Danilo-Cancelo, un anno dopo

di Massimiliano Cassano |

Nel calcio i paragoni possono essere fatali. A volte vengono forzati dai media, altre volte dagli stessi tifosi, specie se un giocatore ben voluto viene sostituito con un altro che occupa il suo stesso ruolo. È successo poco più di un anno fa, quando Juventus e Manchester City hanno perfezionato lo scambio Cancelo-Danilo. Intorno all’operazione, che sapeva tanto di accordo nato per sistemare i conti a colpi di plusvalenze più che di decisione tecnica, c’era tanto scetticismo.

Cancelo aveva mostrato doti incredibili in fase offensiva, qualche amnesia in fase difensiva, aveva sofferto la convivenza con un allenatore, Allegri, che fa della solidità dietro uno dei punti fermi del suo modo di allenare e di intendere il calcio. Sembrava più un giocatore da Manchester City, a dire il vero, e nonostante un avvio in cui Guardiola sembrava non vederlo, si è via via ritagliato uno spazio sempre maggiore sulla fascia destra dei cityzen. Quest’anno, da quando è tornato convocabile, ha giocato tutte le partite per 90′, mostrando le sue solite caratteristiche: aggressione della fascia da ala, difesa da rivedere.

Contemporaneamente, l’esperienza in bianconero di Danilo ha risentito del paragone con il portoghese, specie in fase di spinta: il brasiliano è un giocatore più attento in difesa, ma nella prima stagione con Sarri ha peccato anche in fase di copertura, risultando spesso in ritardo nelle scalature sui cambi di gioco. Pirlo gli ha cucito addosso un nuovo ruolo, che sembra averlo messo finalmente a suo agio: “falso” centrale in una difesa a 3, che lo sgrava dal compito di spinta quando la Juve è in possesso (Cuadrado o Chiesa svolgono alla perfezione il compito) e gli consente di trovarsi già in posizione, più vicino all’area di rigore, quando la squadra subisce gli attacchi avversari.

Lui ci ha poi messo il suo, diventando molto più attento nell’uno contro uno, e soprattutto – complice anche la fortuna – infortunandosi meno spesso. A un anno dallo scambio Cancelo-Danilo, la sensazione è che la Juventus abbia perso un giocatore di grande estro ma trovato un elemento capace, specie dopo la rivoluzione tattica Pirliana, di garantire solidità. Nessuno si aspettava un exploit simile del brasiliano, che merita di essere giudicato per quello che è diventato e scrollarsi di dosso l’ombra del portoghese che fu. Con la confidenza ritrovata, inoltre, ha iniziato a trovare spunti interessanti anche palla al piede, come l’ottima imbucata per McKennie che ha portato al gol di Morata contro lo Spezia. Non sarà mai un Cancelo, ma resta un ottimo, solido, e finalmente ritrovato Danilo.


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