo molto ascoltato negli spogliatori. Un uomo abituato a vincere che conosce bene le basi e i dettagli per arrivare ai trofei. Un uomo da Juve insomma, forse non il titolare da sogno questo Danilo, ma la migliore versino dell’acquisto che ci aspettavamo.

di Leonardo Menduini